sabato 3 maggio 2014
venerdì 2 maggio 2014
Cosa vuol dire avere qualche milione di euro da pagare
Cosa vuole dire avere un debito
fuori bilancio di proporzioni bibliche, destinato a crescere e in crescita
costante a seguito di sentenze che giungono giorno dopo giorno? Vuol dire, ad
esempio, che il Commissario Ianieri non può approvare il bilancio preventivo. Non
approvare il bilancio vuol dire non poter razionalizzare e ottimizzare la
spesa. Non razionalizzare la spesa vuol dire che non si possono fare interventi
migliorativi. Ad esempio era intenzione del Commissario di creare una zona
franca, per quanto riguarda l’addizionale Irpef comunale, per i redditi
inferiori ai 25.000 € annui. Avere un debito fuori bilancio di queste
proporzioni vuol dire che, invece di invertire la tendenza, che ha sempre visto
Montegranaro primeggiare sulle aliquote, nulla si potrà fare per aiutare le
fasce di reddito più deboli. Ora, continuiamo pure a rimpallarci le
responsabilità, continuiamo pure a raccontare favole agli elettori circa
progetti faraonici (e costosissimi). Ma la realtà è che i Montegranaresi non
avranno nemmeno questo piccolo ma significativo aiuto economico. Altro che
velodromi.
Luca Craia
giovedì 1 maggio 2014
Spazio candidati - Considerazioni di Letizia Bellesi
Ospitiamo un commento della candidata Letizia
Bellesi ricordando che il blog è a disposizione di tutti i candidati
alle comunali di Montegranaro per comunicazioni ai cittadini. (L.C.)
Caro Luca,
Caro Luca,
vorrei
fare un commento ad una delle tante frasi che affidi a Facebook, perché mi ha
particolarmente colpito. Ti definisci: “Libero pensatore, del web e non.
Orgoglioso di esserlo, sia libero che pensatore.”
Se posso,
preferisco commentare questa frase direttamente sul tuo blog personale e di
questa ospitalità ti ringrazio; a Facebook, preferisco il tuo blog, perchè so
essere seguito da “tutti” i nostri concittadini, di qualsiasi schieramento,
anche se poi non tutti lasciano commenti ...
Anch’io
voglio fare una riflessione, in particolare sul nostro “microcosmo” in questa
delicata fase della sua storia. Della tua frase mi colpisce la parola
“orgoglioso”, ma soprattutto la parola “libero”.
Anch’io
mi sento orgogliosa di essere una libera pensatrice; quando leggo la classifica
a fine corsa, sono orgogliosa di vedere riportato un tempo accanto al mio nome,
anche se in fondo, ma non la scritta “ritirata”: c’è la mia età e l’indicazione
“Atleta libero”.
E io di
questo mi sento orgogliosa, di essere libera di correre, di correre insieme,
anche se quasi tutti corrono più veloci di me, anche se molti sono più magri e
più giovani di me. Sono allo stesso tempo orgogliosa di far parte di una
squadra, pur da atleta libero, che rappresenta Montegranaro.
Corro,
perché so che è una questione di allenamento, corro, perché so che dopo quella
salita che sembra interminabile c’è sempre una discesa che ci fa sentire
liberi, corro perché c’è sempre qualcuno vicino a me che mi incoraggia. E il traguardo,
anche se tagliato dopo di tutti, ogni volta mi ricorda che ce l’ho fatta. Ecco
allora che mi sento forte e so che posso affrontare qualsiasi cosa.
Io sono
tante cose: sono madre, sono figlia, ma anzitutto sono una persona libera, con
la mia dignità, una persona a cui da fastidio l’arroganza, che non sopporta di
vedere persone umiliate, costrette a mettersi in ginocchio per compiacere, che
non sopporta la strumentalizzazione di bambini a scopi personali.
Ecco
allora che ho risposto, non tanto all’invito della mia cara amica Edy che tanto
apprezzo, quanto all’urlo di questo paese che implora di essere ben governato;
e al grido dei nostri figli che hanno il diritto di vivere in un paese degno di
questo nome; mi sono sentita in dovere, come generazione, di reagire a
quest’inerzia.
