giovedì 26 maggio 2016

Ordinanza di demolizione dell’antennona. L’Amministrazione Comunale si muove ma prima che aspettava?



Continua a essere inspiegabile il comportamento dell’Amministrazione Mancini in merito all’antenna Vodafone di San Liborio. Un atteggiamento attendista, silente, sostanzialmente immobile e totalmente serrato nei confronti della cittadinanza che viene sistematicamente tenuta all’oscuro di tutto. C’è voluta una richiesta scritta da parte dell’opposizione unanime per riuscire a fare emettere, nei tempi previsti e in extremis, un atto che era dovuto e addirittura atteso dalla Vodafone stessa e che, incredibilmente, non era ancora stato emesso.
La notizia de Il Resto del Carlino di oggi, riporta finalmente l’emissione da parte del Comune di Montegranaro di un’ordinanza di demolizione del manufatto che risulta, per stessa ammissione della Vodafone, spostato di ben 15 metri dalla posizione prevista da progetto depositato. E quindici metri tutto sono meno che risibili, come dice la Vodafone, ci entra un palazzo grosso in mezzo.
Uno spiraglio di speranza si è aperto, anche se esiguo. Ora la Vodafone ha tre mesi di tempo per demolire l’attuale palo e spostarlo nella posizione corretta, pena l’esproprio del terreno con conseguenze anche sul proprietario privato dello stesso. Si direbbe che la Vodafone abbia tutto il tempo per spostare tutto e accendere l’antenna ma la data prevista per lo spegnimento dell’altra, quella che dovrà essere disattivata e poi rimossa per ordine del giudice, è il 16 giugno. Quindi, in realtà, di tempo ce n’è pochissimo. Sarà questa la soluzione o ce n’è un’altra? Il giornale parla di altre strade percorribili ma sembra che, ancora una volta, l’Amministrazione Comunale voglia rimanere abbottonata e, quindi, i cittadini non possono fare altro che rimanere a guardare e aspettare. Con le dita incrociate.

Luca Craia

mercoledì 25 maggio 2016

Nuovo avvicendamento nei Cinquestelle montegranaresi. Arriva Pavoni.


Endrio Pavoni con Paola Taverna

È una regola interna che si sono dati i Cinquestelle nostrani, quella di cambiare rappresentante in Consiglio Comunale, quello che loro chiamano “portavoce”, ogni dodici mesi. Così, dopo l’avvicendamento che ha visto la sostituzione del primo eletto il lista, Giovanni Marilungo, con il primo non eletto, Carlo Pirro, ora è la volta di Endrio Pavoni di entrare in Consiglio Comunale.
Quella di giovedì 27 maggio sarà, quindi, l’ultima seduta tra gli scranni dell’opposizione per Carlo Pirro mentre già dal prossimo arriverà Endrio Pavoni. Pavoni, classe 1970, sposato, perito commerciale, è una delle anime del movimento montegranarese e attualmente è quello che segue la comunicazione mediatica del gruppo, ruolo nel quale sarà sostituito proprio da quel Carlo Pirro che rimpiazzerà in Consiglio Comunale.
Carlo Pirro
In realtà prima di giungere a Pavoni ci sono altre due persone con più voti all’attivo, Hairy Tedeschi e Luana Laici, ma entrambe hanno già manifestato la volontà di rinunciare per impegni personali. Toccherà quindi a Pavoni rappresentare le istanze del gruppo dopo che verrà ufficializzata la rinuncia delle due candidate che lo precedono.
Il Movimento 5 Stelle di Montegranaro ha comunque apprezzato il lavoro svolto da Carlo Pirro in questo anno di consiliatura in cui ha rappresentato il movimento puntualmente dando un’immagine pacata ma ferma. Caratterialmente Pavoni è molto differente ma è preparato e ben inserito sia nel gruppo locale che a livello nazionale. Pirro, come già detto, ricoprirà un ruolo attivo nel gruppo per cui, a entrambi, buon lavoro.

Luca Craia

Casa di Riposo: scade il Cda e si profila battaglia



Il Consiglio di Amministrazione della Casa di Riposo di Montegranaro è in scadenza con la fine di maggio. Nonostante i tentativi, non privi di cattiveria nei confronti della persona del Presidente, Lucio Melchiorri, per far decadere il CDA anticipatamente, da parte dell’Amministrazione Comunale, con accuse anche pesanti ma rivelatesi infondate, i fatti hanno dato ragione a Melchiorri che chiude il suo mandato con la sua naturale scadenza. Nessuno gli chiederà mai scusa ma credo basti la soddisfazione di aver raggiunto la fine del mandato in scioltezza. Credo, comunque, che una sua riconferma sarebbe cosa opportuna soprattutto in considerazione del suo operato incontestabilmente positivo.
La nomina del nuovo CDA, che spetta al Consiglio Comunale, avverrà a luglio prossimo, ma già circolano voci piuttosto insistenti sui nomi dei prescelti dalla maggioranza per sostituire i membri attuali, per 4/5 nominati dalla maggioranza di allora che oggi è all’opposizione e con il quinto che, per varie vicissitudini, non è più così vicino al Pd che lo nominò a suo tempo.
Attualmente il Pd sembra orientato a nominare Luigi Cameli, tesserato storico e uomo di partito. Ubaldi pare vorrebbe indicare Livio Botticelli, ex vicesindaco di era bassiana e uomo della sua area da sempre, mentre l’area del Presidente Antonelli pare indicherà Luciano Di Chiara. Sul quarto membro non sembra ci siano nomi così certi, ma circola insistentemente quello della professoressa Anna Maria Vecchiola, che ogni tanto rispunta per questo o quell’incarico indicata talvolta dalla maggioranza e talvolta dai Cinquestelle. La Vecchiola è comunque inquadrabile in quota Ubaldi, e questo darebbe un segnale piuttosto forte sulla predominanza politica nel prossimo CDA.
La minoranza ancora non fa nomi ufficialmente, ma pare che Viviamo Montegranaro sia orientata verso la riconferma di Melchiorri, cosa che non sembra dispiacere ai Cinquestelle e forse nemmeno a Basso.
Poi toccherà nominare il Presidente e forse anche qui qualche problema ci potrebbe essere. Il Presidente è espressione del CDA ma è difficile pensare che non ci saranno influenze da parte dei partiti di riferimento. È quindi presumibile che ci sarà battaglia in seno alla maggioranza, viste le anime ben distinte che la compongono e la sempre presente necessità di accontentare le mire di qualcuno. Fino a oggi Ubaldi ha fatto il buono e il cattivo tempo, ora ci sarà da vedere cosa accadrà in questo frangente e se il Pd chiederà il conto.
Infine c’è il nodo delle nomine da parte della minoranza. Normalmente dovrebbe essercene una sola, ma quando fu nominato l’attuale CDA si giunse all’accordo, in Consiglio Comunale, per concedere all’opposizione un membro per ogni gruppo. Così furono nominati due membri: Alberto Gazzani, di nomina Pd, e Cristiana Strappa di nomina Liberi per Montegranaro, poi dimessasi dopo l’elezione in Consiglio Comunale. Secondo questo principio ogni gruppo di minoranza potrebbe esprimere un consigliere ma, essendoci quattro gruppi di minoranza (Viviamo Montegranaro, Cinquestelle, Basso e Sel), arriveremmo a otto consiglieri totali e alla sostanziale parità tra maggioranza e opposizione. Insomma, c’è materiale su cui divertirsi. Vedremo.

Luca Craia