lunedì 20 settembre 2021

Attila Junior Porto Recanati - Sutor Basket Montegranaro, quinta amichevole stagionale per i gialloblù.  

 

Attila Junior Basket Porto Recanati: Lupetti 18, Centanni 2, Gurini 5, Redolf 13, Mancini 12, Cingolani 5, Ruggiero 13, Giri, Rombini, Marangoni, Battistin. All. Scalabroni

Sutor Basket Montegranaro: Galipò ne, Masciarelli 12, Angellotti 7, Torrigiani 3, Korsunov 11, Alberti 11, Barbante, Ambrogi, Verdecchia 3, Murabito 14, Crespi 4. All. Baldiraghi.                       

Parziali: 21-16, 13-21, 15-8, 16-17.

PORTO RECANATI – Quinta amichevole stagionale per la Sutor Montegranaro che ha sfidato l’Attila Junior Basket Porto Recanati dell’ex Nicola Scalabroni che militerà nel prossimo campionato di serie C Silver. I calzaturieri si sono presentati a questo scrimmage con Galipò tenuto a riposo precauzionale dopo il problema alla schiena accusato contro Osimo e all’inizio del secondo periodo hanno perso per una distorsione alla caviglia anche il pivot Crespi. Il calzaturieri hanno sofferto molto nel primo periodo la verve degli avversari e dopo 10’ di gioco erano sotto 21-16. Meglio nel secondo periodo anche se i gialloblù hanno dovuto rinunciare a Crespi per un problema alla caviglia, infortunio questo che verrà valutato nei prossimi giorni. La squadra con Murabito in regia ha trovato in Alberti, Masciarelli e Korsunov buoni interpreti, il secondo quarto si è chiuso in favore dei veregrensi per 21-13.

Nel terzo periodo, Porto Recanati è tornata a spingere sull’acceleratore e la Sutor, ancora alla prese con i carichi di lavoro, ha sofferto perdendo la terza frazione per 15-8. L’ultimo periodo è stato molto equilibrato e si è chiuso con la vittoria della Sutor per 17-16.

“La brutta notizia è che Crespi – ha detto il coach Baldiraghi – si è procurato una distorsione alla caviglia, per intenderci, quella sana. Per quanto riguarda la gara, abbiamo disputato una brutta partita sia per l’atteggiamento che per il linguaggio del corpo. Abbiamo messo poco attenzione e così non va bene e per questo motivo che domani mattina, alle ore 9.30 ho programmato un allenamento punitivo perché lo spirito e la poca attenzione messa in campo, non vanno proprio bene. Siamo a due settimane dall’inizio del campionato e mi aspetto passi in avanti e non indietro, come è accaduto a Porto Recanati”.

Prossima amichevole per la Sutor Montegranaro mercoledì 22 settembre quando alla Bombonera affronterò il Porto Sant’Elpidio Basket alle ore 19.30.


Ufficio Stampa

Sutor Basket Montegranaro


 

domenica 19 settembre 2021

Giorgetti e Acquaroli al Micam con Lucentini. La sinergia del territorio col Governo è importante.

 

Accompagnati dal Deputato del Fermano, il Montegranarese Mauro Lucentini, oggi il Ministro allo Sviluppo Economico,  Giancarlo Giorgetti, insieme al Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli e agli assessori regionali Guido Castelli e Mirco Carloni, ha fatto visita al Micam soffermandosi a discutere con i calzaturieri, in particolare con quelli del Fermano. È un segnale importante che si spera porti alla concretizzazione di progetti futuri necessari a un settore falcidiato da crisi e pandemia.

La sinergia tra le istituzioni, anche in funzione della stessa visione politica, è importante e non va demonizzare come invece si sta facendo, anche in maniera intellettualmente disonesta, visto che la stessa è stata già utilizzata e propagandare da altre parti politiche in passato. Come non ricordare la promessa di fondi per il palas di Montegranaro elargita dal Predidente regionale e dall'assessore al bilancio, entrambi PD, alla Festa de L'Unità o la sovvenzione per la ristrutturazione del municipio uscita magicamente dai fondi per la ricostruzione nonostante lo stesso fosse lesionato da molto prima del terremoto del 2016. La politica ha i suoi corsi e le sue regole, e le vergini stanno altrove. 


