lunedì 20 agosto 2018

Sicurezza infrastrutture: date priorità alle scuole. L’appello del Comitato Scuole Sicure.


Comunicato integrale

Abbiamo appreso che, in queste ore, dando seguito alla espressa volontà di effettuare una mappatura esaustiva delle emergenze relative alla sicurezza delle infrastrutture – non solo viarie – il Ministero per le Infrastrutture ed i Trasporti ha richiesto a tutti gli Enti Territoriali di comunicare gli interventi necessari alla rimozione dei rischi.
Il Comitato Nazionale Scuole Sicure esprime l’apprezzamento proprio e dei comitati tutti che ad esso afferiscono, per questa lodevole iniziativa.
La scuola è la principale infrastruttura culturale del Paese e costituisce il primo momento di contatto tra lo Stato e il cittadino: garantire interventi volti ad assicurare la sicurezza e l’adeguamento sismico degli edifici scolastici deve essere una delle priorità del nuovo Governo, soprattutto in considerazione delle gravi, acclarate e cronicizzate lacune delle passate gestioni.
Per quanto sopra, vogliamo augurarci che Regioni, Province e Comuni diano ampio ed articolato riscontro alle richieste del Ministero, in modo da consentire interventi efficienti e risolutivi, che si attendono da decenni.


Comunicato stampa Comitato Nazionale Scuole Sicure

domenica 19 agosto 2018

A seppellire la sinistra ci pensa il "popolo" di sinistra. Grave responsabilità.

Cari amici di sinistra o, per meglio dire, ex amici, visto che essere in disaccordo con voi significa, nella maggior parte dei casi, diventare un nemico da abbattere... Dicevo: cari ex amici di sinistra, io ve lo devo dire che vi state assumendo una responsabilità enorme, quella di porre la pietra tombale sulla sinistra italiana. 
E si,  perché continuando a comportarvi da decerebrati, da gente incapace di discernere il giusto, di analizzare cause e conseguenze, di dare il giusto valore alle cose, comportandovi, in definitiva, come beceri violenti ultras calcistici, state assassinati decenni e decenni di lotte sociali, di conquiste, di vittorie politiche. 
State facendo molti più danni voi dei vostri leader incapaci, state distruggendo quel poco che rimane della sinistra italiana. Un Paese civile ha bisogno di una componente politica che si occupi delle classi deboli. L'Italia non ce l'ha più. E questo non solo per i sindacati che, per anni, tutto hanno fatto meno che tutelare i lavoratori, non solo per i capi partito dimostratisi più liberisti dei liberisti, non per le evidenti collusioni con poteri che contraddicono ogni idea di sinistra. A causare il potenziale definitivo tracollo della sinistra italiana sarete voi e la vostra ottusità, persino peggiore di quella dei quattro fascistoidi che ancora circolano.
Perché voi dovreste essere migliori dei fascisti, ma vi state dimostrando, nell'ipotesi più fausta, alla stessa stregua. La sinistra la state ammazzando voi, non quel cretino di Renzi con i suoi sodali. E state facendo un danno incommensurabile all'Italia.

Luca Craia 

sabato 18 agosto 2018

La Mancini ci riprova, Franceschetti non si sa.

