lunedì 27 aprile 2015

Ubaldi festeggia la Resistenza e bacchetta i colleghi di Sel e l'opposizione



Sulla pagina Facebook dell’Ape il vicesindaco di Montegranaro, Endrio Ubaldi, lascia un commento, riguardo la festa per la Liberazione celebrata in piazza lo scorso 25 aprile, piuttosto condivisibile e soprattutto, rilevante dal punto di vista della politica locale. Infatti Ubaldi dichiara cose che contrastano con il pensiero al quale ha sempre fatto riferimento (ricordiamo che le sue radici storico-culturali guardano a Predappio come i Musulmani guardano a La Mecca) e, soprattutto, si distacca dalle idee di molti suoi fedelissimi che puntano su un revisionismo radicale della storia del ventennio fascista e della guerra mondiale ultima. Sarebbe interessante sapere cosa pensa l’elettorato di Ubaldi di questa sua posizione più spostata a sinistra. Inoltre, il vicesindaco, approfitta dello spazio de L’Ape Ronza per bacchettare i suoi colleghi di maggioranza di SEL rei di essere stati assenti alla manifestazione. Un’assenza sulla quale, comunque, bisognerebbe riflettere. Ecco le parole di Ubaldi:

A 70 anni di distanza è ora parlare di pacificazione nazionale. Se Gianpaolo Pansa per decenni a Repubblica ed al Corriere della Sera sicuramente non fascista e considerato per oltre 50 anni omo di sinistra, parla del sangue dei vinti e delle ragioni dei vinti, documentando tutto alla lettera, così come fece il presidente della Camera Violante nel 96, forse sarà ora di pensare ai problemi di oggi e non guardare il mondo con gli occhi e le idee della Boldrini, che fa la Presidente della Camera per grazia ricevuta, e che non perde occasione per fare la maestrina e la prima della classe, scontentando proprio tutti a destra ed a sinistra. Il mio Sindaco ha fatto un grandissimo discorso, sono stato il primo a ringraziarla ed a stringergli la mano, per le bellissime parole e la riflessione molto profonda. Mi è sembrato molto strano che non hai evidenziato la totale assenza degli amici e compagni di SEL così come quella di tutti i consiglieri d'opposizione. Solo per dovere di cronaca ti voglio ricordare, che il primo assessore alla cultura ad organizzare la manifestazione del 2 giugno per la festa della repubblica a Montegranaro, fu il sottoscritto, che propose la lettura dei discorsi parlamentari del nostro concittadino Giovanni Conti, che riproporremo anche quest'anno. Ad ogni modo, io festeggio anche la giornata del ricordo il 10 febbraio, spero che anche tu ti voglia unire per il ricordo delle foibe e degli esuli fiumano-dalmati.
Quando si rappresenta le istituzioni bisogna essere al di sopra delle parti e Ti assicuro, che molti dei rappresentanti delle forze combattentistiche e del volontariato presenti, hanno un'idea della storia uguale a quella del sottoscritto, ma hanno partecipato per commemorare una pagina di storia nazionale. Ad ogni modo se non venivano gli americani a liberarci, non penso che sarebbero stati sufficienti i partigiani di parte rossa ed anche bianca per liberare la nostra nazione. Forse, magari, saremmo finiti in mani Titine ed oggi l'Italia come l'ex Jugoslavia, magari sarebbe stata spezzettata. Come vedi la storia può anche prestarsi a diverse letture, l'importante è rispettare i diversi punti di vista.

Chiudo chiedendo a eventuali commentatori di mantenere educazione e rispetto. Purtroppo non sempre questo accade quando a commentare sono i paladini del vicesindaco, molto spetto più inclini all’insulto che alla discussione civile. Commenti irrispettosi (nei miei confronti come nei confronti di chiunque altro) e non firmati non verranno pubblicati.

Luca Craia

venerdì 24 aprile 2015

Perché è (quasi) impossibile affrontare seriamente la questione immigrazione



Il problema dell’immigrazione è un problema molto complesso che va analizzato e non generalizzato. Analizzare significa esaminare ogni singola parte della questione in maniera indipendente dalle altre per trovare soluzioni specifiche e ragionate che rispondano realmente ai problemi concreti. In Italia questo non è mai avvenuto e, da quel che si può vedere, difficilmente avverrà per cui non ho grandi speranze di vedere il problema risolto.
Da un lato assistiamo alla solita ridda di slogan populistici, a proposte inconcludenti, a un linguaggio da osteria di chi si pone in maniera critica rispetto all’operato dei vari governi che si sono occupati della cosa. Non si cerca la soluzione ma si mira a far presa sull’opinione pubblica cercandone il consenso attraverso la mera interpretazione a fini propagandistici di esigenze reali nonché di paure irrazionali e istinti xenofobi. Questo porta alla ridicolizzazione di ogni tentativo di porre mano al problema che si distacchi dai metodi adottati dal governo. Parlare in maniera critica di immigrazione e regolamentazione, di diritti degli immigrati e diritti dei cittadini italiani diventa, a causa di questo atteggiamento povero di contenuti, difficile se non impossibile perché non si riesce ad avere sufficiente credibilità.
Questo porta l’atteggiamento politicamente corretto dell’altra parte a essere vincente solo per il fatto di non degenerare e diventare scurrile e qualunquista. È molto più facile adottare atteggiamenti definiti buonisti perché la persona intelligente fa fatica c confrontarsi con l’assenza di ragionamento. Ecco che, quindi, le politiche dell’accoglienza totale, seppur prive di un ragionamento analitico e di un reale aggancio col problema reale, diventano vincenti portando, come conseguenze, l’assenza di una programmazione e di un controllo, un trattamento che, se nell’intento è umanitario, diventa disumanizzante per gli immigrati stessi e, cosa da non sottovalutare, un meccanismo economico di arricchimento e vantaggio per determinati operatori in possesso di agganci politici importanti.
In conclusione la soluzione del problema non passa attraverso i proclami di Salvini o l’ipocrita buonismo del Pd ma necessita di un ragionamento analitico che sia sganciato da ogni retorica. Questa cosa, evidentemente, agli Italiani non riesce.

Luca Craia

Meno guano in centro storico? Beverati deve aver sbagliato paese.



Avrà confuso Montegranaro con Montegiorgio, l’assessore al centro storico di Montegranaro, Giacomo Beverati, quando afferma che c’è meno guano. Intendiamoci, dove sono stati messi i gabbioni la cosa sta davvero funzionando, ma la mappa della presenza di questo strumento nel castello montegranarese non è affatto completa e ci sono zone ancora sguarnite di gabbie e, conseguentemente, sporche di guano, come via Castelfidardo, per fare un esempio. La porta della chiesa di San Pietro Apostolo è lastricata di cacca di piccione, con buona pace dei turisti che, anche due domeniche fa, vi sono stati accompagnati da Arkeo.
Anche la stima della popolazione aviaria mi pare piuttosto avventata: 500 volatili. Come li avranno contati, Beverati e Basso? Uno per uno? A me sembrano molti di più. Certo che se si ha un’idea così approssimativa della questione è difficile trovarne la soluzione.
C’è una nota positiva: la ventilata possibilità di non adottare il sistema della sterilizzazione che, diciamocelo, è una mezza stupidata. I gabbioni funzionano, purchè vengano messi dappertutto. Si punti su questo sistema e lo si potenzi. I risultati verranno e vedremo che saranno catturati ben più di 500 piccioni.

Luca Craia