martedì 5 maggio 2015

L’Amministrazione Comunale e la volontà di distruggere l’associazionismo



È palese e manifesta la volontà dell’amministrazione Mancini di mettere mano all’associazionismo montegranarese, controllarlo, utilizzarlo ai propri fini e, quando non si riesce ad attuare tutto questo, cercare di annientarlo. Lo so, l’ho provato sulla mia pelle (fortunatamente con scarso successo da parte di chi provava) e lo vedo quotidianamente nel modo in cui tutto questo viene gestito. Eppure Montegranaro ha una grande ricchezza nell’associazionismo, che spesso sopperisce alle mancanze delle istituzioni soprattutto per quanto riguarda la cultura e la promozione del territorio. Un’amministrazione attenta e sensibile dovrebbe favorire l’opera dei tanti sodalizi esistenti anche e soprattutto in questo periodo così difficile da un punto di vista economico, dove le risorse scarseggiano soprattutto per la cultura. E invece, gradualmente, pezzo pezzo, lo si sta distruggendo.
Il fatto è noto e ne abbiamo già parlato ma ci sono novità. Per Veregra Street si era deciso di far pagare una quota piuttosto pesante alle associazioni che avessero voluto aprire locande e cucinare per il pubblico. A questa decisione quasi tutti i sodalizi avevano risposto picche, decidendo di non aprire le locande. Ecco la novità: le associazioni sono state contattate separatamente proponendo sconti sulla quota da pagare. Questo ha causato in molti casi la revisione delle decisioni prese per cui diverse associazioni hanno deciso di partecipare al Festival.
Qual è il problema? Queste decisioni hanno generato forti attriti all’interno dei direttivi. Si parla di vere e proprie spaccature. Inoltre si è rotta, anche se parzialmente, l’unità delle associazioni (almeno della maggior parte) che finalmente pareva raggiunta, almeno sulle decisioni di rilievo. Probabilmente l’Amministrazione Mancini vede in questo una vittoria, In realtà si tratta di un danno enorme che tutta Montegranaro pagherà in termini di azioni a favore della città, iniziative, promozione. Non so se ci sia una precisa volontà di distruggere per poi ricostruire o se soltanto si procede a tentoni incapaci di vedere poco distante dal naso e di capire quali conseguenze le azioni che si compiono possano comportare. Di fatto si stanno causando danni enormi alla vita culturale della città, danni forse insanabili. È necessario che qualcuno faccia capire a chi ci governa che non può ragionare col principio del “dopo di me il nulla”. L’opposizione si faccia carico di questo. La cittadinanza si svegli. Le associazioni non si facciano manipolare.

Luca Craia

La Mancini aggiusta il Comune. Fosse vero!



Arkeo è sempre stata in prima linea per sollecitare interventi sul palazzo municipale, con sopralluoghi, pareri di esperti, proposte e progetti, sia nell’epoca Gismondi, sia durante il periodo commissariale, sia oggi. Quindi apprendere dal giornale che il Comune sembra finalmente intenzionato a mettervi mano non può che farci piacere. In effetti eravamo rimasti perplessi dal fatto che l’amministrazione Mancini non avesse inserito tra le opere prioritarie questo intervento, visto che la situazione si evolve al peggio velocemente e perdere mesi se non anni potrebbe portare a trasformarla in irreversibile. Un anno lo si è già perso e ora speriamo di non buttare via altro tempo prezioso.
Quanto annunciato, però, non è poi così tranquillizzante. Nell’articolo non ci sono scritte date per cui possiamo interpretare la dichiarazione riportata dal giornalista come un intento o poco più. Inoltre la cifra indicata non sembra congrua col tipo di intervento: bisogna rifare completamente il tetto, le opere murarie, gli impianti, il restauro totale del teatro (per il quale avevamo presentato un progetto a suo tempo molto vantaggioso perché coperto da sponsorizzazioni private ma nessuno, caduto Gismondi, si è fatto vivo con noi), pavimentazioni, finiture, mobilia e accessori. Con 500.000 Euro non pare si possa andare tanto lontano. Non viene neanche indicato come verranno reperite queste somme, se verranno inserite nel bilancio.
In base a tutto questo, quindi, mi pare legittimo nutrire qualche dubbio. Del resto di dichiarazioni roboanti e proclami ne sono stati fatti in quantità, così come di bugie, questa amministrazione, ne ha raccontate tante. Non sorprenderebbe se si trattasse dell’ennesimo pretesto per uscire sul giornale, così, tanto per esserci, cosa che sembra esercizio prediletto di Mancini, Ubaldi & Co. Spero davvero tanto di essere smentito dai fatti perché il primo piano del Municipio e, soprattutto, il Teatro Novelli non possono certo aspettare né essere adoperati per campagne mediatiche prive di fondamento.

Luca Craia

lunedì 4 maggio 2015

L’assessore che non c’è (ma fa finta di esserci)



Ha ragione il Vicesindaco Ubaldi quando, su Facebook, mi accusa di aver cambiato radicalmente opinione sulla persona dell’assessore al centro storico (nonché allo sviluppo economico, al lavoro e al turismo) Giacomo Beverati. Ubaldi ricorda che, cinque anni fa, appoggiai senza esitazioni la candidatura di Beverati alla regione sostenendolo anche tramite questo blog e ora lo avverso. In effetti è verissimo: stimavo molto Beverati e, all’epoca, ritenni di doverlo sostenere sia per la suddetta stima sia perché, comunque, era un candidato locale che avrebbe potuto essere di aiuto alla crescita del nostro territorio. Per fortuna Beverati perse le elezioni. Me ne dispiacqui ma, oggi e col senno di poi, direi che è andata bene.
Ha quindi ragione Ubaldi: ho cambiato radicalmente idea su questo politico nostrano. Ho valutato le sue ultime azioni e mosse politiche e mi hanno lasciato perplesso, poi l’ho visto finalmente all’opera come assessore e ho realizzato quanto avevo mal riposto la mia stima.
Beverati ha la delega per il centro storico da un anno ma non ha fatto nulla per il centro storico. Mai nella storia abbiamo registrato un tale disinteresse da parte del Comune per il castello montegranarese.
Beverati ha la delega per il commercio ma non ha preso che iniziative di tipo mediatico di effetto irrilevante, come gli incentivi per le attività in centro che non sono stati praticamente richiesti se non per eccezioni sulle quali si potrebbe aprire un capitolo a parte.
Beverati ha la delega per il lavoro e vediamo bene come stanno andando le cose a Montegranaro. Certo non è colpa dell’assessore se la crisi ha falcidiato così tante aziende sul territorio, ma l’assessore non ha intrapreso alcuna iniziativa per arginare il problema, nemmeno ha tentato di studiarlo e approfondirlo per trovare soluzioni attuabili.
Beverati ha la delega per il turismo ma, ad eccezione di un paio di iniziative organizzate in fretta e furia e senza alcun progetto la scorsa estate, abbiamo assistito all’assenza totale di idee in questo campo, andando addirittura a danneggiare l’azione di promozione di chi, come il sottoscritto e la mia associazione, vi si impegna da anni.
Ecco perché ho cambiato idea su Beverati. Ecco perché non lo stimo più come politico. Ecco perché, una volta tanto, do ragione al Vicesindaco.

Luca Craia