venerdì 18 marzo 2016

Appello a San Liborio: non fate da soli!



C’è una cosa che mi dispiace profondamente in tutta questa brutta storia dell’antennone di San Liborio e non è il solito tentativo dell’amministrazione comunale di scaricarsi le responsabilità o la meschinità di chi lucra sulla salute dei Montegranaresi. Mi dispiace vedere la consolidata abitudine di voler far da soli. Vedo gli amici di San Liborio, che stanno cercando di dare battaglia per la difesa del loro fondamentale diritto alla salute, che stentano a condividere il loro problema con il resto della comunità cittadina. Stanno raccogliendo firme ma lo fanno tra loro, si riuniscono ma lo fanno fra loro, come se questo fosse un problema esclusivamente loro.
Il problema, invece, è e deve essere di tutti. Lo deve essere perché la stessa cosa che sta capitando a San Liborio potrebbe capitare domani a Santa Maria, lo deve essere perché se un mio amico ha un problema quel problema diventa anche mio ma lo deve essere soprattutto perché in una comunità non esistono questioni parziali: ogni cosa la si affronta insieme. Tutta Montegranaro deve caricarsi di questo problema e chiedere, con la forza che solo una comunità unita può avere, la sua soluzione. È su questo che fanno affidamento quelli che prendono certe decisioni o che, per negligenza o malafede, non prendono decisioni affatto, lasciando un paese in balia di sciacalli. Fanno affidamento sullo storico scollamento che c’è nella nostra comunità. È su questo che, invece, dobbiamo puntare: siamo comunità, condividiamo i problemi, cerchiamo insieme le soluzioni e facciamo fronte comune contro i soprusi.
Quindi chiedo agli amici di San Liborio di condividere con tutta Montegranaro il loro problema. La petizione in atto sia messa online in modo di facilitarne la firma a tutti coloro che vogliano contribuire. Se si fanno assemblee pubbliche – e se ne dovrebbero fare – siano aperte a tutta la cittadinanza e siano impostate come una questione che riguarda tutta la cittadinanza. Perché a Montegranaro il problema dell’antenna non è solo di San Liborio così come il problema del centro storico non è solo di chi vive nel centro storico. Lavoriamo insieme, facciamo sentire la forza della comunità.

Luca Craia

giovedì 17 marzo 2016

Ospedale Vecchio - Deliberata la volontà di eliminare tre appartamenti



Lo avevano detto e ripetuto e ora lo hanno messo nero su bianco: una delibera di “provvedimenti” che sancisce la volontà del Comune di Montegranaro di convertire tre appartamenti di edilizia popolare non ancora assegnati e facenti parte del complesso dell’ospedale vecchio e di farli diventare spazio destinato a uso sociale. In effetti il problema è serio: pensare di creare un polo culturale nell’antico monastero è impossibile se lo si deve unire alla civile abitazione. Va ricordato che l’ingresso per i tre appartamenti e per la parte destinata a uso pubblico è lo stesso. Per cui ecco il provvedimento: si chiede alla Regione di stornare la destinazione dei tre alloggi in cambio della restituzione delle somme utilizzate per il recupero degli stessi. Sarà un’operazione costosa, evidentemente, ma necessaria. Il vantaggio di tale provvedimento è che, comunque, blocca eventuali assegnazioni per 90 giorni, il tempo che ha la Regione per rigettarlo.
Il provvedimento però non risolve il problema degli alloggi già assegnati. Ci sono famiglie che si sono installate nel complesso già da un anno e pensare di coniugarne la vita con le attività di un centro policulturale che proporrà attività a tutte le ore anche nel chiostro sottostante gli appartamenti è piuttosto complicato. Considerando poi che gli attuali assegnatari sono tutti extracomunitari che stanno già facendo molta fatica anche semplicemente a integrarsi con i residenti storici della zona, mi pare che si rischi di innescare delle situazioni potenzialmente incresciose.
Il problema non è di facile soluzione, è evidente. Del resto probabilmente l’errore sta all’origine, quando si presero fondi vincolati alla ristrutturazione per uso abitativo. Ma, del resto, era forse l’unico modo per poter intervenire su un edificio altrimenti destinato a un degrado inarrestabile. Con questa delibera si è forse tracciato un segno positivo su questa problematica, ma rimane comunque un grosso nodo da sciogliere e, francamente, non sono affatto ottimista.

Luca Craia

E il privato?



Il privato che ha concesso l’area alla società telefonica per erigervi l’antenna ha ovviamente fatto una speculazione economica dalla quale trarrà un vantaggio. Lo ha fatto anche perché, mi dicono, non risiede in paese e quindi non è toccato personalmente dalle potenziali conseguenze di questa sua speculazione. Né lui né la sua famiglia, sua moglie e i suoi figli, avranno alcun danno, solo vantaggi. Ovviamente ha agito nella completa legalità, almeno me lo auguro. Non credo, quindi, che sia possibile opporsi a questa sua scelta. Però il privato dovrebbe avere degli interessi economici in paese, un’attività. Ecco: io personalmente non mi avvarrò mai più dei suoi servizi. Anche questo è perfettamente legale.

Luca Craia