mercoledì 18 gennaio 2017

Voragini sull’asfalto. Urge intervenire



Passata, si spera, l’emergenza neve, ora le amministrazioni pubbliche, Comuni, Province, Anas eccetera, dovranno fare i conti con i danni arrecati alle strade dalla neve e dal gelo. Chi sta viaggiando in questi giorni di disgelo avrà senz’altro notato che, sotto la coltre di neve che si sta sciogliendo, ci sono delle sgradite sorprese: enormi buche in cui mettere le ruote può essere davvero pericoloso.
Queste fessurazioni dell’asfalto sono dovute all’azione del ghiaccio. L’acqua, sia essa in forma di brina, pioggia o neve, penetra nelle microcrepe della pavimentazione stradale e, ghiacciando, aumenta di volume. Così facendo sgretola il conglomerato fino a creare questi insidiosi inconvenienti. L’asfalto più vecchio è ovviamente più soggetto a questo fenomeno ma nemmeno quello appena fatto ne è esente.
E, in questi giorni, a causa della breve ma intensa precipitazione nevosa, di queste buche se ne sono aperte tantissime. Sono profonde e finirci dentro è micidiale per le due ruote e pericoloso per le quattro. Dovrà essere, quindi, una priorità per i gestori delle strade metterle in sicurezza nel più breve tempo possibile per scongiurare pericoli per l’utenza.
                                      
Luca Craia

martedì 17 gennaio 2017

Come fate a difendere chi abbandona le città terremotate a se stesse?



Ve lo confesso: scrivo con rabbia in questo momento. La controllo, ma ve lo dico per onestà. Sono arrabbiato perché ho appena visto le foto che ha pubblicato la mia amica Silvia di Ussita. Sono foto che parlano da sole (le potete vedere anche qui), e che fanno vedere in che condizioni si deve operare in quelle zone senza poi nemmeno poter tornare al caldo, a rifocillarsi, rinfrancarsi. Strade piene di neve, ghiaccio ovunque.
Silvia è un’allevatrice. Ha scelto di rimanere a Ussita dove sta la sua azienda, un’azienda di pregio perché alleva la pecora locale che rischia di scomparire. La sua è stata una scelta autonoma, perché lì c’è il suo futuro, la sua vita, ma anche perché lì c’è la sua casa, la sua terra e nessuno è felice di abbandonare la propria casa. Silvia ha scelto di non andare sulla costa con gli altri come voleva lo Stato, la Regione Marche. Silvia ha creduto a chi le diceva “non vi lasceremo soli”. Silvia a sbagliato a credere loro, ma sono convinto che avrebbe comunque fatto la stessa scelta, quella di rimanere.
Oggi la propaganda di regime, perché di quello si tratta, vorrebbe far passare questa gente che è rimasta nelle città ferite, abbattute dal terremoto come dei pazzi, come gente che non sa quello che vuole. Si vorrebbe che passasse il messaggio che i terremotati sono al caldo e al sicuro in strutture confortevoli. Si vorrebbe che l’opinione pubblica dimenticasse quei “pazzi” che sono rimasti sulle montagne. Vorrebbe dimenticarsene anche la politica. Quei pazzi costituiscono un problema e la politica non ama i problemi.
Ma quei pazzi sono rimasti per mantenere viva quella terra che, altrimenti, morirebbe nell’indifferenza generale, tra una politica incapace quando non criminale e un’informazione pilotata a dovere. Non ci fossero quei pazzi, tra qualche mese Ussita, Visso, Castelsantangelo, Pieve Torina e tutte le altre piccole realtà colpite dal terremoto sparirebbero dalle nostre menti per tornarci solo nei ricordi di chi ha amato quei posti. Ma ci sono quei pazzi a lottare perché questo non accada.
E io domando a voi, a voi che seguite ciecamente quello che vi dice il telegiornale, che obbedite ciecamente alle direttive del vostro partito, a voi che quotidianamente offendete la dignità di queste persone, ne sminuite lo sforzo e l’impegno, insultate il loro tentativo di mantenere accesa una luce sul problema, io vi domando come fate a non vergognarvi, come fate a non provare ribrezzo per voi stessi. C’è un’Italia che vuole sopravvivere nonostante voi. Io, per il poco che posso, la aiuterò.

Luca Craia






Bene le strade libere, ora il pericolo sono i marciapiedi



È stata gestita in maniera tutto sommato positiva l’emergenza neve, nonostante un avvio lento e impacciato, aiutati anche da temperature non particolarmente fredde che, al momento, non hanno causato gelate. Le strade principali, a parte il caos delle prime ore, sono state liberate e la viabilità, seppure con i normali disagi della situazione, è stata assicurata. Diversa è la situazione per la parte pedonale, dove i problemi sono ancora tutti irrisolti.
I marciapiedi sono tutti coperti da neve che, seppure non ghiacciata, è estremamente scivolosa e pericolosa. Ad aggravare il tutto, in alcune zone l’azione dei mezzi spazzaneve hanno spostato il manto nevoso asportato direttamente sulla zona pedonale rendendola inutilizzabile. In giro ci sono dei sacchi di sale lasciati lungo i percorsi ma non c’è nessuno a spargerlo e, anche così, servirebbe a ben poco. Occorre un’operazione di pulizia dei marciapiedi che ancora non si vede.
                                                                             
Luca Craia