Sinceramente ero in apprensione aspettando di sapere chi sarà il candidato sindaco del centro-sinistra montegranarese per le prossime elezioni amministrative che si terranno nel 2019. Per fortuna ci ha pensato Laura Latini, segretario del PD nostrano nonché fedelissima di Basso Quello Alto e, quindi, fonte più che attendibile, che dichiara alla stampa che possiamo stare tranquilli: il numero uno di quella che un tempo era la lista Stranamore e che oggi di strano non ha più granché, visto che il destrorso Ubaldi si è convertito al marxismo moderno, sarà di nuovo Ediana Mancini, l'attuale sindaco.
È un'ottima notizia, secondo me, per l'opposizione in quanto la Mancini si è distinta per profonda antipatia, cattiveria, totale distanza da quelle che sono le reali necessità dei cittadini da lei amministrati. Non è affatto amata, l'attuale sindaco, e ricandidarla non è certamente la mossa più furba che si possa pensare. Ma, visti i personaggi a disposizione, e visto che, togliendo la Mancini, si aprirebbe una lotta interna per la successione che produrrebbe schizzi di sangue in grado di arrivare fino a Sant'Elpidio a Mare, forse questa è l'unica strada percorribile.
Molto carina anche la semi-retromarcia circa la presenza di Andrea Franceschetti alla festa dell'Unità che, sempre secondo la Latini, non implica necessariamente la sua candidatura alle elezioni ma è soltanto il dare la possibilità a un tesserato qualsiasi di esprimere il proprio pensiero durante il momento più alto della vita del partito a Montegranaro. Sarebbe interessante sapere quanti altri semplici tesserati avranno l'opportunità di salire sul palco della festa oppure capire secondo quale criterio è stato scelto proprio Franceschetti. Sicuramente pensare che questo sia imputabile alla popolarità acquisita come presidente di Città Vecchia, o alla storia politica della famiglia a cui appartiene che, nel recente passato, ha espresso per un lunghissimo periodo il vertice dei vertici del partito, è pensare male. Ma, siccome qualcuno diceva che pensare male è peccato ma di solito ci si acchiappa, e siccome la possibilità del ritorno in auge dei Franceschetti all'interno del PD la avevo sostenuta in tempi non sospetti, io continuo a pensare male. Ora si tratterà di capire se l'associazione presieduta fino a poco fa da Franceschetti riuscirà a sfatare l'immagine di strumento politico che da queste cose, purtroppo, le deriva.

Luca Craia 

venerdì 17 agosto 2018

Prolificazione dei gatti nel centro storico di Montegranaro. Serve un programma di sterilizzazione e una colonia felina.

Tra i tanti problemi che affliggono il centro storico di Montegranaro c'è anche quello delle eccessiva prolificazione dei gatti randagi. Se da un lato la presenza dei felini è un'ottima soluzione naturale per contenere quella dei ratti, dall'altro, quando il loro numero diventa troppo importante, essi stessi iniziano a diventare un problema igienico.
Il problema è facilmente risolvibile, comunque, perché basterebbe mettere in campo un programma serio di sterilizzazione. In questo modo si potrebbe contenere in maniera sensibile il numero dei felini randagi evitando di procurare loro del male. Il rischio, infatti, è che cittadini esasperati e con pochi scrupoli, chiamiamoli pure delinquenti, provvedano da soli con sistemi illegali come l'avvelenamento, cosa, purtroppo, già accaduta ripetutamente.
Anche l'istituzione di una colonia felina sarebbe parte della soluzione. Con la colonia felina l'animale è tutelato e nello stesso tempo controllato anche per quanto riguarda le nascite. In questo modo si potrebbe mantenere la presenza dei gatti contenendone il numero. Una soluzione facile da ottenere purché se ne abbia la volontà.

Luca Craia 

Promuovere i beni culturali con le foto dei visitatori. Questione di intelligenza.

Cosa ruba un turista scattando una foto all'interno di una chiesa o di un museo? Che danno arrecato al patrimonio culturale o all'ente proprietario del bene, pubblicando foto del bene stesso sui social network? È una domanda che molti degli appassionati di arte e storia che, come me, non perdono occasione per visitare e godere del nostro immenso patrimonio culturale, si sono posti. È una domanda che sorge anche con un certo stupore di fronte ai comunissimi divieti di scattare fotografie all'interno di chiese e musei e di luoghi contenenti opere di cui un certo tipo di turismo è ghiotto. 
Lo stupore è dato dal fatto che, come è evidente, scattare foto alle opere, non solo non arreca alcun danno ma, attraverso la  loro pubblicazione sui social network, può portare un immenso beneficio dovuto alla pubblicità gratuita che ne deriva. Il fatto che questi divieti vigano quasi dappertutto indica in maniera chiara quale sia il concetto di promozione e di valorizzazione del nostro patrimonio da parte di chi attualmente lo gestisce e la lungimiranza con cui si opera.
Pochi giorni fa ho visitato per la prima volta la magnifica cattedrale di Anagni, in provincia di Frosinone, nel Lazio. E qui ho avuto la piacevole sorpresa di trovare un cartello che, invece, non solo autorizzava lo scatto delle foto, ma raccomandava di pubblicarle inserendo tag e hashtag per poter promuovere al meglio il sito. Evidentemente qualcuno comincia a capire l'importanza dei social network nella diffusione della cultura e nella sua promozione. Speriamo che la cosa prenda piede.

