mercoledì 29 luglio 2015

Gente lasciata sola: ammazzatavi pure, per la società siete autorizzati.



Fa sensazione nel nostro paesello la notizia di un uomo che, tentando il suicidio, ha rischiato di far saltare in aria una palazzina saturando il proprio appartamento col gas. Pare che il protagonista di questa vicenda, dopo essere stato abbandonato da moglie e figli, avesse già tentato di togliersi la vita, non riuscendoci, tagliandosi le vene e che fosse da poco stato rimandato a casa dopo le cure dovute al precedente tentativo di uccidersi. Allora mi domando: una persona in evidente stato di prostrazione, tanto depresso da voler morire, viene dimesso dall’ospedale e rimandato da solo a casa propria. È normale? È normale che una società civile lasci completamente solo e in balia di se stesso un uomo che ha appena cercato di uccidersi? È normale che quest’uomo venga messo tranquillamente nella condizione di farlo di nuovo? È normale che non si consideri anche la possibilità che, nel farlo, potrebbe diventare pericoloso non solo per se stesso ma anche per gli altri? La depressione è una malattia e va curata. Un uomo con un cancro lo si cura. Un uomo con un infarto non lo si rimanda a casa finchè non si è sicuri che non sia più in pericolo di vita. Perché un uomo depresso e pericoloso per sé e per gli altri sì?

Luca Craia

Il silenzio dopo le accuse di Sel. Manovre nel buio o conferma?



È passata quasi una settimana dalla pubblicazione delle ultime accuse, in ordine cronologico, di Sel nei confronti della maggioranza di cui fa parte. Sono accuse pesantissime quelle lanciate prima da Eros Marilungo, poi dal coordinatore Giuseppe Viozzi e infine ancora da Marilungo che ha precisato e rincarato la dose. Sono accuse che, al netto di numeri e politica per addetti ai lavori, parlano di una sostanziale mancanza di confronto, di un decisionismo al vertice (quello che abbiamo sempre sospettato, ricordate la favola dei tre galletti di un anno fa?), dell’assenza di comunicazione, di un rispetto tra colleghi latitante. Praticamente Sel accusa la maggioranza a cui appartiene di mancanza di democrazia.
Non è un’accusa da poco, non è un’accusa alla quale si possa decidere di non rispondere, da non considerare, da lasciar correre tanto non è grave. Invece è grave, e molto, e mi pare ancor più grave il silenzio che ne è seguito. Si, c’è stata la reazione come al solito sguaiata e fuori misura del vicesindaco che, invece di controbattere punto per punto ha preferito correggere (sbagliando) l’ortografia. Ma una voce a confutare quanto affermato da Sel non si è sentita. E da una settimana regna il silenzio più assoluto. Cosa vuol dire?
Se ci capisco qualcosa di politica mi viene da pensare che si stia cercando di ricucire. Potrei sospettare che, zitti zitti, tomi tomi, si stia mediando per evitare che Sel si sganci definitivamente dalla maggioranza e crei quel tanto ventilato e temuto gruppo autonomo che sancirebbe, di fatto, la sua uscita definitiva dallo schieramento che regge Ediana Mancini. Considerando anche gli uomini, questo è possibile. Viozzi, ad esempio, è uomo da trattativa, appartiene alla vecchia cultura della politica fatta anche di compromessi improbabili, di marce indietro inspiegabili, la politica del tutto è possibile. È quindi pensabile che si stia trattando, nonostante il veleno sputato e le cattiverie del vicesindaco che non perde occasione di dimostrare la sua inadeguatezza al ruolo.
Ma un accordo, a questo punto e dopo quanto si è detto, come lo spieghiamo? Con la fede nel progetto? Suvvia, il progetto iniziale, quello sbandierato in campagna elettorale, non è realizzabile né mi pare ci sia la volontà di realizzarlo. È stato già contraddetto, tradito se vogliamo, in più punti. Sarebbe difficile darci a bere la favola del bene comune superiore. Allora, questo silenzio? Forse da parte di Sel si sta zitti semplicemente perché quello che si doveva dire lo si è detto e ora si aspetta una risposta. E questa risposta, finora, non c’è stata. Perché questa risposta deve essere pubblica, la gente, i cittadini, gli elettori, hanno il diritto di sapere, di essere informati. Queste diatribe non sono un teatrino a cui assistiamo d’estate al fresco, sono un dibattito politico importante tra i nostri rappresentanti e dobbiamo essere tenuti al corrente delle evoluzioni. Non si faccia affidamento sulla scarsa memoria perché, per quanto mi riguarda, farò del tutto per tenerla vigile. Ora i Montegranaresi vogliono risposte. Perchè Montegranaro, dopo oltre un anno, non è affatto ripartita e Sel ha iniziato a spiegarcene le ragioni.

Luca Craia

martedì 28 luglio 2015

Principi, strisce e misteriosi macchinari aerospaziali.



Tutti a Montegranaro sappiamo che le strisce pedonali scarseggiano. È un problema antico e i Montegranaresi sono perfettamente abituati ad attraversare la strada senza l'ausilio delle strisce, tanto più che, anche ci fossero, nessuno si fermerebbe. Capita però che, sul solito Facebook, qualcuno faccia notare che, dopo la recente asfaltatura elettorale, sulle strade interessate dal maquillage le strisce ancora non sono state rifatte.
Diventa interessante, a questo punto, l'intervento del principe consorte, che sarà pure un privato cittadino ma sempre principe consorte è, specialmente quando interviene a spiegare cose che dovrebbe spiegare qualche amministratore facendosene in qualche modo portavoce. Il principe ci spiega e ci informa del fatto che le strisce non sono di competenza del Comune di Montegranaro ma della Provincia di Fermo, quindi non sono un problema di Aronne Perugini in qualità di assessore ai lavori pubblici ma sono un problema di Aronne Perugini in qualità di presidente della Provincia.
Però, ci dice il principe consorte, che “fonti certe” (che evidentemente non possono essere citate per chissà quali motivi e facciamo fatica a identificarle) dicono che le strisce non sono state ancora rifatte perché il macchinario è in riparazione da più di un mese. Evidentemente tale macchinario è cosa estremamente complessa, probabilmente di concezione aerospaziale, altissima tecnologia e, per questo, delicatissimo. Forse è stato utilizzato durante l'ultimo atterraggio della Cristoforetti dallo spazio. Attendiamo quindi che giungano i pezzi di ricambio direttamente da Houston (magari pensando, tra noi e noi, che anche un operaio col compressore e la dima andrebbero bene lo stesso) e, nell’attesa, continuiamo tranquillamente ad attraversare la strada senza le strisce pedonali. Tanto, se ci devono stirare, ci stirano lo stesso, strisce o non strisce.

Luca Craia

sabato 25 luglio 2015

Le Vergare - Aggiornamento al 25 luglio 2015








Affidato l’incarico per la derattizzazione. Era ora.


Finalmente una buona notizia e ve la giro asciutta e senza troppi commenti. Dopo numerose segnalazioni, passate su queste pagine, da parte di cittadini che denunciavano avvistamenti di ratti in giro per il paese il Comune ha deciso di procedere alla derattizzazione. È una buona notizia perché non si fa da molto tempo e direi che ce n’è davvero bisogno. Non so quando si procederà ma spero presto. Così come spero che stavolta gli animalisti non abbiano da ridire come per i piccioni (anche se non capirei la disparità di trattamento tra topi e piccioni).

Luca Craia