sabato 23 luglio 2016

Prosegue la petizione del comitato Buon Senso. Alcune firme sottratte dai punti di raccolta.



Nonostante sia già stata protocollata la petizione contro il progetto di viale Gramsci del Comune di Montegranaro, firmata da quasi 1200 persone, il comitato Buon Senso, promotore dell’iniziativa, prosegue, come annunciato, nella raccolta delle firme allo scopo di rafforzare l’istanza volta a far cambiare progetto all’Amministrazione Comunale.
“Siamo arrivati complessivamente a oltre 120 firme di commercianti” dicono dal Comitato, “e questo è un segnale forte della contrarietà al progetto da parte della stragrande maggioranza degli esercenti montegranaresi”. Ai commercianti si stanno aggiungendo anche molti altri cittadini le cui sottoscrizioni andranno a sommarsi a quelle già depositate in Comune il 12 luglio scorso e protocollate. Nel frattempo sembra che la petizione sia giunta sui tavoli degli amministrazioni, dopo che, in un primo momento, sembrava fosse andata smarrita.
Si può ancora firmare, quindi, recandosi presso la Farmacia Bisacci. “Abbiamo deciso di creare un solo punto di raccolta per poter monitorare meglio la petizione, anche perché in precedenza alcuni fogli con diverse firme sono stati sottratti dai luoghi di raccolta”. Un fatto piuttosto grave, sia che rappresenti una bravata che qualcosa di diverso.

Luca Craia

C’è un lato positivo nei fatti di Fermo



Parlare di aspetti positivi in una faccenda brutta come quella dell’uccisione di Fermo pare un controsenso se non una provocazione, eppure io ce lo vedo. È per questo che torno momentaneamente a parlarne, nonostante avessi espresso il proposito di non farlo più, per poi tornare velocemente a tacere nel rispetto di tutte le vittime di questa triste storia, dal morto ai Fermani, vittime anche loro di accuse infamanti e immeritate.
Il lato positivo lo vedo nella caduta delle maschere, nel palesarsi di tutta l’ipocrisia, la spocchia, la cattiveria e l’odio che si celavano dietro la parvenza del buonista, dell’intellettuale radical, del finto progressista. La mia è una cultura di sinistra ma ho sempre sospettato, anche per esperienze dirette, che dietro l’atteggiamento tollerante di una larga parte dei sedicenti progressisti ci fosse un’altra forma di intolleranza. Quello che leggo e sento in giro in seguito alle cronache di Fermo toglie ogni dubbio.
L’intolleranza del finto tollerante che si manifesta è quella contro chiunque non sia d’accordo, contro chiunque sostenga tesi diverse da quella che si ritiene essere la verità intoccabile e indiscutibile. Sono stato addirittura minacciato di querela per aver espresso un’opinione in disaccordo con eminenti personaggi della cosiddetta sinistra radicale, sono stato insultato e poi bloccato dal loro profilo senza poter più replicare. Questo è il modo di discutere della sinistra, questo è il motivo per cui la sinistra è morta.
Ma c’è di più: abbiamo avuto la prova provata di quanto poco interessi a determinati personaggi del territorio e della gente che ci vive. Abbiamo visto trionfare l’opportunismo, dando in pasto ai media un’intera città infamata davanti al mondo intero, sacrificata in nome dell’interesse personale e politico. Abbiamo visto la sudditanza di certa stampa, l’impotenza della Curia davanti allo strapotere di chi dovrebbe invece obbedire, abbiamo assistito alla spasmodica ricerca di un palcoscenico e di un riflettore, e questo vale per tutte le parti in causa. Abbiamo visto generare odio, tensione sociale, danni sociali irreparabili solo per curare il proprio interesse o per sostenere ciecamente i propri principi. Abbiamo visto l’incapacità di ragionamento di certi intellettuali, la mancanza di obiettività, il rifiuto del confronto.
Insomma, il lato positivo è che abbiamo capito quanto sia infima la qualità della nostra classe dirigente. Lo sospettavamo, Ora lo sappiamo per certo.

Luca Craia

venerdì 22 luglio 2016

Regolamento per la differenziata. Che ce lo portate a fare in Consiglio?



Continua nel suo delirio di onnipotenza il nostro inarrestabile assessore al tutto o quasi, compreso l’ambiente, Roberto Basso. Leggiamo dall’ ennesimo comunicato Luce (ma già lo sapevamo dalla convocazione del Consiglio Comunale, dove è iscritto all’ordine del giorno) che è stato redatto, aggiungerei finalmente e viviadio, il regolamento per la raccolta differenziata che introdurrà, anche qui finalmente e vivaddio, norme su come conferire i rifiuti e sanzioni per chi non le rispetta.
Allora voi direte: cos’è che non ti sta bene? Non mi sta bene il solito modo poco democratico e assolutamente non partecipato con cui si fanno le cose. Posto che il regolamento è indispensabile e mi auguro che sia ben fatto e poi fatto rispettare severamente, vista la pessima educazione di alcuni residenti a Montegranaro, dall’espressione amministrativa di Montegranaro Riparti mi sarei aspettato, ancora una volta da povero illuso, il rispetto di quanto promesso in campagna elettorale, ossia la partecipazione.
La gente denuncia continuamente, anche tramite le mie pagine, i tanti episodi di maleducazione e inciviltà per quanto riguarda l’immondizia. Questo vuol dire che la gente sente molto il problema, è cosciente. Allora perché non provare a sentire la gente? Perché non fare delle riunioni? Perché non usare Facebook, col quale è noto il rapporto di amore e odio che nutrono i nostri amministratori, compreso il giovane Basso, per cercare di capire le esigenze e i problemi reali dei cittadini?
Infine: in Consiglio Comunale che ce lo portano a fare questo regolamento, se Basso dice: “arriverà il 4 agosto in Consiglio comunale il regolamento sulla raccolta differenziata con sanzioni salate per chi, contrariamente a quanto stabilito, non vuole ancora provare a differenziare”. Quindi ne diamo per scontata l’approvazione così com’è, senza che nessuno, né l’opposizione né tantomeno i cittadini, sono a conoscenza del contenuto. Quindi non sembra siano previsti emendamenti o suggerimenti dall'opposizione. Quindi, ancora una volta, viva la democrazia.

Luca Craia