Credo
nelle tante risorse e nelle energie positive che questo paese ha e non mi
capacito come in tutti questi anni non abbia avuto lo sviluppo che meritava,
anzi ancora viene deriso per la sua arretratezza.
Chi
dichiara di avere così tante buone idee, ovviamente perde la sua credibilità se
non è riuscito a realizzarle quando ne aveva la possibilità; quali sono stati
gli ostacoli? Mancanza di capacità? Poca competenza? O forse anche poca
libertà? In effetti il coraggio gli viene riconosciuto; anche qui, il coraggio
di ripresentarsi con la stessa faccia di qualche mese fa.
E’ vero,
la politica non è il mio mestiere, ma proprio per questo mi sento più libera di
poter dare il mio contributo, mi metto al servizio della nostra comunità, con
le mie esperienze, le mie conoscenze e le mie capacità. Il motivo? Voglio
essere un esempio per il mio e per i nostri figli, a non arrendersi, a non
mollare, a non subire, a non barare, a partecipare con dignità e spirito di
servizio.
Attenzione
all’anziano sì, ma attenzione ancora maggiore ai nostri giovani, ai nostri
figli. Nella nostra lista ci sono tanti giovani che hanno voglia di impegnarsi
e sono da apprezzare, ma la colpa è nostra, della nostra generazione, se gli
stiamo consegnando il paese in questo stato, se gli abbiamo lasciato questo
sfacelo; non è quindi giusto lasciare solo a loro l’onere di ricostruire questo
paese, non lo trovo corretto.
Di buone
idee ce ne abbiamo tante; è vero, dichiaratamente non sono tutta farina del
nostro sacco, ma il nostro programma è fatto anche di spunti presi dalla gente
e di questo ringraziamo tutti quanti hanno contribuito.
E’ vero,
nella nostra lista non troverai nomi altisonanti, ma semplici e comuni; noi ci
chiamiamo Paola, Chiara, Laura, Sara, …. e ce la metteremo tutta per far
ritornare Montegranaro come ce lo hanno consegnato i nostri padri.
Un’ultima
cosa: se possibile, evita di chiamarci lista “Stranamore”, se puoi chiamaci con
il nome che ci siamo dati “Montegranaro Riparti”, convinti che sarà una
squadra, che pure ha il suo buon capitano, a rimettere in moto questo paese; ma
se proprio preferisci gli epiteti, allora suggerisco lista
"Stima&Amore": stima reciproca e amore per il nostro paese.
Cordialmente,
Letizia Bellesi, candidata della lista Montegranaro Riparti con Ediana Mancini
Sindaco.
Il pasticciaccio brutto della statua del Papa Santo e le stupidaggini degli ex sindaci.
Non ne volevo parlare ma alla
fine cedo anche io perché questa storia della statua di Papa Giovanni Paolo II potrebbe averla scritta Pirandello. Voglio, però, fare una premessa: per
me quella scultura è talmente brutta che può restarsene tranquillamente dov’è,
anzi, la rimanderei direttamente all’autore e mi farei ridare i soldi, tanti,
che sono stati pagati per quell’obbrobrio, con tutto il rispetto per il Papa
Santo al quale, comunque, somiglia come io somiglio a Richard Gere.
Ciò posto andiamo a vedere le
enormi baggianate che sia Basso che Gismondi stanno gareggiando a dire. Dunque:
Basso fa scarica barile, convinto che la statua possa stare all’esterno. Ma non
ce l’ha messa perché era in scadenza di mandato (quanta roba non ha fatto Basso
perché in scadenza di mandato. Ma s’era lasciato davvero tutto per gli ultimi
giorni, eh?) e quindi si aspettava che a provvedere fosse l’amministrazione che
gli ha succeduto, quella stessa in cui lui era Presidente del Consiglio
Comunale (come giustamente dice Gismondi). Ma evidentemente, una volta che la
scultura è finita sotto la chiesa di San Serafino se l’è scordata pure lui.
Gismondi, invece, dice che l’opera
d’arte è fatta di un materiale fragile e che, quindi, non può essere collocata
all’aperto se non con una struttura protettiva. Quindi la sua collocazione
nello sgabuzzino era provvisoria, in attesa di trovare fondi per realizzare
tale struttura. Fondi che, però, in quattro anni e mezzo non sono mai arrivati.
