mercoledì 7 ottobre 2015

Tempo



La mattina, in macchina da soli, si guarda la strada, si evita di farsi venire addosso dalle persone che ancora credono di stare nel proprio letto e non hanno realizzato di essere già sulla strada del lavoro, si ascolta musica, magari si raglia cercando di cantare a nostra volta, si guarda il panorama, le luci, i colori del nuovo giorno e ci si immagina un po’ come sarà. E poi si parla con se stessi e si pensa. Stamattina pensavo a mia figlia che, prima di salutarmi per prendere la corriera che l’avrebbe portata a scuola, mi ha chiesto che ora fosse. E io le ho risposto: le 6:52. E lei ha capito che era in perfetto orario. Da lì mi è venuto netto e nitido il ricordo di mia nonna, che alla richiesta dell’ora, rispondeva “le sei e tre quarti”. E lo rispondeva sia che fossero le 6:45, che fossero le 6:42 o che fossero le 6:47. Erano comunque le sei e tre quarti perché, un tempo, e poco tempo fa, non contavamo i minuti, contavamo i quarti d’ora. Non eravamo, almeno noi di provincia, pressati dal tempo. Non perché non ci fossero orari da rispettare, ma perché avevamo tempo e lo usavamo con sapienza. Se avevi un appuntamento partivi per tempo, e non dovevi contare i minuti per vedere se arrivavi in anticipo o in ritardo: arrivavi in anticipo. Punto. E i ritardatari arrivavano in ritardo. Punto. Se la corriera per andare a scuola partiva alle 7:00 uscivi di casa non alle 6:55 ma per tempo, semplicemente per tempo. Erano le sei e tre quarti ed era ora di uscire di casa e andare a prendere la corriera. E se, di queste sei e tre quarti, eri nella parte precedente, in quei cinque minuti che anticipano la linea tra il prima e il dopo, saresti arrivato in anticipo. Se eri in quelli successivi arrivavi appena in tempo, Ma arrivavi, per tempo e senza angosce.

Luca Craia

martedì 6 ottobre 2015

Primo incontro per il baratto amministrativo. Buona la prima ma manca il placet dei potenti.



Si sono incontrati ieri sera i rappresentanti del Movimento Cinquestelle di Montegranaro e l’assessore all’ambiente Roberto Basso. Tema dell’incontro era il “baratto amministrativo”. L’incontro, riferiscono fonti interne ai Cinquestelle, è avvenuto in un clima disteso, nonostante lo “sgarbo” del Campo dei Tigli di qualche giorno fa. La proposta era semplice: cittadini che vogliano mettersi a disposizione del Comune per svolgere lavori socialmente utili e per i quali il Comune sembra essere seriamente in difficoltà per carenza di personale e altri problemi, possono farlo barattando il loro lavoro col pagamento delle imposte e tasse comunali. L’idea è buona ma non semplicissima da mettere in pratica. Per questo i Cinquestelle hanno suggerito di istituire un tavolo nel quale inserire tutte le opposizioni (ViviAmo Montegranaro, perché Basso sembra più vicino alla maggioranza che all’opposizione) e le associazioni cittadine, tramite il quale studiare le regole condivise per far partire il progetto.
I Pentastellati non vorrebbero legare necessariamente la possibilità di avvalersi dell’istituto del baratto amministrativo con la situazione di morosità incolpevole che spesso oggi viene a verificarsi per cittadini con difficoltà economiche. Chiunque potrebbe proporsi per effettuare dei lavori, fermo restando che, chi avesse più necessità da un punto di vista economico, avrebbe una prelazione sugli altri. Occorre però una seria programmazione dei lavori da svolgere, che dovrebbero vertere principalmente su quella ordinaria manutenzione della città che oggi lascia tanto a desiderare. Da qui la necessità di redigere dei progetti precisi su cui indirizzare il lavoro dei cittadini che si avvalgano del baratto.
Qui il discorso va necessariamente a legarsi con la proposta fatta in Consiglio Comunale dal Consigliere Carlo Pirro relativamente alla reintroduzione delle Consulte di Quartiere, le quali dovrebbero occuparsi di individuare le aree di intervento per i “volontari”. Tali consulte dovrebbero essere dotate di una sorta di “portafoglio” per programmare gli interventi anche economicamente.
Come si vede il progetto è piuttosto complesso e articolato e non di semplice attuazione. Dicono i Cinquestelle, però, che Roberto Basso ha manifestato una buona apertura che fa ben sperare, nonostante siamo di fronte alla bozza della bozza del progetto. Sembrano, quindi, ottimisti i Pentastellati anche se, sappiamo bene, tutto quanto trattato ieri sera deve passare attraverso la giunta e, soprattutto, il triumvirato che governa davvero Montegranaro: il Sindaco, il Vice e il Presidente della Provincia. E questo, finora, si è dimostrato piuttosto allergico alle forme partecipate di democrazia, per cui attenderei di avere il gatto nel sacco prima di chiamarlo.

Luca Craia

Talebano chi è



Integralismo. Talebani. Ho sentito una storia triste e grottesca di un primo cittadino che appellava un suo amministrato col termine “talebano” perché questi aveva organizzato una serata di approfondimento sulla teoria gender. Talebano, integralista. Che vuol dire? Il Sindaco in questione non è andato alla manifestazione organizzata dal suo amministrato chiamato “talebano”. Non ci è andato perché è fermamente convinto che la teoria gender non esista; del resto il suo partito, che governa il Paese, ha detto e ripetuto che sono tutte frottole. Del resto, a tale manifestazione, un esponente notevole di quel partito, addirittura candidato sindaco un paio di tornate elettorali fa, non senza difficoltà, attaccava l’oratore e contestava quanto da lui esposto senza, però, portare uno straccio di motivazione alle sue argomentazioni. Talebano, integralista. Non è forse più integralista chi un argomento non lo vuole nemmeno sentire trattare? Non è forse più integralista che cerca di impedire che certe manifestazioni si svolgano? Non è forse un talebano chi non si muove di un millimetro dalla propria posizione, non ascolta posizioni contrarie, non si espone alla discussione, al dibattito, al rischio di cambiare idea? Non è talebano chi rifiuta aprioristicamente le teorie contrarie alla sua? E le combatte senza neanche approfondirle, conoscerle? Non è forse talebano un Sindaco che usa certi appellativi nei confronti di suoi amministrati, così, con leggerezza, solo perché non la pensano come lui?

Luca Craia