Luca Craia 

Le strane dimissioni dell'assessore Basso. La maretta in giunta era cosa antica.

 

Nel clima dietrologico in cui la lista targata PD che sostiene Ediana Mancini nella sua candidatura a Sindaco di Montegranaro per la terza volta muove le proprie argomentazioni, sarebbe bene spiegare un episodio risalente al luglio 2019 e di cui, all'epoca, non si seppe nulla. Il 29 luglio del 2019, l'allora assessore all'ambiente Roberto Basso, protocollò una missiva indirizzata al Sindaco Mancini, al Segretario Generale e ai colleghi di Giunta, con la quale restituiva le deleghe assegnategli senza però dimettersi dall'incarico di Assessore. Non sappiamo i motivi che portarono il giovane ingegnere a questo gesto politicamente molto forte, ma è lecito supporre che, già allora, qualcosa nei rapporti interni alla maggioranza cominciasse a incrinarsi, come del resto sempre testimoniato da Ubaldi e Beverati a seguito della crisi di Natale. È anche da tenere presente la mancata ricandidatura dello stesso Basso alle prossime elezioni, che potremmo leggere anche come un sedersi sulla riva del fiume e attendere che qualcosa passi galleggiando. Nella foga di raccontare i motivi della crisi che hanno portato al commissariamento del Comune di Montegranaro, magari l'ex Sindaco Mancini e i suoi sodali, candidati e non, potrebbero fornire agli elettori e ai cittadini anche le spiegazioni di questo fatto a dir poco curioso di cui, ricordiamolo, nulla è mai trapelato. Così, per trasparenza e onestà. 

Luca Craia 

Fermo: una viabilità indegna di un capoluogo di provincia

 

Basterebbe concepire la viabilità in senso circolare, magari imitando Macerata, città per molti versi paragonabile che ha adottato la circolazione a senso unico in quasi tutto il tessuto viario ormai da oltre mezzo secolo. Ci vuole coraggio, perché le proteste sarebbero immancabili, ma Fermo non può continuare ad avere una viabilità paraplegica come quella attuale, una percorribilità delle strade principali pressoché nulla per buona parte della mattinata. Un capoluogo di provincia non se lo può permettere, specie avendo al momento l'unico ospedale funzionante in tutta il territorio provinciale (eccetto la zona montana) in mezzo all'abitato e pressoché irraggiungibile. Il Sindaco Calcinaro ha la credibilità e lo spessore per cambiare la situazione.  Lo faccia, dia questo regalo ai suoi concittadini e a tutto il Fermano. Fermo, i Fermani e i cittadini della Provincia lo meritano. 


Luca Craia 

Il basket come identità. Il murale della Bombonera fotografa un popolo.

 

Non è soltanto molto bello, il murale che il collettivo Studio Banana sta realizzando sulla facciata del tempio del basket montegranarerse, la Bombonera.  È la fotografia di un popolo, di una comunità, quella che riconosce la propria identità non solo sportiva nei colori del gonfalone comunale e delle nostre squadre sportive, nella fattispecie la Sutor che, per quanto la si voglia sminuire nei vili giochi della politica nostrana, rimane l'unica vera interprete della sportività montegranarerse, quella che ne rappresenta la storia nel fulgore e nel buio.
È vero che "SOLO SU QUESTI GRADONI SI VIVONO CERTE EMOZIONI", emozioni certe e assicurate dalla passione, emozioni che il Comune, oltre ad abbellire la facciata del luogo dove esse trovano compimento, deve assicurare tramite la cura e la dedizione, facendo in modo che la Bombonera, unico luogo in cui è possibile realizzarle, possa essere fruibile in pieno. Spero non sia vera la voce di una nuova chiusura di parte dell'impianto, forse dovuta a qualche cavillo burocratico, altrimenti il murale sarebbe una sorta di fumo negli occhi. 

