martedì 3 giugno 2014
Tutti a caccia di stelle con Dino Gazzani e Arkeo
Quasi quaranta persone con il
naso in su. Quasi quaranta persone con lo sguardo perso nel cosmo. Quasi
quaranta persone sperse ma non disperse nel buio della campagna montegranarese.
Quasi quaranta persone vestite con un giubbotto catarifrangente di quelli che
si tengono in macchina e non si usano mai. Tutti guidati da Dino Gazzani a
caccia di stelle, con un tuffo carpiato nell’astronomia miscelata alla
mitologia. A Salire a le Stelle, così si chiude la cantica del Purgatorio di
Dante. E questo abbiamo fatto ieri sera: siamo saliti alle stelle, per un’ora,
ma ci siamo stati a brillare insieme a loro, nell’aria tersa di una notte di
fine primavera. Grazie a tutti coloro che hanno voluto condividere questa
esperienza con noi. Grazie a Dino per avercela regalata. La rifaremo presto,
per chi la vorrà rifare e per chi, questa volta, se l’è persa.
Luca Craia
lunedì 2 giugno 2014
Vallasciani, coordinatore di SEL, precisa la sua posizione su Montegranaro
Credo sia giusto e doveroso dare spazio al commento dell Coordinatore Provinciale di SEL, Roberto Vallasciani, al mio articolo Ritorno al futuro con Sel: la prima repubblica e ilfantasma di Andreotti, postato sotto l'articolo stesso e sulla pagina Facebook dell'Ape. Di seguito trovate anche la mia risposta. (L.C.)
Egr.Dr.Craia, approfitto dello spazio concesso dal suo Blog per fare alcune
precisazioni in merito al pezzo da lei scritto. Nonostante le mie abituali
frequentazioni di Montegranaro sia per lavoro che per fraterne amicizie che mi
legano a questa città nel caso da lei citato non ho fatto alcuna irruzione
personale ma mi sono limitato a rispondere, cortesemente, ad una telefonata di
una giovane cronista locale per conto del Corriere Adriatico. Era giovedì 29
maggio e da soli tre giorni era stata ufficializzata la vittoria della Lista
capeggiata dalla Sig.ra Mancini. Alla domanda della giornalista sulle
aspettative di SEL mi sono limitato a dire che non eravamo ancora stati
convocati dalla neosindaca, eravamo tranquilli e sereni, mi sembrava eccessiva
la foga di cui leggevo sui giornali visto che lo spoglio elettorale era avvenuto
solo tre giorni prima ed abitualmente la definizione di una giunta può
richiedere anche qualche settimana. Ciò premesso, è chiaro che SEL ha legittime
aspettative di poter contribuire al governo della città. Il risultato ottenuto a
Montegranaro è stato straordinario: SEL ha eletto ben due consiglieri quando un
partito che a livello nazionale è elettoralmente dieci volte più grande, come il
PD, ne ha eletti tre. Ed a fronte di un tale successo elettorale cosa dovrebbe
fare un partito politico....? Dovrebbe forse dire "ora che ho fatto una bella
campagna elettorale, ho avuto una fiducia degli elettori superiori ad ogni
aspettativa, ho eletto due consiglieri..... mi faccio da parte. Che amministrino
gli altri.....". Ogni partito politico si cimenta con una campagna elettorale
perché ha la speranza e l'auspicio di amministrare, di governare, di avere la
possibilità di dimostrare quelle buone pratiche che ha enunciato quando ha
chiesto i voti ai cittadini. E questa è una legittima aspirazione di tutti. Se
guardiamo a livello nazionale quello che è il movimento più moderno ed
innovativo del panorama politico, il MoVimento 5 Stelle, pur stando
convintamente all'opposizione del governo nazionale ha preteso (giustamente)
quegli incarichi che per "tradizione" spettavano a partiti di opposizione:
tantissimi membri di commissioni parlamentari, la vicepresidenza della Camera
con l'On.Di Maio, la Presidenza della Commissione di vigilanza RAI con l'On.Fico
e così via.... Non si può certo dire che il M5S sia un partito in cerca di
poltrone però non è giusto sottrarsi a certe responsabilità anche perché è cosa
ben diversa se alla Presidenza della Vigilanza RAI c'è Fico anziché un uomo di
Berlusconi. Ecco perché crediamo, serenamente, che SEL aspiri a dare il proprio
contributo fattivo e concreto al governo di una città. Lo abbiamo dimostrato a
Fermo dove per tre anni il settore della "cultura" è stato rilanciato da un
assessore di SEL particolarmente capace e sensibile verso questo tema e dove
attualmente l'assessore all'ambiente (di SEL) gestisce tale delega con impegno e
competenza come raramente era avvenuto negli ultimi 15 anni.
