giovedì 24 marzo 2016

Per il dialogo serve la rappresenza dei cittadini. Sta nascendo il comitato.



Continuo a credere indispensabile che, se vogliamo ottenere qualcosa per la questione dell’antennona, ci si muova tutti insieme cercando, se non la concordia, almeno la sintesi delle posizioni. In questo sarebbe importante mettere da parte polemiche e dietrologia, ma anche la ricerca di responsabilità che, al momento, non interessa e, soprattutto, non aiuta. Però bisogna smettere anche di andare ognuno per conto proprio.
Mi fa piacere, in questo senso, leggere dell’apertura “a suggerimenti” da parte del Sindaco anche se avrei preferito che avesse usato la parola “discussione”, molto più democratica e vicina alla gente. Però bisogna cambiare modus operandi. Il Sindaco certamente sa che si sta cercando di creare un comitato cittadino. Ritengo quindi inutile e, se vogliamo, prematuro che si continui a fare incontri “con la cittadinanza” reputando in questo modo di poter assolvere al proprio ruolo. Apprezzabile la buona volontà ma serve un interlocutore nella cittadinanza e questo presto ci sarà.
Si sta lavorando per un’assemblea pubblica dalla quale si spera nasca un comitato cittadino, libero e svincolato da partiti e schieramenti. Sarà quello l’interlocutore, anzi, il partner del Sindaco e delle forze di minoranza. Servono tre soggetti per lavorare efficientemente sul problema: l’Amministrazione Comunale, l’opposizione e la cittadinanza che deve, però, organizzarsi. Altrimenti ognuno parla per sé si può avere l’impressione che le Istituzioni si scelgano l’interlocutore come meglio aggrada loro. La prossima settimana probabilmente, la rappresentanza dei cittadini ci sarà. Sarà da lì che si dovrà partire col dialogo.

Luca Craia

mercoledì 23 marzo 2016

CHE BELLI I PROCLAMI AL VENTO! (Comunicato di Anna Lina Zincarini)