In questi quattro anni e mezzo, in realtà, qualsiasi cosa si andasse a chiedere
in comune (pulizia strade, interventi di manutenzione, messe in sicurezza, ecc…)
la risposta era sempre la stessa: ora non ci sono fondi, provvederemo quando
avremo i soldi. Quattro anni e mezzo senza un centesimo da spendere, neanche
per comprare un paio di tubi di metallo e un po’ di plexiglass e far realizzare
un telaio a un dipendente comunale, in economia, così da togliere la statua
dallo sgabuzzino.
Ultimamente, invece, pare che di
soldi ne stiano per arrivare parecchi in Comune, viste le promesse elettorali. Chissà
se, dopo aver realizzato velodromi, piscine e altri mirabolanti progetti
avanzerà qualche centesimo per l’alloggiamento della statua del Papa Santo?
Luca Craia
mercoledì 30 aprile 2014
A fine maggio la Settimana della Cultura
Lo scorso anno la consueta
manifestazione nazionale della Settimana della Cultura fu abolita dal Mibac per
mancanza di fondi. A Montegranaro, su proposta della nostra associazione,
Arkeo, e coordinati dalla Biblioteca Comunale decidemmo di sopperire
organizzandoci con mezzi propri. Ne venne fuori un bell’esperimento, il primo
di questo genere, in cui diverse associazioni culturali si unirono per dar vita
a un cartellone di eventi di alto livello che, snodandosi nell’arco di una
settimana, ottennero un ottimo successo.
Forti di questo risultato e
convinti più che mai della necessità di agire in sinergia tra associazioni e
territorio per creare una rete culturale territoriale che possa offrire al
pubblico un pacchetto di iniziative e proposte di livello, quest’anno abbiamo
proposto all’assessore alla cultura delle Provincia di Fermo, Giuseppe
Buondonno, di ripetere l’esperimento montegranarese su scala provinciale. La
proposta, semplice e a costo zero per le casse della Provincia, è stata accolta
con entusiasmo dall’Assessore che sta, in questi giorni, coordinando l’organizzazione
dell’evento. Il periodo previsto per la Settimana della Cultura provinciale è dal 24
maggio al 2 giugno. Sono state contattate le varie associazioni presenti in
provincia e ci sarà un incontro definitivo a breve per la stesura del cartellone
degli eventi, ognuno dei quali organizzato da una o più associazioni.
Intanto a Montegranaro il
coordinamento dell’organizzazione è stato affidato alla Pro Loco che ha già
convocato una prima riunione delle associazioni che hanno aderito al progetto,
dalla quale è già scaturito un programma di massima molto interessante. Hanno
dato adesione definitiva alla Settimana della Cultura montegranarese, oltre
naturalmente ad Arkeo che ne è ideatrice e alla Pro Loco che la coordina, il
GTM, gli Amici della Musica, l’Archeoclub, la Libera Comunità Il Labirinto e
Granarium. Ovviamente altre associazioni che vogliano unirsi al progetto sono
le benvenute. Il prossimo incontro si terrà giovedì 8 maggio alle ore 19.00
presso la sede della Pro Loco.
Arkeo ha già organizzato l’apertura
della Cripta di Sant’Ugo per entrambe le domeniche comprese nel periodo, una
serie di incontri promozionali presso le sedi museali della provincia, una “passeggiata”
notturna a caccia di stelle e costellazioni nelle nostre splendide campagne e
un concerto dell’Ensemble di liuti del conservatorio di
Pesaro che proporrà, con cembalo e soprano, una serie di brani del seicento
marchigiano la gran parte provenienti dal fondo manoscritti della biblioteca
del conservatorio, musiche rarissime. Il concerto si terrà lunedì 2 giugno alle
16,30 presso la Chiesa
di San Serafino a Montegranaro.
Il resto del
programma sarà comunicato tempestivamente appena pronto. Il progetto comunque è
interessantissimo e ripropone la collaborazione tra realtà culturali anche
diverse al fine di promuovere e far crescere il territorio. In questo Arkeo si
pregia di essere il primissima fila da sempre.