Per tutto ciò non possiamo, e non dobbiamo, mai confondere i privilegi di incarichi passivi della "casta" con il contributo che a livello di amministrazioni locali ciascun partito ha il diritto-dovere di dare. Perchè non è vero che tutti sono uguali e che le sensibilità siano le stesse. I consiglieri comunali e gli assessori di SEL del comune di Fermo si sono battuti per proporre e far deliberare l'istituzione del Registro per il Testamento Biologico, prima città capoluogo delle Marche ad averlo fatto. Se al loro posto ci fossero stati consiglieri o assessori di altri partiti ciò non sarebbe mai successo. Ecco, assumersi certe responsabilità significa dare rappresentanza, riscontro e rispetto a coloro che ti hanno votato. Non farlo sarebbe un inganno al loro consenso.
La ringrazio sentitamente dell'oppurtunità che mi ha dato e le auguro buon lavoro.
Roberto Vallasciani
Per tutto ciò non possiamo, e non dobbiamo, mai confondere i privilegi di incarichi passivi della "casta" con il contributo che a livello di amministrazioni locali ciascun partito ha il diritto-dovere di dare. Perchè non è vero che tutti sono uguali e che le sensibilità siano le stesse. I consiglieri comunali e gli assessori di SEL del comune di Fermo si sono battuti per proporre e far deliberare l'istituzione del Registro per il Testamento Biologico, prima città capoluogo delle Marche ad averlo fatto. Se al loro posto ci fossero stati consiglieri o assessori di altri partiti ciò non sarebbe mai successo. Ecco, assumersi certe responsabilità significa dare rappresentanza, riscontro e rispetto a coloro che ti hanno votato. Non farlo sarebbe un inganno al loro consenso.
La ringrazio sentitamente dell'oppurtunità che mi ha dato e le auguro buon lavoro.
Roberto Vallasciani
Sono d’accordo con lei, dottor Vallasciani, sul fatto che ci
sia grande distanza se alla presidenza della Vigilanza Rai vi sia l’onorevole
Fico o un esponente qualsiasi di Forza Italia. Ma il punto è proprio questo:
qui non stiamo parlando di commissioni parlamentari da assegnare a forze
politiche antagoniste ma di deleghe da assessori da assegnare a membri della
stessa squadra, che dovrebbero già avere in mente quali siano le dinamiche
interne alla squadra stessa e i ruoli di ognuno nel gioco da fare. Non vedo,
scusi la mia ingenuità, che differenza ci sia se a giocare a porta ci sia
Buffon o qualsiasi altro portiere facente parte della rosa, così come non
dovrebbe esserci differenza se a fare l’assessore, che so, al bilancio ci sia
questo o quel consigliere eletto nella lista “Montegranaro Riparti” o,
addirittura, un tecnico esterno chiamato per la sua competenza. Se è vero che
la lista in questione era civica, appoggiata da partiti ma civica, e se è vero
che si tratta di una squadra omogenea come ci è stato detto e non di un gruppo
di partiti come invece sospettavamo quando l’abbiamo scherzosamente definita “lista
Stranamore”, il problema che lei pone non avrebbe ragione di essere. Montegranaro
ha problemi grandi, lo sa bene, e vanno risolti con urgenza e competenza. Quella
che lei chiama “legittima aspirazione” è un problema che non riguarda i
cittadini ma il suo partito e, in questa fase e sulla base delle premesse e
delle promesse, non deve influire minimamente sulla formazione del nuovo
governo cittadino. Questo è quello che si intende per nuova politica, questo è
quello che si intende per bene comune superiore. Se questo vincerà sulle pur “legittime
aspirazioni” di questo o quel partito lo vedremo a breve. E se dovessi aver
inteso male o male interpretato le sue parole affidate al giornale sarò ben
lieto di ammetterlo.
