lunedì 10 settembre 2018

Chiusure domenicali: riportare il commercio alla normalità. Basta coi favori ai potentati economici.


Quali danni producono i negozi aperti di domenica? Innanzitutto, bisogna ragionare diversamente tra piccolo commercio e grande distribuzione. Il piccolo commercio, in linea di massima e fatte le dovute eccezioni, apre la domenica per tenersi al passo con la grande distribuzione. Le aperture domenicali, in realtà, sono un’invenzione recente nata appositamente per soddisfare un’esigenza della grande distribuzione, mentre il commercio tradizionale ha dovuto adeguarsi. Il vantaggio economico è indubbio per i centri commerciali mentre per i piccoli negozi va valutato da caso a caso e, spesso, è esiguo se non inesistente, in quanto le spese di apertura e per il personale possono essere anche più importanti degli incassi.
Che le aperture domenicali danneggino i dipendenti è lapalissiano: i commessi e gli addetti non hanno più un giorno di riposo che si possa ritenere tale, non hanno più spazi per vivere con la propria famiglia, vengono sottopagati se non sfruttati e non hanno margine di trattativa col datore di lavoro.
Ma il danno diventa economico nei confronti di quel commercio che non ha vantaggio nell’aprire di domenica in quanto non c’è un reale ritorno in termini di incassi, ma che viene comunque danneggiato, in particolar modo dalla grande distribuzione.
Poi c’è il danno sociale: è innegabile che le aperture domenicali rendano i centri commerciali particolarmente attrattivi, spostando una buona parte della gente che circola nei giorni festivi fuori dai centri abitati, nella fattispecie dei centri storici. I danni sono evidenti: le nostre città e i paesini stanno morendo, hanno chiuso i cinema, i bar e le pizzerie galleggiano, le attività ricreative non esistono più. Socialmente questo si traduce in degrado: le città vuote diventano habitat per criminalità e traffici loschi, gli immobili perdono di valore, gli investimenti non sono più appetibili.
Tutto questo a vantaggio della grande distribuzione che, come è noto, è in mano a grandi gruppi internazionali e porta poca ricchezza al nostro Paese. Mi pare abbastanza chiaro che le politiche che hanno portato a questo stato di cose siano state dettate non tanto dalla volontà di raggiungimento del bene comune ma da quella di favorire potenti gruppi economici.
Il tentativo che il Governo Conte sta portando avanti, non senza difficoltà, è apprezzabile perché cerca di riportare alla normalità il commercio italiano, con vantaggi per lavoratori e operatori medio-piccoli. Ma danneggia sicuramente la grande distribuzione che già sta correndo ai ripari diffondendo notizie allarmistiche e non suffragate da dati certi, come la perdita di posti di lavoro dovuta all’eventuale chiusura domenicale. La cosa, a pensarci bene, è poco credibile: per un giorno di chiusura non si licenzierà nessuno, si rivedranno soltanto le turnazioni con vantaggio dei lavoratori che avranno almeno un giorno reale di riposo. Opporsi alla riforma che si sta cercando di fare è soltanto un modo per continuare a favorire gruppi economici che, del bene del nostro Paese, non hanno alcun interesse.

Luca Craia


Cinghiali in zona Brancadoro. Un'auto danneggiata ieri notte.

Non siamo abituati, nella zona costiera, a incontri ravvicinati con animali selvatici come i cinghiali. Abbiamo sempre letto di incidenti causati dall'attraversamento della strada da parte di queste creature verificatisi in zone più interne, verso i monti. Invece si moltiplicano gli avvistamenti di cinghiali anche nella zona immediatamente all'interno della costa.
Ieri notte una vettura, condotta da una ragazza di Montegranaro, mentre percorreva la provinciale Brancadoro, più o meno all'altezza dell' outlet Il Castagno, è stata letteralmente investita da un grosso cinghiale che ha creato danni per fortuna non gravissimi alla macchina sulla fiancata sinistra, lato guida.
La ragazza è stata fortunata: i danni alla vettura, per quanto ingenti, non sono gravissimi e lei, a parte un grosso spavento, è uscita completamente illesa. Rimane il fatto che questi episodi sono estremamente pericolosi, almeno potenzialmente, anche perché, come dicevamo virgola in queste zone non ci si aspetta di fare incontri di questo tipo per strada. È comunque raccomandabile la massima prudenza, specie di notte.

Luca Craia 

Montegranaro: San Liborio è sicura o no? Il Sindaco dice di sì, i dati dicono di no.

