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venerdì 5 febbraio 2016

Che fine ha fatto la palla?



A me non è mai piaciuto e lo chiamavo “il monumento alle palle che girano”, e credo che, come a me, non piacesse a molti. Ma ormai c’era ed era costato pure un bel po’. Per cui ora mi chiedo che fine abbia fatto la palla rotante con annessa fontana che girava su se stessa in mezzo ai giardini di viale Gramsci. È stata rimossa dopo che la terra ha iniziato a muoversi e da allora ne abbiamo perse le tracce. Pensavo che, finiti i lavori, sarebbe stata rimessa al suo posto o, magari, da qualche altra parte. Invece è sparita.
Posso capire che alla nuova amministrazione non sia piaciuta ma non mi pare una buona ragione per buttare via qualcosa che, comunque, è recente, funzionante e, soprattutto, è costato alla collettività dei bei soldini. Così come non capisco perché tutte le fontane di Montegranaro siano in disuso, a partire da quella grande della rotatoria della circonvallazione per finire con quelle di viale Gramsci trasformate in fioriere. Non credo sia cosa saggia che una nuova amministrazione debba buttare via tutto quello che è stato fatto in precedenza.

Luca Craia

venerdì 2 ottobre 2015

Perugini e il Basso concetto di rispetto per i disabili



Dimostrano un bassissimo rispetto per le problematiche legate alla disabilità, l’assessore Roberto Basso (all’ambiente, perché si sente chiamato in causa?) e quello ai lavori pubblici (ma scrive sul giornale nelle vesti di Presidente della Provincia, quasi a dare maggior peso alle proprie parole), rispondendo alla problematica sollevata sull’Ape sulla scia di precise lamentele di chi certi problemi li vive sulla propria pelle. Dire che l’ingresso è unico è falso: gli ingressi sono tre e una persona senza disabilità può entrare comodamente (magari sporcandosi le scarpe) sia da destra che da sinistra. Una persona in carrozzina no. E questo, cari assessori, è discriminante, c’è poco da giustificarsi.
Non scendo sul tecnico dicendo che lo scivolo centrale non è a norma perché non rispetta la pendenza massima dell’8%. Non scendo nemmeno sul lato squisitamente pratico dicendo che i posti riservati ai disabili messi al centro del viale sono costantemente occupati da auto di non disabili. E non li voglio nemmeno smentire dicendo che sia a est che a ovest hanno messo altri posti riservati ai disabili, e questo lo avranno pur fatto per un motivo (che forse è perché sia a est che a ovest ci sono degli ingressi, interdetti, però, ai disabili). Dico solo che sarebbe stato molto più intelligente tacere, prendere atto del problema, riconoscere l’errore e proporre delle soluzioni, che sono possibili. Ma questa amministrazione non sbaglia mai.

Luca Craia

lunedì 28 settembre 2015

300.000 Euro per una foto?

Foto "Corriere Adriatico!"
Sono molto preoccupato per i giardini di viale Gramsci. Non è la prima volta che lo scrivo e non sarà l’ultima, e torno sull’argomento l’indomani dell’inaugurazione di un’opera sulla cui estetica possiamo disquisire all’infinito tra chi la gradisce e chi no (io no) ma il punto è un altro: siamo sicuri che l’opera sia duratura?
L’intera operazione è costata 300.000 Euro, una cifra piuttosto cospicua se consideriamo il rischio che quanto realizzato non duri. Una cifra, però, troppo piccola per essere tranquilli, appunto, sulla consistenza dell’intervento. Infatti, quando il problema dello smottamento della scarpata di viale Gramsci si presentò in tutta la sua gravità, si parlava di ben altre cifre e di progetti molto più complessi, che prevedevano palificazioni profonde e sbancamenti importanti. Non mi pare si sia fatto niente di tutto ciò. Non si è nemmeno piantumato il crinale per creare quella sorta di sostegno naturale costituito dalle radici degli alberi. Come fa, allora, la scarpata ad essere in sicurezza?
Ho girato la domanda ad alcuni amici tecnici, in particolare un ingegnere e un geologo. Entrambi mi hanno dato la stessa risposta: ci sono grosse probabilità che non tenga. Spero che si sbaglino ma, secondo loro, esistono gravi dubbi sulla staticità della scarpata e l’intervento effettuato sembra più di facciata che di sostanza. Se l’inverno dovesse essere particolarmente rigido, con nevicate cospicue, il rischio è che tutto precipiti a valle. E con esso i 300.000 Euro che l’opera è costata. Un po’ caro per farsi una foto a favore dei giornali.

Luca Craia