Luca Craia
domenica 1 giugno 2014
Occorre riappropriarsi dell’etica nella politica Montegranarese – di Walter Antonelli
Non posso non condividere
questa gradevole e nello stesso tempo profonda riflessione di Luca Craia (Ritorno
al futuro con Sel: la prima repubblica e il fantasma di Andreotti) sulle vicende politiche montegranaresi.
Vorrei però dare una mia nota a
compendio di quanto scritto. La politica locale, come quella nazionale, ha
smarrito l’etica. Ciò può sembrare un’eresia, ma altrimenti non si capirebbero tutte
le vicende di malapolitica. Guardando la gestione politica di Montegranaro
degli ultimi decenni con i numerosi contenziosi che hanno generato i debiti
fuori bilancio, le innumerevoli varianti al neoPRG, la scellerata gestione
della società in house, non si può credere che si sia operato nel rispetto dei
doveri morali verso se stessi e verso gli altri. Nella stessa recente campagna
elettorale alcuni candidati non hanno avuto remore ad utilizzare attacchi alla
persona verso gli avversari, a dispetto della morale. Nella mia stessa
compagine elettorale, da quello che mi è stato riferito da alcuni cittadini, in
alcuni casi si è prevaricata l’etica, cosa che io non condivido in modo
assoluto.
Io avrei potuto cercare
maggiori consensi personali utilizzando il fatto che alcuni candidati della mia
lista non hanno votato a favore della mia mozione per la riduzione delle indennità
di carica comunale che avrebbe permesso l’abolizione della mini-imu a
Montegranaro. Non l'ho fatto perché contrario ai miei principi etici che
considero invalicabili. Ora che i cittadini ci hanno reso, con il loro voto, il
Governo del paese, dobbiamo rimboccarci le maniche nel rispetto dell’etica, per
trovare le soluzioni alle emergenze come la frana di viale Gramsci, la
liquidazione della società in house senza interrompere i servizi erogati alle
persone, far fronte ai numerosi contenziosi in essere da cui potrebbero
scaturire ulteriori debiti fuori bilancio.
Tra le emergenze considererei la
riapertura del nostro ospedale per il quale passa l’ultimo treno che comporterà
definitivamente il suo futuro destino, per cui necessita una chiara e forte
iniziativa, alla quale l’ASUR non potrà dire di no. Non so se tra i miei
colleghi di lista vi è la volontà e la competenza per far valere le ragioni di
Montegranaro. Chiedo a tutti gli eletti
di maggioranza e minoranza di riappropriarsi dell’etica al fine di indicare
quale sia il vero bene per la collettività e quali i mezzi per conseguirlo.
Walter
Antonelli
sabato 31 maggio 2014
Ritorno al futuro con Sel: la prima repubblica e il fantasma di Andreotti
Semmai vi foste fatti l’idea che
il nuovo stesse davvero avanzando, mi dispiace disilludervi, non è così. C’è un
fantasma che si aggira per piazza Mazzini, il fantasma della prima repubblica,
di quella politica fatta di messaggi subliminali, di ricatti velati, di
condizioni sine qua non dettate da pesi politici presunti o reali. Qualcuno
giura di aver visto aggirarsi nel Palazzo Comunale, tra le ombre della sera, un’altra ombra: quella di un omino piccolo, un
po’ storto, un po’ aggobbito. Qualcuno giura si tratti di Andreotti. Io non lo
so chi sia, so solo che sta spostando i pesi della politica cittadina dalle
reali necessità, che sono urgentissime e improcrastinabili, ai soliti giochini
di potere.
Se il nuovo avanza non si può
creare un governo della città sulla base dei risultati elettorali e degli
equilibri tra forze politiche. Non si può assegnare la delega di assessore in
base a quanti voti si è preso. Le deleghe si debbono dare sulla base delle
specifiche competenze. Altrimenti non è cambiato nulla: potremmo ritrovarci,
per esempio, un assessore alla cultura che non sappia parlare in italiano, o un assessore ai lavori pubblici che nella vita fa il ragioniere
e come tale si comporta. Ci vuole qualcosa di più, Montegranaro ha bisogno e
merita di più e questo ci dovremmo aspettare dalla nuova giunta.