Mi è sorto un dubbio. Mi è sorto rileggendo il comunicato dell’Istituto Luce de Noatri circa l’assemblea pubblica tenutasi venerdì scorso al teatro La Perla per tranquillizzare (pare senza riuscirci granchè) i genitori dei bambini montegranaresi iscritti alla scuola primaria oggetto di grandi stravolgimenti, tra trasferimenti da un edificio all’altro, tentativi di cambi d’orario imposti dall’alto e viabilità fantasiosa.
Nel comunicato, il Sindaco di Montegranaro, Ediana Mancini, dice espressamente: “La Provincia ci ha dato l'istituto ex Ragioneria, una scuola sicura che abbiamo prontamente sistemato, che utilizzeremo per i bambini della Primaria, mentre quelli dell'Infanzia andranno nel plesso di San Liborio”. Se ne deduce che, sia l’edificio dell’ex ragioneria che il plesso di San Liborio, in realtà parti dello stesso complesso, per quanto staccate tra loro, siano sicuri.
Ma, poco sotto, leggiamo anche che “il Sindaco, inoltre, ha anche annunciato la richiesta di un importante finanziamento di oltre 1 milione di euro per San Liborio”. Se si spendono 1.000.000 di Euro, lo si fa per rendere la scuola sicura. Quindi adesso non è sicura. O no?
Scorrendo ancora il testo si legge anche che il Comune ha messo in campo 190.000 Euro per gli studi sulla vulnerabilità sismica degli edifici scolastici. Perugini, l'assessore ai lavori pubblici, dice espressamente: “sarà un intervento importante, per un importo di oltre 190.000 euro, che ci farà capire il grado di sicurezza delle strutture. Entro dicembre avremo questi risultati”. Quindi mi pare di capire che, al momento, il grado di sicurezza degli edifici non è noto, lo sapremo solo a dicembre, come sono messi. Per cui, come fa il Sindaco a dichiarare che ha spostato i bambini in una scuola sicura? Mente? Parla senza cognizione di causa? Vuole farci girare la testa? Se la risposta è la numero 3, ci sta riuscendo benissimo.

Luca Craia



Curcio è una doccia fredda: cambiano i governi ma non cambia la politica della desertificazione.

C’è sbigottimento tra i terremotati, almeno tra quelli con cui sono in contatto io, e sono tanti. Si nutrivano forti speranze nel nuovo governo ma, fino a oggi, segnali di discontinuità rispetto al passato se ne sono visti ben pochi. Ora, se si concretizzerà la nomina di Fabrizio Curcio a Commissario Straordinario, la sensazione fortissima è che ci si trovi di fronte all’ennesima applicazione del motto gattopardiano “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”.
Curcio è una vecchia conoscenza dei terremotati, è colui che ha seguito e affrontato direttamente, in qualità di capo della Protezione Civile, la prima fase emergenziale, quella immediatamente successiva agli eventi sismici. E non ha dato gran prova di sé, anzi, si può tranquillamente affermare che l’immobilismo, il pressappochismo e la nettissima percezione che ci fosse una specifica politica rivolta al non fare niente, concretizzatasi poi in due anni e passi di nulla assoluto, siano partite proprio assistendo proprio all’azione-non-azione di Fabrizio Curcio.
Il nuovo governo poteva cambiare radicalmente politica, poteva mettere immediatamente le mani sulla questione del terremoto, priorità evidente per tutti tranne che per chi decide, anziché attendere mesi per poi partorire una decisione che, se sarà questa come pare certo, sarà l’affermazione inconfutabile che la politica dello Stato nei confronti del territorio colpito dal sisma e dei terremotati non è mutata di una virgola e che la strategia della desertificazione sta proseguendo indisturbata, applicata uniformemente da tutte le forze politiche in campo. Evidentemente gli interessi economici che la muovo sono bel più forti di ogni logica di buon senso e umanità.

Luca Craia


domenica 9 settembre 2018

Addio, dolce maestro. Montegranaro perde Virgì, il maestro autista.

Ho ricordi bellissimi e dolcissimi del "maestro Virgì", Virgilio Virgili che oggi ci ha lasciati. Insegnante elementare del mio stesso ciclo, l'ho conosciuto in questo ruolo che ero piccolo, per poi trovarlo seduto a guidare la corriera che mi portava a Civitanova e compagno di grandi chiacchierate, insieme alla sua amata Brunetta, con mio padre e mia madre. 
Virgilio era un uomo gentile, dolce, sempre pacato, sempre con una buona parola da dire. Una signorilità che portava ovunque andasse, che trasmetteva ai suoi alunni, che dimostrava quando guidava quei grossi bestioni pieni di ogni tipo di persona, quando lo incontravi per strada e ci scambiavi due piacevolissima parole.
Credo che tutti, a Montegranaro, lo abbiano amato e apprezzato. Era un uomo che si amava facilmente, un signore di altri tempi dotato di un'infinità dolcezza coniugata a grande eleganza. Mancherà, anche per quella sua presenza nei fatti importanti, nella storia recente del paese. Ma mancherà la sua figura di signore, onesto, buono. Lo piango sinceramente, perché gli ho voluto davvero bene. Ma lo piangeremo in tanti, uniti nell'abbraccio ai suoi cari, a partire da Brunetta, la sua compagna, la sua metà nel senso stretto. Ciao Maestro, veglia su di noi come quando vegliavi sui tuoi alunni.