La scoperta di un bilancio sull’operato dei servizi sociali stilato dalla dott.ssa Strappa, lo scorso 22 febbraio, ha destato non poca meraviglia perché, dopo tanti silenzi nelle aule del consiglio comunale abbiamo – piacevolmente - constatato che anche l’Assessore ai Servizi Sociali, seppur per il tramite dei social media e dei giornali, ha anche una voce propria.
La felicità però, qualcuno diceva, è effimera e dura poco: purtroppo anche nel nostro caso passare dalla sorpresa al rammarico è stata questione di un attimo o del tempo che abbiamo impiegato a leggere questo benedetto proclama.
Cosa ci dice in sostanza il nostro caro Assessore?
Che nel 2015 ha svolto un “IMPONENTE LAVORO DEI SERVIZI SOCIALI, TRA RIORGANIZZAZIONE E NOVITÀ” ….
Accipicchia…e quali sarebbero le novità?
Ve le diciamo noi, perché il nostro Assessore, non ce la racconta giusta.
Non può raccontarci, la cara dott.ssa Strappa, che i servizi sono migliorati perché le cifre del confronto con il passato sono impietose e, soprattutto, raccontano altra cosa.
Partiamo dal SAD, il Servizio di Assistenza Domiciliare, ossia l’assistenza fornita ai nostri anziani ed alle persone non auto sufficienti.
Con la giunta Gismondi, quando ai servizi sociali sedeva l’Assessore Anna Lina Zincarini, gli utenti serviti erano 39 mentre ora ne sono 23 ( - 41,03%), le ore mensili di assistenza a domicilio che il Comune garantiva erano 584 contro le 400 della Strappa (-31,51%) e, tenetevi forte, il costo del servizio che viene richiesto alle famiglie è cresciuto passando da 12,72 Euro orarie di Zincarini ad Euro 17,59 orarie con la Strappa (+ 38,29%) : è pertanto normale che, a parità di spesa e soprattutto con un costo orario cresciuto di quasi 5 euro, gli utenti serviti siano scesi di oltre il 41%
Bene Assessore, i nostri complimenti.
Se invece analizziamo l’Assistenza Scolastica Handicap, vedremo che a fronte degli stessi bambini assistiti (25 della giunta Gismondi contro i 24 della giunta Mancini), con un costo orario che è cresciuto anche in questo caso di Euro 5,22, passando da Euro 12,72  della giunta Gismondi agli 17,94 Euro (il 41,04% di aumento), la giunta Mancini ha ridotto oltre 160 ore mensili di assistenza passando dalle circa 800 garantite dall’amministrazione Gismondi alle 640 circa della attuale amministrazione, ossia una riduzione di oltre il 20%.
Che dire Assessore, i nostri rallegramenti.
Le cose peggiorano anche se analizziamo l’Assistenza Educativa Domiciliare, dove a fronte degli stessi bambini serviti (11 dell’Amministrazione Gismondi contro i 10 della Mancini) anche qui assistiamo ad un forte incremento del costo orario del servizio cresciuto di oltre il 41% passando da Euro 12,72 della giunta Gismondi agli 17,94 Euro dell’attuale amministrazione con conseguente riduzione di circa 50 ore mensili di garantite passate da circa 200 a circa 150 (il 41,04% di riduzione).
Bene Assessore, un capolavoro.
Dopo questi dati impietosi, che l’amministrazione si è ben guardata dal divulgare, consentiteci un paio di considerazioni finali.
Ma era proprio necessario fare, come è stato definito, un grande lavoro di riordino e riorganizzazione per procedere nella direzione di un aumento forsennato dei costi del servizio e una drastica riduzione delle ore di assistenza in precedenza garantite?
Non era forse meglio lasciare tutto come stava e far godere ai cittadini un buon servizio a costi più contenuti, come l’Assessore Zincarini aveva fatto?
Caro Assessore Strappa, un appello: visti i disastri combinati, si fermi nella grande opera di cambiamento con il passato ed abbandoni una volta per tutte i suoi propositi di voler attuare corsi di cultura araba e lingua araba a beneficio degli immigrati marocchini.
Pensi di più ai nostri anziani ed alle tante famiglie montegranaresi più bisognose di assistenza, magari perché colpite da handicap di qualche congiunto, e rinunci a spendere ingenti risorse comunali per destinarle all’apertura di una mensa per gli immigrati di cui nessuno sente il bisogno.
E la prossima volta, se proprio non ha nulla da dire, si taccia: la città gliene renderà merito.

Anna Lina Zincarini
Consigliere Comunale del Gruppo ViviAmo Montegranaro

Maltempo: va bene l’allarme ma… prima?



Il Comune, molto opportunamente, utilizza la propria pagina Facebook per informare la cittadinanza dell’allarme maltempo lanciato dalla Protezione Civile e per tenere aggiornati i cittadini circa lo stato delle strade. È un utilizzo giusto e lodevole del mezzo che va incoraggiato ed elogiato. Ma le notizie che giungono sono piuttosto preoccupanti: strade allagate, frane, pericolosità di tratti piuttosto estesi della rete viaria comunale e provinciale. A me giungono segnalazioni di situazioni piuttosto gravi, e non solo per quanto riguarda la viabilità: per esempio l’asilo nido comunale, senza corrente e senza riscaldamento, con il tetto che fa acqua da tutte le parti e i bambini piccoli dentro. Situazioni poco edificanti.
Per cui bene informare, ma prevenire? Non possiamo ogni volta che piove lanciare gli allarmi se poi, tra una pioggia e l’altra (e sono passati mesi) non si è fatta alcuna opera di prevenzione. Si è controllato che i canali di scolo fossero liberi? Che le caditoie non fossero ostruite? Che i letti dei torrenti fossero liberi da alberi e rami che potrebbero ostruire le campate dei ponti? E i ponti? Mi riferiscono del ponte sulla provinciale Boncore che mostra crepe molto preoccupanti con l’acqua sottostante che ha raggiunto livelli allarmanti. Perché non si interviene prima anziché limitarsi a lanciare l’allarme? Forse l’allarme sarebbe meno allarmante se si fosse lavorato di prevenzione.

Luca Craia