Invece leggo sul giornale che
Vallasciani, coordinatore provinciale di SEL, arriva a Montegranaro, non so se
fisicamente o solo in spirito, e detta legge al nuovo sindaco. Lo fa con lo
stile tipico della prima repubblica, parlando in politichese fluente. Il
messaggio è chiaro: o SEL prende un assessore o la maggioranza è a rischio. Non
nomina che assessorato pretenderebbe, tutto sommato uno vale l’altro. L’importante
è che i rapporti di potere all’interno della maggioranza siano salvaguardati e
che in giunta tutti i partiti siano equamente rappresentati (a proposito: non
era una lista civica?).
Con buona pace delle competenze. Con
buona pace delle reali necessità di Montegranaro, che possono anche aspettare,
dice il coordinatore degli ex comunisti: si prenda il suo tempo, Ediana
Mancini, non si capisce perché tutta questa fretta. Mica sta crollando la
scarpata di viale Gramsci, mica ci sono milioni di Euro da pagare, mica ci sono
problemi che aspettano una soluzione urgente. Ora, l’importante, secondo
Vallasciani, è stabilire gli equilibri. E pensare che io speravo in un
assessore al bilancio che sapesse fare i conti, in un assessore ai lavori
pubblici che capisse qualcosa di cantieri e, sognatore che non sono altro, in un assessore alla
cultura che riuscisse a prendere almeno un congiuntivo su due.
Luca Craia
venerdì 30 maggio 2014
I bambini di San Liborio alla scoperta della Montegranaro sconosciuta.
Oggi abbiamo accompagnato i bambini
della Prima Comunione della Parrocchia di San Liborio alla scoperta
delle bellezze nascoste di Montegranaro. Bambini svegli, intelligenti,
attenti che hanno capito di vivere in una città che ha anche una storia
importante e tesori artistici inestimabili.
Niente mal di pancia nella maggioranza, soltanto dialettica da politica vecchio stile.
Ha poco da gioire l’opposizione
di fronte alle prime fibrillazioni in maggioranza dovute alla ripartizione dei
pochi seggi da assessore: è tutto normale, fa parte dei giochi quando si è di
fronte a coalizioni eterogenee di questo tipo. Del resto la vecchia
amministrazione, pur essendo formalmente molto più omogenea, nel corso dei
quattro anni e mezzo di governo della città ha fatto questo e altro, con
assessori dimissionati, sostituiti con mugugni e creazione di gruppi consiliari
ad hoc, ritornati in carica con bocche storte, per finire con la spaccatura che
ha portato al commissariamento. Per cui, sotto questo punto di vista, i
movimenti intestini alla nuova maggioranza sono perfettamente contemplati nel
gioco politico.
Però sembra di essere tornati
agli anni ’80, quando c’era il proporzionale e le giunte con relativo sindaco
si facevano dopo le elezioni, non prima, tessendo alleanze, rompendole, ricucendo
e ristrappando. Chi non ricorda le vicende del ’90, quando avemmo il sindaco
più breve della storia, quel Paolo Baleani messo sullo scranno di Basso in
quanto quest’ultimo era stato eletto in Provincia, con un’alleanza estemporanea
che vedeva il PSI al governo in solitaria con un inspiegabile appoggio esterno
del PCI che, improvvisamente, rinsavì, “tradì” Baleani e si alleò con DC, PRI e PSDI per far fare il sindaco a Graziano Di
Battista (che poi cadde a sua volta poco dopo, favorendo il primo
commissariamento della storia di Montegranaro). Altri tempi, ma un po’ li
stiamo rivivendo.
E forse è questa la parte triste:
si poteva sperare in qualcosa di meglio. Certo, Ubaldi ha le sue ragioni, visti
i voti che ha portato alla coalizione. Beverati, dal canto suo, non è
personaggio che si possa mettere in un cantuccio. Gli esponenti di SEL, per
quanto nuovi e, se vogliamo, inesperti, hanno anche loro portato voti e,
secondo la logica vigente, dovrebbero avere rappresentanza in giunta.