Luca Craia
martedì 29 aprile 2014
La bandiera del 25 aprile rubata e le solite polemiche strumentali.
Era esplosa il 25 aprile stesso
la polemica per la mancata affissione, come disposto dalla legge, della
Bandiera Tricolore sulla facciata del nostro municipio. A qualcuno più
informato, però, era subito sembrato strano che la Bandiera italiana non
sventolasse al proprio posto, anche perché il Commissario Ianieri aveva dato
disposizione di lasciarla sull’asta davanti all’ingresso del Palazzo Comunale
non solo per il 25 ma in maniera continuativa. Oggi arriva comunicazione,
tramite il sito ufficiale del Comune, che il vessillo era in realtà stato
rimosso da ignoti, rubato per chissà quale scopo e che il “Commissario
Straordinario ha sporto formale denuncia penale” per questo.
Sterile quindi la polemica e, se
vogliamo, anche strumentale. Infatti, alcuni personaggi ben noti già da tempo
non perdono occasione per disapprovare l’operato di Ianieri con l’intento di
sottolineare come certi fatti, con la presenza di un Sindaco, non accadrebbero.
A parte l’assurdità di questo assioma vale la pena ricordare che l’ultimo
Sindaco non ha mai celebrato in alcun modo il 25 aprile preferendo recarsi più
volte in parata a manifestazioni di estrema destra piuttosto che dare il giusto
rilievo alla Resistenza.
Luca Craia
Niente Primo Maggio delle Associazioni.
È laconico Iacopo Gentili,
presidente delle Proloco di Montegranaro, nel comunicare alle associazioni
aderenti l’annullamento dell’iniziativa “Lago in Festa”, la seconda edizione
della Festa delle Associazioni cittadine che l’anno scorso aveva riscosso un
grande successo. La cancellazione è imputabile a problemi meteorologici. Il
perimetro del laghetto del Torrione risulta attualmente allagato a causa delle
forti piogge di queste ultime ore e le previsioni parlano di ulteriori copiose
precipitazioni. È logico che organizzare una festa senza la possibilità di
trasferire tutto al coperto diventa rischioso e, in qualche modo, impensabile. Da
qui l’annullamento dell’evento annunciato con rammarico da Iacopo Gentili.
Quest’anno la festa è comunque
nata sotto cattivi auspici, con polemiche rivolte alla Pro Loco, defezioni di
importanti associazioni pur presenti l’anno scorso e strumentalizzazioni varie
anche sulla messa in sicurezza dell’area voluta dal Commissario. È un peccato
perdere l’occasione per passare una giornata insieme, consolidando, allacciando
o ricucendo rapporti tra sodalizi che troppo spesso mostrano sfilacciature
quando non rotture quasi irrimediabili. Speriamo si possa riproporre l’evento
in altra data e che questa vicenda non vada a dare forza a quelle (poche)
persone che mostrano la volontà di rendere difficile il già arduo compito della
nostra Pro Loco.
Luca Craia
lunedì 28 aprile 2014
Cattivissimi Stranamore!
Cattivi cattivi, quelli di Ediana
Mancini. Non si fa così. Non si può mica presentare la lista proprio il giorno
in cui la Sutor
gioca al Palasavelli! Eccheccavolo! Parola di esperto. Il solito giornalista
online che ad ogni occasione fa campagna elettorale per il suo amico ex sindaco
non si fa sfuggire nemmeno questa e critica aspramente “chi ha preferito
presentare la propria lista piuttosto che comprare, almeno, cento biglietti per
vedere la partita e aumentare l’incasso destinato ai giocatori”. Certo, non è
stato affatto carino da parte della lista Montegranaro Riparti presentare la
lista proprio di domenica, proprio a ridosso dell’ufficializzazione dei
candidati, proprio nel weekend lungo del 25 Aprile e, soprattutto, proprio la
domenica in cui la Sutor
gioca in casa e ha bisogno di incassi. Di gente, in verità, allo stadio di
Montegranaro ce n’era parecchia. Difficile dire se tutti fossero tifosi di
basket ma, anche la metà fosse stata appassionata di pallacanestro, il danno
stimato dal nostro amico giornalista sarebbe ben superiore ai cento biglietti
persi.