I bravissimi artisti sono all'opera anche sotto la pioggia per regalare questa nuova emozione ai Montegranarersi. E il nostro Ufficio Tecnico si sta parimenti utilizzando al meglio per garantire alla comunità sportiva di avere un luogo adeguato dove provarle, quelle certe emozioni? Lo spero. Intanto la politica fa voli pindarici su un nuovo palasport che probabilmente mai si farà, e forse è meglio così, viste le reali potenzialità economiche di Montegranaro che non sono più nemmeno paragonabili agli storici sogni di gloria del passato. Meglio sarebbe avere cura e migliorare al massimo quello che c'è,  che è sufficiente e bastante per dare emozioni rimanendo concreti e onesti su quanto possiamo o non possiamo.

Luca Craia 



Abbandoni di rifiuti. Segnale di declino ma anche servizi scadenti.

 

Ennesimo abbandono di rifiuti ingombranti, stavolta in territorio di Sant'Elpidio a Mare ma comunque nell'area di Montegranaro.  Siamo a Cura Mostrapiedi, vicino al cimitero, dove qualche troglodita ha buttato sul lato della strada questo orribile divano rosa che solo un troglodita potrebbe comprare e poi buttare per strada. È l'ennesimo esempio di declino della nostra civiltà ma è anche l'esempio di come funzioni male la raccolta dei rifiuti. Basti pensare che, se vuoi buttare in ecocentro un divano come questo, non puoi andarci con un mezzo intestato a una partita Iva. Su una macchina non c'entra, trovatevi un furgone non intestato a una partita Iva. Il troglodita rimane tale, ma c'è qualcosa che lo aiuta a esserlo.
Grazie a Maria Laura per la segnalazione su Montegranaro Social. 


Luca Craia 

sabato 18 settembre 2021

Pensieri bradi


I danni insanabili di questa divisione nascono da una precisa volontà. Pensavo fosse ignavia, ma mi convinco che ci sia un disegno per dividere il popolo in due opposte fazioni che si odiano. Lo Stato poteva imporre la vaccinazione, ma ha preferito l'ibrido green pass perché divide, contrappone, spacca come poche cose al mondo. E un popolo diviso e spaccato te lo giri come ti pare. Stasera ho scoperto che un mio amico, che consideravo un fratello, ha messo un like su un commento che mi attaccava duramente per le mie posizioni sul vaccino. Evidentemente questo mio amico non le condivide, e se lui non le condivide evidentemente io non condivido le sue. Sono fermamente convinto che le posizioni no vax siano stupide e pericolose, artefatte e messe sul campo esattamente come il green pass, con lo scopo di dividere. Mai, però, avrei attaccato un amico fraterno, nemmeno con un like contrario. Ho un alto concetto di amicizia e lealtà che travalica ogni altra cosa. Con l'amico posso discutere o litigare, ma a quattrocchi e mai mettendomi in contrapposizione, mai creandogli imbarazzo. Lealtà, parola ormai desueta. Fatto sta che questo episodio dimostra la potenza di fuoco messa in campo per dividere. Funziona, perché io ho perso stima e affetto nei confronti del mio amico. Ma riflettiamoci, perché sembra davvero tutto progettato senza essere troppo complottisti. 


 Luca Craia

Non c’è turismo senza centro storico, non c’è centro storico senza turismo.


Non si può pensare a fare turismo a Montegranaro se non si ha un progetto di recupero totale del centro storico. Allo stesso tempo, non si può pensare a un progetto di recupero per il centro storico senza inserirlo in un contesto di promozione turistica. Sono due parti dello stesso problema, sono l’uno la soluzione dell’altro. È impensabile fare turismo a Montegranaro con un centro storico ridotto com’è. Il turismo che dobbiamo intercettare è un turismo colto, che cerca beni culturali e cultura, e lo fa esplorando i centri storici, visitando siti ma anche scoprendo vicoli e scorci: è un turismo che vuole girare in castelli ordinati, puliti e attrezzati di servizi e attività commerciali.

Ed è questo turismo a innescare quell’economia che fa da volano all’investimento privato che salverà il centro storico. Il privato arriva e investe laddove ci sia remuneratività. Con turismo c’è remuneratività: bed and breakfast, taverne, piccoli locali di ristoro ma anche artigiani, commercio specialistico, servizi alla persona. Tutto questo nasce e prospera se c’è turismo ma non c’è turismo se non c’è tutto questo.