Ma è proprio questo il punto: la
logica vigente, quella dell’assegnazione delle deleghe per meriti elettorali,
per equilibri politici, per non scontentare nessuno. Mentre ci si potrebbe
aspettare, per esempio, anzi, per assurdo, che le deleghe vengano assegnate per
specifiche competenze. Ma poi arriverebbero davvero i mal di pancia. Per cui il
gioco è normale: stiamo semplicemente assistendo alla metamorfosi della “Lista
Stranamore” in “Giunta Stranamore”. Nulla che non ci aspettassimo. Attendiamo,
ora, i primi provvedimenti, e speriamo bene.
Luca Craia
giovedì 29 maggio 2014
Silenvolo
Sto imparando a planare.
Osservare da un punto di vista lontano
lo scorrimento dei gesti e delle parole.
Lasciare che tutto turbini indisturbato
e indisturbante della mia quiete aerea.
Quanto toccherò terra di nuovo
lo farò in un pianoro appartato,
non visto, silenzioso, planando,
per poi riprendere quota, trainato
da questa nuova voglia di leggerezza.
E voi contorcetevi pure
per cercare di scorgermi tra i cumuli.
Vedrete solo una sagoma scura
perché dietro di me c’è il sole.
I Cinque Stelle hanno vinto sul serio. Perdendo.
Premetto che non sono un
militante del Movimento 5 Stelle, che sono in disaccordo su molti punti con il
Movimento 5 Stelle (su altri no), che non mi sogno nemmeno di fare propaganda
per il Movimento 5 Stelle con quello che sto scrivendo. Mi limito ad un’analisi
di quello che vedo e vedo che il motto “Vinciamo noi” utilizzato in campagna
elettorale è diventato veritiero, anche se non nei termini in cui,
probabilmente, lo si intendeva.
In effetti, che il Movimento 5
Stelle abbia perso, anche in malo modo, le elezioni mi pare innegabile e lo
stesso Grillo non dice il contrario ma tace. Ciononostante i pentastellati hanno
vinto o, quantomeno, stanno vincendo. Stanno vincendo su un piano morale,
stanno facendo passare, in maniera in qualche modo inconscia, la necessità di
moralizzazione della politica. L’antipolitica, questo termine che, in realtà,
non significa nulla perché si fa politica anche quando si è antipolitici, sta
mutando, lentamente ma inesorabilmente, il dna degli elettori che, anche
continuando a votare i vecchi partiti, le stesse persone, gli stessi programmi
fantasiosi e fantascientifici, ora cominciano a pretendere pulizia e onestà,
trasparenza e spirito di servizio. E gli stessi politici di altri schieramenti
cominciano a mutare anch’essi, lentamente ma inesorabilmente. È un processo
lungo ma è già iniziato. È proprio questa la vittoria del Movimento 5 Stelle.
Una vittoria che travalica il
risultato elettorale. La sconfitta alle elezioni è la sconfitta di un modo di
porsi nei confronti degli elettori o, meglio, dei cittadini che non paga più. È
la sconfitta della voce grossa, della parolaccia, del rifiuto della dialettica.
È la sconfitta di un atteggiamento arrogante e presuntuoso, anche se mosso da
buoni propositi. È la sconfitta dell’antieuropeismo a oltranza, non analitico e
non selettivo. È la sconfitta di quella tendenza fascistoide che,
evidentemente, spaventa. È la sconfitta di Beppe Grillo, non del Movimento 5
Stelle che, nonostante il responso delle urne, rimane la vera grande novità
politica (non antipolitica) in Italia. E rimane, forse, una grande speranza, a
patto che lo sconfitto Beppe riesca finalmente e farsi da parte, o che gli
stessi attivisti del Movimento riescano a mettercelo, da parte. Perché se il
Movimento riuscirà a evolversi e a diventare propositivo, analitico, a
scrollarsi di dosso quell’odore qualunquista e populista, quel sospetto di filofascismo,
ad affrancarsi da quel padre ingombrante e, oramai, dannoso, allora sì che
vincerà, anche nelle urne. Per intanto assistiamo alla rivoluzione morale che i
5 Stelle hanno innescato e che, forse, è quello che conta davvero.
Luca Craia
Dopo elezioni: i buoni propositi sui social e la realtà.
