mercoledì 29 aprile 2015

Laghetto aperto pro tempore. E la strada è tutta un buco.



Il Sindaco dice di non vedere tutto questo gran problema nell’ennesimo bugia detta e rimangiata a cui abbiamo potuto assistere tramite il giornale. Eppure di problemi ce ne sono molti, collegati a questa vicenda. Il primo è, ovviamente, il fatto che si raccontano cose non vere, per di più utilizzando i mezzi di comunicazione di massa. Se chi ci governa diventa uso alla menzogna come può il cittadino avere fiducia nelle istituzioni?
Secondo problema: l’uso che si fa delle associazioni. Sembra quasi che queste siano a servizio del governo cittadino. Sbagliato: le associazioni sono al servizio della città, non necessariamente di chi la governa (fatte le dovute eccezioni). Questo comporta che non è scontato che le stesse si prestino a giochini di questo tipo.
Terzo problema: il laghetto resterà aperto solo per il Primo Maggio? Mi pare di capire, dalle parole del sindaco, che non è prevista la fruibilità continua di questo spazio ma che questa sarà limitata a quel giorno e magari alla successiva domenica. Perché? Perchè non si è ancora pensato a mettere in sicurezza permanente l’area ma ci si è ridotti a lavorarci solo adesso (operai all’opera si sono visti solo stamattina)?
Ultimo problema: la strada. È completamente spaccata, ridotta a una mulattiera. Perché non si è predisposta un’asfaltatura anche di massima?

Luca Craia

martedì 28 aprile 2015

Ma la Proloco?




In tutto questo parlottio sul primo maggio al laghetto a Montegranaro, passa in secondo piano la figura della Proloco nostrana. Eppure anche questo rappresenta un segno dei tempi e la sua assenza ormai prolungata dal panorama associativo cittadino va analizzata e capita. In realtà formalmente la Proloco ancora esiste: ne vediamo il logo su diversi manifesti di iniziative patrocinate dal Comune e dal quadrumvirato associativo, partecipa alle riunioni (sempre con lo stesso rappresentante del direttivo) ma non abbiamo notizie del Presidente e non vediamo iniziative attive e dirette da un sacco di tempo. Che è successo?
È successo, a mio giudizio, che la Proloco è stata sacrificata politicamente dall’amministrazione comunale. Dopo averla inizialmente sostenuta, prima tramite il suddetto quadrumvirato associativo (ricordiamo la cacciata di Arkeo dalla settimana della cultura 2014, che la stessa Arkeo aveva organizzato, voluta proprio dalle quattro associazioni riunite nel medesimo logo facenti riferimento ai soliti soggetti invischiati tra associazionismo e politica,  e avallata dalla stessa Proloco), poi con un verbale appoggio mai realizzato nei fatti, l’amministrazione comunale ha tentato di sostituirla con un fantomatico organismo di coordinamento che, però non è mai nato anche perché mal visto dalla maggioranza delle associazioni. Il risultato è che la Proloco è quasi morta e a sostituirla non c’è niente. Che dire, un ottimo risultato politico.

Luca Craia

Quant’è furbo Salvini?



Il gioco di Salvini è chiaro: vuole smascherare la sinistra. E ha gioco facile perché la sinistra ci casca con tutti e due i piedi puntualmente. Quando Salvini vuole entrare nel cosiddetto Hotel House di Porto Recanati, luogo dove nemmeno la polizia mette piede a cuor leggero, non lo fa perché ha una vocazione al martirio ma perché sa che lì troverà puntualmente i soliti stupidotti di sinistra che lo ostacoleranno, dimostrando senza dubbio alcuno che la concezione di democrazia di questa nuova sinistra italiana non è affatto dissimile a quello dei vetero o neo fascisti. Manca il rispetto per l’opinione altrui, manca la concezione di libertà di parola, di opinione e di espressione. Manca, soprattutto, l’intelligenza. E Salvini lo sa.
Chi va ad un comizio per tirare uova marce è un fascista, anche se sventola la bandiera rossa. Chi va a un comizio a vociare scimmiescamente per impedire a qualcuno di esprimere la propria opinione, giusta o sbagliata che la si ritenga, è un fascista. Ed è pure cretino, perché rafforza e legittima l’avversario.
L’hotel house è un problema sociale e chi non lo ammette è in mala fede. Creare un cordone intorno a quell’obbrobrio architettonico e umano sfruttando gli stessi immigrati è stupido, meschino e antidemocratico. Ed è anche irrispettoso verso gli stessi immigrati che si vogliono difendere. Il punto è che si da l’idea di non volere, in realtà, difendere gli immigrati ma solo di sfruttare la posizione in contrapposizione all’altra che esaspera il problema. Sono due esasperazioni che si scontrano, tutte e due lontane dalla realtà e dalla soluzione. Solo che Salvini si prende la ragione perché è abile nello sfruttare la poca intelligenza, l’assenza di una strategia e la mancanza di democrazia che, è evidente, esiste ed è ben radicata a sinistra. Alla fine lo faranno vincere.

Luca Craia