giovedì 28 luglio 2016

C’è uno stalker tra di noi. Attenti!



A denunciarlo è il Vicesindaco di Montegranaro che, in una nota apparsa sul suo profilo Facebook, ha espressamente dichiarato: “sono giorni duri per lo stalker cittadino”. Non fa nomi, l’avvocato Ubaldi, ma tutto lascia supporre che sappia di cosa stia parlando. Evidentemente esiste un personaggio che si aggira per Montegranaro perseguitandone i cittadini e forse il Vicesindaco stesso. Il fatto è gravissimo anche perché lo stalking, reato definito dall’articolo 612-bis del Codice Penale, porta in alcuni casi a reati ben più gravi, per cui questo stalker andrebbe fermato quanto prima.
L’avvocato Ubaldi, che oltretutto riveste un ruoli istituzionale di primo piano, dovrebbe quindi recarsi presso l’autorità preposta, per esempio la locale stazione dei Carabinieri, e sporgere denuncia contro questo pericoloso criminale al fine di scongiurare la reiterazione del reato ed eventuali atti futuri che, potenzialmente, rischiano di essere ancor più gravi dell’atto in sé denunciato su Facebook dallo stesso Vicesindaco.
Attendiamo preoccupati gli sviluppi di questa vicenda.

Luca Craia

Io me li ricordo quelli della Torre Ascensore



Io me li ricordo quelli che non volevano la Torre Ascensore. Me li ricordo e mi chiedo: adesso dove sono andati a finire? Hanno nomi e cognomi, quelli che, nell’ormai lontano 2003, bloccarono i lavori di costruzione della Torre Zed e fecero lievitare i costi di costruzione, incluse sanzioni pesanti per le casse pubbliche. Questo ottennero, perché la Torre è lì, la vediamo tutti. Solo che è costata il triplo di quello che doveva costare. Intendiamoci: anche secondo me la torre è un cazzotto in un occhio, una roba che con Montegranaro e il territorio non ha nulla a che fare né da un punto di vista storico né stilistico. Ma andava bloccata per tempo, non a lavori iniziati. La solita brama di visibilità di personaggi ben noti, in quel caso e non solo in quello, è costata molto cara alla collettività.
Ma oggi, che l’Amministrazione Comunale rimette di nuovo le mani su viale Gramsci e piazza Mazzini con un progetto che non sarà vistoso e di grande impatto come il simbolo egizio di Gianni Basso ma che produrrà effetti nefasti sul centro e, a cascata, su tutto il paese, questi personaggi dove stanno? Che dicono? Che ne pensano? È gente esposta, fanno vita pubblica, scrivono, condividono, producono e divulgano idee. Qual è la loro idea a proposito di questo ennesimo oltraggio a Montegranaro e ai suoi cittadini? Silenzio.

Luca Craia

L’antennona di San Liborio e gli specialisti della medaglia altrui.



Montegranaro Riparti: abbiamo visto Montegranaro ripartire? Più che altro l’abbiamo vista continuare a fare quello che ha fatto sempre, ossia arrangiarsi da sola. Facciamo l’esempio della grande estate sportiva e culturale, tanto sbandierata dal Vicesindaco, specialista nella medaglia altrui, che è frutto del lavoro e dell’impegno di associazioni e privati cittadini che, per passione o per amore per la propria città, si danno da fare per organizzare qualcosa di buono, e poco o niente del lavoro del Comune, nella fattispecie dell’assessorato specifico del Vicesindaco stesso o di quello alla cultura. Il Vicesindaco è bravissimo a farsi immortalare, l’assessore alla cultura non lo vediamo nemmeno nelle foto.
Facendo un piccolo passo indietro nel tempo, però, vediamo un caso anomalo dove l’Amministrazione Comunale più opportunista della storia non ha applicato la sua innata capacità di prendersi il merito altrui: il caso dell’antenna Vodafone. Lo ricorderete: il colosso della telefonia internazionale aveva spostato un ripetitore piazzando un palo altissimo a pochi metri da case e palazzi. Molti cittadini si erano preoccupati e alcuni di erano rivolti a me perché ne parlassi nel blog. Oltre a parlarne, organizzai un’assemblea pubblica presso l’Acli di San Liborio, coadiuvato dalle opposizioni che subito avevano capito la gravità del problema. All’assemblea, molto partecipata dai cittadini, vennero anche Sindaco e assessori e fecero una figura barbina perché la responsabilità dell’installazione dell’antenna a ridosso dell’abitato era esclusivamente loro.
Da quel momento partì una forte spinta da parte delle forze di minoranza che portarono l’Amministrazione Comunale a prendere decisioni che, altrimenti, non avrebbe probabilmente mai preso, decisioni che potevano essere state prese prima che la gente si accorgesse dell’antenna ma inspiegabilmente tutto era scorso nel più totale silenzio. In conclusione, la Vodafone smontò il palo e oggi a Montegranaro c’è un’antenna in meno, un pericolo per la salute in meno, e chi usa Vodafone come me, tutto sommato, sa che il servizio non ne ha risentito più di tanto. Una grande vittoria. Per chi?
L’opportunismo genetico di questa Amministrazione avrebbe indotto un comportamento analogo a quello del Vicesindaco per le partite di pallone, che vengono giocate da altri ma vinte da lui. In questo caso, invece, c’è solo il silenzio. Come mai? Semplice: la faccenda va dimenticata in fretta. Ci sono troppe cose da spiegare, troppi silenzi da riempire, troppe responsabilità rimaste sospese. Credo non interessi nessuno fare processi mediatici e decapitazioni virtuali, ma bisognerebbe ricordare bene cosa è accaduto in quei mesi in cui il quartiere San Liborio ha rischiato di farsi fare le lastre quotidianamente col benedicente silenzio dell’Amministrazione Comunale. La memoria va coltivata, non solo con le medaglie di latta.

Luca Craia