Luca Craia 

giovedì 16 agosto 2018

Il zippomat sfascia-macchine

Conosco personalmente l'uomo coinvoltao nell'incidente di oggi pomeriggio in viale Gramsci a Montegranaro, accaduto perché, mentre una vettura passava sopra il vano del pilomat, questi iniziava ad alzarsi urtando con il fondo della macchina e producendo danni probabilmente considerevoli. Dicevo, conosco personalmente quella persona e, se quest'uomo dichiara che, nel momento in cui stava passando, la luce era verde e il pilomat era abbassato, non ho alcun motivo per non credergli. Del resto, fosse stato diversamente, ossia che il zippomat fosse già partito nella sua elevazione, certamente non sarebbe riuscito ad arrivare fin dove è arrivato con la sua vettura.
Il problema però è un altro: è evidente che non sia previsto nessun sistema di sicurezza per impedire all'apparecchio di salire se ci sono ostacoli al di sopra di esso, qualcosa tipo un sensore che rilevi la presenza di veicoli o persone sul percorso dell'apparecchio in risalita. 
Questo pone un problema non di poco conto perché, se una macchina inizia a passare nel momento preciso in cui parte la procedura di chiusura della strada, questa rischia di venire danneggiata nonostante stia passando in maniera del tutto legittima, come nel caso odierno. Poniamo anche che al posto di una macchina ci sia un pedone, è facile immaginare cosa potrebbe accadere con un'apparecchiatura che sale così repentinamente. È evidente che bisogna adottare delle misure di sicurezza.

Luca Craia 

L'ultimo Garibaldino

Eccomi, sono l'ultimo garibaldino, con la camicia rossa e il pantalon turchino. La camicia rossa, in realtà,  me la sono tolta quasi vergognandomi di tanto orrore legato al colore.    Ora porto una polo neutra, o una maglietta con qualche scritta strana. Non voglio più etichette, come non ne volevo allora, quando Bixio faceva il macellaio e Garibaldi pensava solo a come mettere tutta la faccenda davanti al re sabaudo del cazzo, quello che poi è arrivato e s'è preso tutto senza colpo ferire, se non all'orgoglio del mio generale. Io, partito da Quarto per fare l'Italia, credendo all'Italia, volendo l'Italia, per poi trovarmi a vederla cascare di sotto da un ponte, povera Italia sporca di rosso e azzurro, ipnotizzata dal pallone, dal Grande stronzissimo Fratello, dal Facebook dei poveracci che a Quarto non c'erano né mai ci saranno, ma pensano di farla col telefono, quest'Italia fallita prima di nascere, segnata da quell'obbedisco che non ha mai smesso di recitare. Io vi osservo da un secolo e mezzo, poveri pezzenti senza arte e senza culo, vittime della vostra ignavia, conquistati dai tanti Masaniello, dagli Austroungarici di turno, dai piani Marshall biennali come casca una montagna. O un ponte. Vi vedo, poveri morti di fame, scannarvi tra tifosi dell'Inter o della Juventus, del Pd dei farabutti o del plastificato nano di Arcore, agganciati all'ultima speranza di un governicchio pieno di buone intenzioni e di slogan. Speranza, speriamo. E se fallisce pure questo, tocca arrendersi agli Austroungarici, con un ritardo di un secolo e mezzo ma, almeno, un secolo e mezzo... mah... diciamo un secolo... ce lo siamo gustato. E quello che torna porta la nuova.

Luca Craia 

martedì 14 agosto 2018

Ci avete lasciato un Paese distrutto. Ora, almeno, tacete.