Si arrabbia molto, il
giornalista, contro Stranamore, ma anche contro gli esponenti della provincia
di Fermo che, invece di stare a preparare armi e bagagli in conseguenza del
decreto Delrio, avrebbero dovuto andare alla partita a sostenere la Sutor. Così come è cattivissimo
il Commissario Ianieri che avrebbe in mente di eliminare il contributo che il
Comune, per mano della giunta Gismondi, in questi anni ha dato per sostenere la Sutor. Tutti cattivi, tutti
contro la Sutor,
tutti eccetto quel galantuomo del suo amico ex sindaco al quale, ancora una
volta, il giornalista favorisce un pochettino la campagna elettorale. Come a
dire: se non votate per lui siete contro la Sutor.
Luca Craia
domenica 27 aprile 2014
Non sparate sulla Proloco
La polemica sulla messa in
sicurezza del laghetto mi manda in bestia. Non perché chi la muove non abbia,
sostanzialmente, ragione. C’erano altri modi, senz’altro, per evitare che
qualcuno si possa far male, modi esteticamente più accettabili. Quello che mi
fa arrabbiare è che, a muovere la polemica, sia sempre la stessa gente che non
perde mai una singola occasione per creare difficoltà alla Proloco.
Ci sarà la festa delle
Associazioni, al laghetto del Torrione, il Primo Maggio, tra pochissimi giorni.
Festa organizzata dalla Proloco. La messa in sicurezza serve a propiziare l’evento
che, altrimenti, non avrebbe potuto avere luogo. Muovere un vespaio in questo
senso è un ulteriore tassello di quello che sembra un disegno per screditare l’operato
e l’esistenza della Proloco.
Ho sentito le stesse persone
dichiarare pubblicamente di non riconoscere il Direttivo dell’Associazione
principale della città perché eletto “in maniera non ortodossa”. La stessa
gente si è più volte sostituita, complice un assessore alla cultura a dir poco
compiacente, alla Proloco stessa per la gestione di eventi ai quali doveva
giocoforza presiedere quest’ultima. Guarda caso assessore ed ex presidente
della stessa associazione sono in lista insieme. E ancora si gioca a screditare
l’associazione delle associazioni. Qual è il fine? Mi pare di capirlo.
Ora però basta. Se si vuole
davvero il bene della città si taccia, si faccia un passo indietro. Un’associazione
è un’associazione, tra le altre. Faccia il suo, al meglio che può, ma non ci si
permetta di monopolizzare il panorama culturale e associativo cittadino, con l’aiuto
di politici e dirigenti comunali. La
Proloco è un bene di tutti, è indispensabile per la città, e
desideri di egemonia sono dannosissimi per il futuro dell’associazionismo e
della vita culturale di Montegranaro. Fatevela finita.
Luca Craia
Presentate le liste. Le proposte sembrano più chiare. Ma non tanto.
Che Basso non vinca le elezioni
mi pare piuttosto chiaro, nonostante le dichiarazioni trionfalistiche dello
stesso. Però va detto che è riuscito a mettere insieme una lista di tutto
rispetto, con nomi importanti e stimati che sicuramente riusciranno a
compensare i voti che si perderanno per la scarsa presentabilità di altri personaggi
noti agli elettori per la loro azione politica a dir poco discutibile. È comunque
stupefacente come il plurisindaco astrale riesca ancora a meritare tanta
credibilità da riuscire a convincere persone più che rispettabili e spendere il
proprio nome per lui.
Oggi credere a Basso equivale a
credere a Gismondi. Non sono due facce della stessa medaglia, sono la stessa
faccia, cangiante a seconda di come inclini la superficie, in una sorta di caleidoscopio
politico che cambia colori e forme ma la sostanza rimane immutata da anni. Eppure
entrambi gli schieramenti riescono a raccogliere candidature importanti e ad
acquisire, in questo modo, quella credibilità persa nell’agire. È evidente che
si punta tutto su questo (e sulla politica classica dell’interesse particolare,
del voto di ringraziamento) e certamente non su una proposta politica attendibile,
visti i risultati ottenuti negli ultimi quindici anni di governo del paese.