Molti candidati alle elezioni che
si sono appena svolte hanno affidato le loro considerazioni post-voto ai social
network dando testimonianza di sensazioni, emozioni, proponimenti e
considerazioni su avversari e compagni di schieramento. Questi pensieri lasciati
a disposizione degli elettori sono un fatto nuovo ed estremamente positivo perché
ci danno la possibilità di fare delle valutazioni non solo sulla proposta
politica ma anche sull’umanità dei candidati che, prima di essere persone
impegnate in politica, sono persone e basta.
Mi ha molto colpito, in questo
senso, quanto scritto sul suo profilo di Facebook da Mauro Lucentini, già
assessore prima ai lavori pubblici e poi alla cultura, con una pausa
involontaria in mezzo, nella giunta Gismondi. Lucentini parla ai suoi sodali in
lista dopo la sconfitta elettorale e fa alcune considerazioni da vero leader
quale lo possiamo considerare. Elogia i suoi, effettua conteggi, fa un’analisi
del voto più o meno condivisibile in relazione al fattore “Basso” e alle sue
conseguenze sul flusso elettorale e fa dei propositi assolutamente positivi
circa il ruolo che attende lui, Gismondi e la Zincarini, i tre eletti
della lista che sosteneva l’ex sindaco, in qualità di consiglieri comunali di
opposizione.
C’è però un passaggio che trovo
piuttosto contradditorio, ed è il momento in cui Lucentini, rivolto alle “nuove
leve” presenti in lista col suo schieramento, afferma: “avete già rimpiazzato una classe politica che non
meritava più di essere considerata tale”. Non capisco: gli eletti della
sua lista sono proprio lui, Gismondi e Anna Lina Zincarini, tutti e tre
considerabili non di primo pelo. Chi sarebbe, quindi, questa classe politica
rimpiazzata? E, soprattutto, perché questa classe politica a cui Lucentini si
riferisce, non meriterebbe di essere considerata tale? Per aver governato male?
Lo stesso Lucentini è al governo della città da più di una consiliatura, anche
se ora deve sedere sui banchi dell’opposizione. Quindi si riferisce forse a se
stesso? O piuttosto a chi ha vinto le elezioni? Ma, anche in questo caso, non è
chiaro: chi ha vinto non è stato rimpiazzato, anzi. E non ha governato
ultimamente, per cui perché non dovrebbe essere considerato “classe politica”
degna di questo nome?
Comunque,
auguri all’ex maggioranza ora diventata opposizione. Anche questo è un ruolo
che richiede molto impegno. I propositi sono buoni. Giudicheremo, poi, i fatti.
Luca Craia
mercoledì 28 maggio 2014
Montegranaro nell’editoria turistica. L’impegno di Arkeo per la promozione del territorio.
È uscita da qualche giorno la nuova
guida della collana Marche in tasca edita da Claudio
Ciabochi Editore. Il volumetto, intitolato Marche segrete – Alla scoperta
delle città sotterranee, è una guida esaustiva e particolare di luoghi
nascosti e insoliti della nostra regione, “cisterne, grotte, sotterranei, criptoportici”,
poco conosciuti ma visitabili e si sviluppa, osservando la suddivisione
territoriale della regione in province, fornendo una scheda sintetica ma
completa di ogni luogo indicato completata da un ottimo corredo fotografico. L’edizione,
inoltre, è pregevole sia per la carta che per l’impostazione grafica.
![]() |
| Il fotografo ed editore Claudio Ciabochi |
All’interno, tra i luoghi
enumerati, c’è anche la nostra “Cripta” di Sant’Ugo, fortemente voluta da
Ciabochi e inserita grazie alla collaborazione con il sottoscritto e la mia
associazione, Arkeo, avendone fornito le informazioni storico-artistiche e
avendo collaborato alla realizzazione del servizio fotografico. Ringraziamo per
questo Claudio Ciabochi per avercene dato l’opportunità.