Detto così sembra un circolo vizioso e in effetti lo è. L’unico modo per uscirne è l’intervento del pubblico: occorre che il Comune finalmente investa in maniera programmata nel centro storico e, nel contempo, attui politiche territoriali di promozione turistica. Un piano quinquennale di investimenti programmati atti a intervenire sul patrimonio edilizio privato e pubblico e sull’urbanistica generale, nonché incentivi seri per chi apra nuove attività e convenzioni mirate per il credito è l’unica strada per innescare il processo. In cinque anni si avrebbe un centro storico rimesso a nuovo.

Contemporaneamente bisogna operare sul territorio, costruendo reti di enti e operatori che si occupino della promozione dei beni  e dei siti, tramite azioni di marketing mirate e la creazione di percorsi e itinerari. A completare il tutto serve la creazione di un gruppo di persone remunerate (penso a studenti universitari) che funzionino da presidio per i beni stessi in funzione dell’accoglienza. Il tutto va coordinato da un perno di natura politica ma che abbia reali e concrete conoscenze tecniche ed esperienze di settore, certamente non la solita nomina lottizzata come è avvenuto fino a oggi.

Il discorso è molto più ampio e articolato, e qui ho fornito solo una bozza di come si può e si deve intervenire, ma credo sia chiaro che, in questo modo, si possa innescare un circolo virtuoso che in breve tempo generi una nuova economia seria sul turismo, certamente non in sostituzione dell’industria manifatturiera ma implementante l’economia generale del territorio.

Questo discorso ho iniziato a farlo da tempo, e sono ovviamente a disposizione di chiunque vincerà le prossime elezioni per collaborare alla realizzazione di questo progetto, anche se non nascondo le mie perplessità relative a quanto leggo nei programmi elettorali, in particolar modo quello della Mancini che sembra ancora non aver ben presente nemmeno dove sia il centro storico, confondendolo con viale Gramsci e largo Conti. Nel programma di Ubaldi ci sono elementi più confortanti ma ancora siamo lontani da una reale presa di coscienza dei problemi e di come affrontarli non solo per risolverli ma anche e soprattutto per trarne benefici diffusi a tutta la comunità cittadina.

 

Luca Craia

 

Covid a Montegranaro. Il punto sulla situazione.


A Montegranaro la pandemia non è finita, come non lo è nel resto d’Italia, ma i dati sono confortanti in quanto i casi sono in lenta diminuzione così come le quarantene, segno che la vaccinazione e il buon senso della gente comune stanno dando risultati che speriamo rimangano almeno stabili nel tempo. A oggi i casi di positività tra i cittadini di Montegranaro risultano essere 14, mentre ce ne sono 23 in quarantena. Si va verso la stagione fredda e sappiamo che questo non aiuta. Aiuta proseguire nel prestare la massima attenzione e vaccinarsi.

 

Luca Craia

 

venerdì 17 settembre 2021

Domenica la Sutor giocherà la sua quinta amichevole stagionale a Porto Recanati.


Gli impegni si intensificano in vista dell’inizio del campionato fissato per domenica 3 ottobre in casa contro Jesi. Domenica, la Sutor Basket Montegranaro giocherà la sua quinta amichevole in trasferta sul campo del Porto Recanati contro l’Attila Junior (squadra di C Silver), allenata dall’ex Nicola Scalabroni, alle ore 18.00.

Tornando all’ultima amichevole dei gialloblù con la Robur Osimo, abbiamo provato a fare il punto della situazione.

Coach Massimiliano Baldiraghi, che gara è stata quella con Osimo?

“E’ stata una partita che non siamo riusciti ad interpretare nel modo giusto. Il fatto di aver perso Galipò dopo pochi minuti per noi è stato un problema. Abbiamo provato a proporre qualche cosa di nuovo sia in attacco che in difesa, qualcosa è andata bene, altro meno. Siamo stanchi, ci sta in questo momento e fa parte del lavoro ed avere le gambe pesanti in questo momento poi non riesce a farci esprimere al meglio. Sappiamo di dover essere pronti per il 3 ottobre e per quella data, la squadra dovrà essere preparata al meglio per l’inizio del campionato”.