In fatto di proposta politica,
invece, conosciamo abbastanza bene quelle del Movimento 5 Stelle e di Guardiamo
Avanti. Sono proposte interessanti, in molto ricalcano suggerimenti venuti
dalla società civile e, senza falsa modestia, anche da queste pagine. Il
risultato elettorale è tutto da vedere, entrambi i rappresentanti delle liste
si dicono fiduciosi ma appare piuttosto evidente come la partita sarà giocata
su due fronti: Gastone contro Ediana.
Ed è proprio quest’ultima
proposta, quella che a me (e ormai non solo a me) piace chiamare “Lista
Stranamore”, che ancora lascia perplessi. Il programma è ambizioso ma
cangiante, nel senso che dalle prime illustrazioni alle ultime l’interesse si è
spostato da priorità a priorità. Sono state accolte proposte esterne, molte
anche della mia associazione, ma le si è fatte proprie senza neanche un grazie
tante. E soprattutto si è creata una squadra che da l’impressione di basarsi
più su equilibri politici interni all’alleanza (equilibri che, fin da subito,
sono parsi a forte rischio stabilità) piuttosto che su criteri oggettivi e su qualità umane da spendere, senza nulla togliere alla serietà dei candidati. E
questo preoccupa, perché se già da ora si deve porre attenzione a non urtare
questa o quella sensibilità, cinque anni di governo insieme sembrano davvero
lunghi. Si tranquillizzi l’elettore, in qualche maniera.
Luca Craia
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giovedì 24 aprile 2014
Ianieri ha sbagliato a chiudere la Montegranaro Servizi? Ad alcuni pare di sì.
In questa campagna elettorale
stiamo vedendo cose che voi umani eccetera eccetera: colpi bassi, attacchi
personali, insulti, velate minacce denotano, oltre che un clima teso e
avvelenato, anche e soprattutto pochezza di idee e di progetti, una pochezza
che porta lo scontro su un piano quasi fisico e che non promette nulla di buono
per il futuro.
La stampa, in questa situazione,
sta facendo un ottimo lavoro per cercare di rimanere neutrale e non favorire
questo o quel candidato. Non tutta però: mi riferisco all’articolo apparso sul
notiziario online “La
Provincia di Fermo” riguardante un ricorso presentato dall’amministratore
della Montegranaro Servizi contro la decisione del Commissario Ianieri di
chiudere la società (di cui il Comune è proprietario al 100%) perche è la
stessa risulta, oserei dire oggettivamente, antieconomica. Non scendo nel
merito della decisione del dottor Ianieri anche se la stessa è stata bene
accolta dalla maggioranza delle forze politiche cittadine mentre quelle che
hanno governato fino a ieri si sono limitate a non commentare la disposizione
del Vice Prefetto e Commissario per Montegranaro.
L’articolo in questione, invece,
già dal titolo sembra godere del fatto che anche il Commissario subisca ricorsi
(così come le amministrazioni Gismondi e Basso ne hanno subiti di innumerevoli,
e così come sono innumerevoli ormai le sentenze contrarie in cui il Comune è
stato costretto a soccombere). L’articolo, non firmato, sembra compiacersi del
ricorso e, in qualche maniera, vuole sottolineare che anche il Commissario
sbaglia e che forse aveva ragione l’ex sindaco a voler mantenere in piedi una
società la cui utilità rimane, comunque, tutta da dimostrare mentre la cui
onerosità pare evidente. La testata giornalistica online non è nuova a
dimostrarsi molto amichevole con l’ex sindaco montegranarese, e in questa
campagna elettorale sembra quasi diventare un organo di informazione ufficiale
e di parte piuttosto che un notiziario imparziale. Sono scelte editoriali. E
sono segni di come vanno le cose a Montegranaro.
Luca Craia
mercoledì 23 aprile 2014
La violenza nella rete e i poveri di spirito.
Sono anni che utilizzo il web e i
social network per comunicare eppure ancora mi stupisco di come i comportamenti
in questo contesto devino dalla normalità per virare verso una forma di
violenza che è verbale solo per il fatto che non può diventare fisica. Mi
capita spessissimo che le cose che io pubblico, che non sono altro che
riflessioni personali, ragionamenti che condivido e che non hanno la minima
pretesa di essere interpretate né sentite da parte mia come assiomi
indiscutibili, vengano commentate con parole offensive e con attacchi
personali. Molto spesso questi commenti avvengono in forma anonima ma,
quand’anche non lo sono, evidenziano come chi li scrive si consideri
autorizzato a qualsiasi eccesso in quanto in rete.