Luca Craia 

sabato 8 settembre 2018

La segretaria del PD predilige la STEAT. Lucentini contrattacca.

Comunicato integrale

La liturgia domenicale parla del miracolo del sordomuto, a Montegranaro registriamo un mezzo miracolo, quello relativo al muto, per il sordo bisognerà aspettare le prossime elezioni. Il miracolo che registriamo è che la segretaria del P.D., la Signora Latini Laura, dopo 4 anni come consigliere comunale del P.D. in cui non la si è  sentita quasi mai, anzi piu mai che quasi, ora, in piena campagna elettorale, parla. È un parlare che sa di dettatura, ripete infatti gli stessi concetti espressi qualche giorno fa dal segretario del P.D. del Fermano nonchè presidente della STEAT proprio sull'argomento delle tariffe applicate dalla STEAT alle famiglie di Montegranaro che mandano i figli a studiare a Fermo. Sarebbe interessante sapere se il segretario del P.D. locale abbia verificato quello che ha scritto. Noi pensiamo di no. Tutti possono andare su internet e verificare che , anche partendo da piazzale San Liborio per arrivare in viale trento 130, la distanza è di 17,4 km, quindi al di sotto dei 18,1 richiesti per la tariffa attualmente pagata dalle famiglie di Montegranaro, senza considerare che, quando si è arrivati in viale trento 130, molti ragazzi sono già scesi 2 km prima ma, per le medie del P.D., questo non conta. Questo non fa parte degli interessi della famiglie, fa parte degli interessi della STEAT il cui presidente è segretario del P.D. Fermano. In questo risveglio elettoralistico della Signora Latini la stessa si è dimenticata che il suo Sindaco, nella seduta consigliare del 28/9/2017, ha annunciato che nel primo consiglio utile si sarebbe discusso di un documento per sollecitare la Regione a rivedere le tariffe per le famiglie di Montegranaro. Probabilmente è arrivato lo stop e il documento non è mai stato prodotto dalla maggioranza, siamo ancora in attesa. Probabilmente gli interessi delle famiglie di Montegranaro sono secondarie rispetto ai dictat che vengono dall’alto, magari dal P.D. di Fermo ove il segretario, essendo presidente della STEAT, ha tutto l’interesse a tutelare gli interessi della società di cui è presidente e non delle famiglie di Montegranaro. In questa arguta uscita della ex quasi muta segretaria del P.D. locale Signora Laura Latini la stessa fa confusione tra il gruppo consigliare di opposizione Viviamo Montegranaro con la Lega. Eppure in 4 anni se ne doveva essere accorta, oppure chi ha dettato probabilmente non lo sapeva.  Quindi la presa di posizione del P.D. nella persona del Segretario è una chiara difesa a spada tratta degli interessi della STEAT e non delle famiglie di Montegranaro.

Il Capogruppo di Viviamo Montegranaro 
Mauro Lucentini

La Banda Omero Ruggieri a Vita Vita. Montegranaro da esportazione.

Sta crescendo molto negli ultimi tempi la banda musicale di Montegranaro, grazie anche e soprattutto all'impegno dell'instancabile presidente Armando Mariani. Si stanno prendendo delle belle soddisfazioni, gli ex ragazzini della Junior band ormai cresciuti che stanno facendo diventare la loro banda una bella e concreta realtà cittadina.
Ieri sera, la Banda Omero Ruggieri è stata ospite della manifestazione Vita Vita di Civitanova Marche dove si è esibita nel ruolo di marching band portando la musica attraverso un percorso ad anello partendo da Piazza XX Settembre e percorrendo corso Dalmazia e viale Matteotti, attorniata da gente festante.
L'impegno come marching band è una bella novità della banda Montegranaro che fino a oggi si è sempre esibita staticamente o nelle tradizionali processioni. Questa nuova impostazione è molto spettacolare e sicuramente divertente anche per i musicisti. Va detto che, nonostante l'ancora piccola esperienza in questo ruolo, i nostri giovani musicisti Se la cavano più che bene e vengono apprezzati dal pubblico. Una bella soddisfazione per il presidente, per l'associazione che sostiene l'iniziativa e per l'intera città di Montegranaro che deve vedere nella banda Omero Ruggieri un patrimonio di cui vantarsi.

Luca Craia