Contro Osimo per la prima volta hai potuto schierare Korsunov, quanto sarà importante questo giocatore nell’economia della squadra?

“Molto importante e sono contento di averlo visto in campo dopo aver svolto pochi allenamenti. Spero che possa essere recuperato al più presto anche a livello fisico perché ha pochi allenamenti nelle gambe. Sono convinto che ci darà una grossa mano”.

Siete ancora alla ricerca di un ala/pivot, come sta procedendo questa operazione in entrata?

“Siamo sempre molto attenti sul mercato e in attesa di avere l’occasione giusta. Se ci sarà, la prenderemo al volo”.


Ufficio Stampa

Sutor Basket Montegranaro


Il nostro passato può essere il nostro futuro. Recuperiamo la nostra cultura.

Stamattina presto, passando per strada, ho visto una finestra illuminata in una casa, in uno di quei locali al livello della strada che una volta ospitavano i nostri laboratori artigiani, quegli stanzoni posti al piano terra dell’abitazione del calzolaio montegranarese dove si lavorava dalla mattina presto alla sera tardi. È un ricordo non troppo lontano, di quando ero molto più giovane e vendevo pellami andando per calzaturifici a proporre il mio campionario. Fermavo la macchina nella parte centrale di una strada e poi me la passavo tutta, porta porta, perché a ogni casa corrispondeva un laboratorio artigiano.

Dietro quelle finestre coi vetri stampati e stretti sorretti da montanti di ferro, c’erano intere famiglie di calzolai: il padre che tagliava le pelli, la madre che cuciva o scartava, il figlio che ci dava di spazzola. Un paio di operai, una ragioniera che spesso era un’altra figlia, di sangue o acquisita, il tutto illuminato da luci al neon un po’ ingiallite a rischiarare quell’aria odorosa di pelle e di mastice. La radio accesa, i rimbrotti del capo famiglia, le taglienti risposte della moglie e i sorrisi malcelati dei figli, quando non rispondevano male.

C’erano le famiglie, in quei laboratori, che lavoravano spalla spalla da mattina a sera per mantenersi e costruire un futuro. Famiglie unite, coese, legami forti e indissolubili. C’era tutto il sapere di un territorio, un’arte antica di secoli che si tramandava di generazione in generazione, l’arte di fare con le mani e pochi attrezzi una cosa meravigliosa come la scarpa. C’era una cultura basata sul valore del lavoro, del sacrificio e dell’onestà. C’era una ricchezza fatta di giusti guadagni ma anche di valori umani forti e radicati.

Oggi, di quelle finestre illuminate al piano terra delle case, ce ne sono poche, pochissime. Con i neon, si è spenta quella cultura, quel sapere, quel mondo ormai antico e superato dal progresso e dall’economia moderna, sempre più fondata su cose ben diverse dal lavoro e dal valore delle cose fatte con le mani dagli uomini. Abbiamo perso quel patrimonio, dissipato per colpa di scelte sbagliate, di scarsa lungimiranza, di incapacità nel fare evolvere quel sistema che si chiamava “distretto calzaturiero” che pure faceva scuola e veniva preso da esempio in tutto il mondo. Non voglio parlare ora dei motivi per i quali questo è avvenuto: è una questione lunga e, se vogliamo, dolorosa.

Vorrei però ragionare su quei valori. Perché quei valori, ne sono convinto, non li abbiamo persi. La capacità al lavoro e al sacrificio, la creatività, l’impegno, l’idea di piccola impresa familiare che funziona in quanto tale ce li abbiamo nel sangue. Così come la cultura calzolaia, il sapere antico che ci faceva fare le scarpe più belle del mondo. Tutto questo va recuperato per costruire una nuova economia, basata sul turismo e sulle nostre radici. Ovviamente serviranno altri settori, altre attività, servirà inventarsi o importare aziende e lavoro per mantenere vivo il territorio. Ma la nostra cultura non va dimenticata e, soprattutti, va utilizzata per creare nuova ricchezza, in maniera diversa rispetto al passato, ma con la stessa efficacia, con la stessa forza. Quella forza che faceva di questo territorio uno dei più prosperi e dinamici del mondo.

 

Luca Craia