![]() |
| La giornalista e scrittrice Wendy Hennessy |
Siamo particolarmente orgogliosi
di questo ulteriore tassello che testimonia il nostro impegno, che va avanti
ormai da anni, per promuovere il nostro territorio e, in particolare, la città
di Montegranaro turisticamente e culturalmente a livello nazionale e
internazionale. Uscirà a breve anche il lavoro della giornalista e scrittrice
inglese Wendy Hennessy nel quale troverà spazio Sant’Ugo e Montegranaro grazie
alla collaborazione strettissima tra Arkeo e la Hennessy che, tra l’altro,
ci onoriamo di avere come socia. La guida di Wendy Hennessy sarà edita e
distribuita nei paesi anglofoni.
I frutti di questo impegno, che
spazia dalla presenza nei testi turistici alla promozione capillare sul web e
tramite contatti di settore, sta dando frutti tangibili, tanto che Montegranaro
è sempre più spesso meta di visitatori provenienti da ogni dove, molti anche
stranieri. Registriamo un forte incremento di visite e questo premia il lavoro
certosino che da qualche anno stiamo portando avanti con passione, amore e con
molte difficoltà.
Chi volesse acquistare la guida
di Ciabochi può farlo online sui maggiori siti di vendita editoriale, nelle
migliori librerie e anche contattando direttamente Arkeo.
Luca Craia
Turismo a Montegranaro: segnaletica da rifare
Sembra una sciocchezza ma non è
così: l’indicazione turistica stradale è fondamentale per assistere il turista
occasionale o anche quello organizzato e convogliarlo verso i siti di reale
interesse. Purtroppo a Montegranaro la segnaletica di questo tipo è
completamente errata ed è urgente rifarla. Inoltre i segnali non completano il
percorso per cui il visitatore che iniziasse a seguirli improvvisamente si
troverebbe privo di indicazioni e, quindi, sperso.
Gli errori sono evidenti, come la
datazione di Sant’Ugo riportata sul cartello di fianco all’ingresso: XIII
secolo, mentre sappiamo che la chiesa esisteva già nel IX secolo. Anche la
dicitura “cripta” sarebbe inesatta, trattandosi in realtà di una chiesa a tutti
gli effetti. È anche errato il cartello che indica la chiesa di piazza, che è
intitolata a San Francesco, come chiesa del SS.Salvatore, chiesa ormai perduta
della quale abbiamo ritrovato (ARKEO) soltanto alcuni resti, interessantissimi,
ma al momento non visitabili.
Nessuna indicazione per la chiesa
dei SS.Filippo e Giacomo, mentre è indicata quella di San Liborio che non ha
alcun interesse da un punto di vista turistico. Mancano le indicazioni anche
per San Pietro Apostolo, per la
Torre dell’Annunziata,
per l’ex Convento Agostiniano, per il Mulino Fortificato del Chienti.
È quindi evidente come occorra
porre rimedio alla situazione, con costi esigui ma con risultati che saranno
senz’altro apprezzati dai visitatori che, molto spesso, ci segnalano questo
disservizio.
Luca Craia
lunedì 26 maggio 2014
Primo quadro del nuovo Consiglio Comunale. Basso fa vincere la Mancini.
Ancora non sappiamo quali siano i
consiglieri eletti ma già se ne delinea la geografia.
Infatti la “classifica” è la
seguente:
1)
Montegranaro Riparti (Ediana Mancini) con 3129 voti
2)
Gastone Gismondi con 2778 voti
3)
Gianni Basso con 864 voti
4)
Movimento 5 Stelle con 843 voti
5)
Guardiamo Avanti con 299 voti.
La maggioranza ottiene 11
consiglieri comunali, sindaco compreso, e la minoranza ne avrà a disposizione 5
così ripartiti:
3 consiglieri alla lista guidata
da Gastone Gismondi
1 consigliere alla lista di
Gianni Basso
1 consigliere alla lista del
Movimento 5 Stelle.
Sappiamo quindi che saranno
Consiglieri Comunali sia Gianni Basso che Giovanni Marilungo, così come Gastone
Gismondi.
Una considerazione: è evidente
che, non vi fosse stata la spaccatura tra Gismondi e Basso, Gismondi avrebbe
stravinto le elezioni anche questa volta.
Luca Craia
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