Ecco, il concetto di rete, se ci
mette tutti sullo stesso piano, se equilibra i livelli sociali e abbatte le
barriere di distanza e di censo, nello stesso tempo fornisce la possibilità di
travalicare le norme del normale convivere civile e autorizza, o illude di
essere autorizzati, al turpiloquio e all’offesa gratuita. Così leggiamo
sproloqui di violenza inaudita nelle pagine di politici, giornalisti e
personaggi pubblici e così anche il comune mortale che si diletta a scrivere le
proprie riflessioni deve subire gli attacchi di chi, incapace di una normale
discussione, si sente ben protetto dallo schermo del computer o del telefono
per poter, in una sorta di immunità mediatica, dire cose che, nella vita
quotidiana e nel rapporto normale, fisico, tra persone, mai si permetterebbe.
È il risvolto negativo della
facilitazione nelle comunicazioni fornita dal web. Purtroppo il soggetto più
debole, quello intellettualmente meno attrezzato, quello sfornito di bastevole
carattere per calarsi in una discussione costruttiva, nella realtà virtuale fa
quello che nella vita reale mai farebbe: offende, ferisce, minaccia. E spesso
nemmeno si assume la responsabilità di quello che dice, calandosi
nell’anonimato, o semplicemente convinto che, con un colpo di mouse, si possa
rimediare, cancellare, resettare.
Luca Craia
sabato 19 aprile 2014
La Sutor verso il naufragio. Un patrimonio che si perde.
Quando parla d’altro no, ma
quando si occupa di basket e, nella fattispecie, della Sutor a Raffaele Vitali
do credito perché di Sutor ci capisce davvero. Così, leggendo il suo editoriale
sull’argomento, capisco che forse siamo davvero alla frutta per la storica
squadra di pallacanestro montegranarese. Finiti i soldi ma, soprattutto, finita
la passione. I Montegranaresi, dopo anni di pressanti richieste di denaro,
denaro finito in chissà quali rivoli e scorso via senza quasi lasciare traccia,
si sono stancati, disinnamorati, si sono accorti che non è più cosa. E questo,
forse, segnerà la fine di quello che è, comunque, un patrimonio cittadino.
Si è evidentemente voluto fare il
passo più lungo della gamba. Si è sopravvalutata la potenzialità di un
territorio che, seppur ricco, non può può permettersi una squadra di serie A. I
nostri imprenditori, che pure hanno dato tanto negli anni, oggi sono alle prese
con problemi più seri di un pallone arancione, e non possono più sostenere la
gestione di una squadra che, comunque, accusa una certa allegrezza e leggerezza.
Montegranaro ha dato tanto, anche quando era palese che la squadra stava
andando via, che non era più nostra. La Sutor ha chiesto e ottenuto tanto, monopolizzando
ogni tipo di impegno economico della cittadinanza.
Ci è costato molto in termini
sociali ed economici, a cominciare dagli investimenti sbagliati della politica,
testimoniati dal rudere di quello che avrebbe dovuto essere il nostro palasport,
passando per il sostegno economico dato dal Comune annualmente sottraendolo ad
altre e più urgenti necessità, per finire all’impegno di ogni singolo tifoso
che ha tirato fuori di tasca per sostenere un progetto che oggi sembra
destinato a naufragare salvo miracoli. Forse sarebbe stato meglio volare più
bassi, accontentarsi di una militanza in categorie appena minori, piuttosto che
dover rinunciare alla squadra storica della città. Ma si sa, l’ambizione non ha
freni, e quando questa viene cavalcata per altri fini meno nobili, sia
economici che politici, i risultati non possono che essere quelli che vediamo. Speriamo
in buone notizie future da parte del buon Vitali. In fatto positivo, intanto, è
che questa campagna elettorale non vedrà le solite promesse ridondanti sulla
Sutor.
Luca Craia
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