In un paese civile, in un paese normale, in un paese industrializzato, in un paese che era la quinta potenza economica del mondo, non può crollare un ponte di un'autostrada. Non può crollare un ponte su un quartiere dove vive la gente, non può crollare un ponte su una ferrovia. 
Ma il nostro non è più un paese civile da tanto tempo e, progressivamente, ci hanno rubato la dignità, la sicurezza, la capacità di discernimento, il futuro. Una classe politica, quella che ha governato l'Italia negli ultimi vent'anni, che ha spolpato letteralmente il Paese, lo ha distrutto, ha lasciato solo macerie, morte e distruzione.
Ora quella stessa classe politica di lestofanti e assassini, perché di questo si tratta, dopo avere decerebrato il popolo italiano con la televisione prima e con internet poi, continua a prenderci per i fondelli con questioni di una stupidità insopportabile, tra magliette rosse, tartarughe, chi comanda in televisione, se si possono sposare o non sposare gli omosessuali. Posso proseguire in eterno ma la questione è un'altra: quell'italia che quelli che hanno qualche anno in più ricordano bene, quell'Italia che faceva invidia al mondo, non c'è più, perché una banda di criminali si è impossessata del potere vent'anni fa e ha portato via tutto, lasciandolo solo ponti che cadono, morti, un futuro mai stato così fosco. Ora almeno tacciano, questi delinquenti, smettano di parlare, visto che non possiamo pretendere che smettano di esistere. Spariscano. Non li vogliamo vedere più.

Luca Craia

venerdì 10 agosto 2018

Asilo nido: l’affondo di Anna Lina Zincarini


Comunicato integrale

Se fosse un film ci verrebbe da pensare al Titanic, dove i turisti ballano ed ascoltano le dolci note dell’orchestra mentre la nave sta affondando, se fosse un libro ci verrebbe da pensare all’Inferno di Dante viste le tante punizioni che si stanno infliggendo ai cittadini di Montegranaro.
Purtroppo, non parliamo di un’opera d’arte ma di ciò che resta del servizio dell’asilo nido comunale ed allora ci viene da pensare, giusta per rimanere nel tema delle citazioni, a Cronache di una morte annunciata: l’Amministrazione Mancini e l’Assessore Strappa sono riusciti, nell’arco di 3 anni, a distruggere l’ennesimo servizio della giunta Gismondi che funzionava facendo di esso, come di tutti i servizi sociali, carne da macello.
I numeri riescono meglio a descrivere una realtà che si commenta da sola: da 100 bambini siamo passati a 40, da 12 assistenti che ci lavoravano siamo passati a 5.
I paesi vicini, come pure gli asili privati, che prima vedevano il modello di Montegranaro come esempio da seguire, stanno assistendo ad un’incessante richiesta di trasferimento dei bambini montegranaresi.
L’Assessore Strappa, che senza troppa vergogna fa pure comunicati a mezzo stampa, faccia un serio esame di coscienza e si sforzi di destinare a questo servizio – che è un fiore all’occhiello di tutti i paesi civili – una qualche risorsa economica comunale visto che quelle della Regione e dell’INPS sono così modeste e tali da premiare, con i soliti meccanismi dell’ISEE, alcune fasce ben specifiche della popolazione decretando così, come già accaduto per le case popolari, la fine del servizio.
L’Amministrazione, da par suo, si interroghi sulla bontà di questo bando, come pure su quegli altri dei servizi sociali e sul bel servizio che si sta rendendo alla cittadinanza visto che, a tanta pulizia e rigore formale, è seguito solo scempio e distruzione.
Montegranaro, se veramente vuole investire nel lavoro e fronteggiare la grave crisi che sta affrontando, ha bisogno di un’amministrazione comunale e servizi sociali lungimiranti che potenzino i servizi, quali quello del nido, a beneficio delle mamme lavoratrici evitando alle stesse di dover ricorrere agli asili privati ed a quelli dei paesi vicini.
Magari qualche murale in meno, qualche marciapiede meno presuntuoso e la rinuncia all’ennesimo impianto sportivo che sarà una ulteriore cattedrale nel deserto: i deliri di qualche assessore non possono essere fatti con i tagli e le rinunce ai servizi sociali che, con la giunta Mancini, sono stati completamente rasi al suolo.
Ci permettiamo infine, visto che i disastri sono figli dell’incompetenza, di ricordare all’amministrazione che il prossimo 17 settembre iniziano le lezioni delle scuole cittadine e che, ad oggi, nessun piano è stato redatto per il servizio scuolabus del plesso San Liborio dove verranno accolti anche gli studenti di Santa Maria: cosa si sta aspettando, la manna dal cielo?

ANNALINA ZINCARINI
VIVIAMO MONTEGRANARO