martedì 19 aprile 2016

Lu Voccentò e la salma del Consorzio di bonifica



Lu Voccentò mi manda questo formulario che dedica a tutti i proprietari di immobili rientranti nel bacino di utenza della nuova creazione (ma Lu Voccentò la chiama riesumazione) della Regione Marche, il Consorzio di Bonifica. Praticamente un nuovo balzello a carico del suddito contribuente. Se vi piace, scaricatelo e speditelo al Consorzio.

Luca Craia

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Nome cognome e indirizzo

Spett.le
CONSORSIO DI BONIFICA DELLE MARCHE
Pesaro
Oggetto: sollecito pagamento

Non esprimo il mio giudizio circa la riesumazione di enti inutili morti per 14 anni e riesumati dalla regione marche cambiandogli il nome. Nel sollecito di pagamento notificatomi non c'è rispondenza tra il calcolo da voi indicato e quanto invece richiesto. Sembra che la differenza sia data da un fisso non indicato nei documenti e quindi probabilmente non dovuto. Tanto più che questa quota non sembra rispondere ai principi di equità e proporzionalità costituzionalmente garantiti, né tanto meno rispondere al R.D. n.215 del 13/02/1933 Nel Vs sito sono indicati gli organi di questo ente. Nessuno mi ha mai chiesto né di candidarmi e tanto meno di esprimere un voto su chi mi dovrebbe rappresentare, mi è stato chiesto solo di pagare. Praticamente più che un cittadino mi sento un suddito.
L'articolo 860 del codice civile prevede che “ i proprietari dei beni situati entro il perimetro del comprensorio sono obbligati a contribuire nella spesa necessaria per l'esecuzione , la manutenzione e l'esercizio delle opere in ragione del beneficio che traggono dalla bonifica.” quindi per poter applicare il contributo è necessario che il proprietario ne tragga un beneficio, che non ha ricevuto e che deve essere dimostrato dal Consorzio. Voglio richiamare alcune delle diverse sentenze della cassazione a tale proposito (esempio sentenza 7511/93 prima sez.civ.; Cass.s.u. n.8960 del 14/10/1996) vorrei pertanto conoscere quali sono i vantaggi diretti che il mio immobile trae dall'attività del consorzio.

Il suddito

lunedì 18 aprile 2016

La petizione per il centro storico: 269 persone ignorate



Ho appena inviato via Pec e via fax questa lettera per il Sindaco.  Sotto trovate il testo.

Gentile dottoressa Mancini,

     Le scrivo in qualità di promotore e firmatario della petizione avente oggetto “Petizione per il centro storico”, datata 12/02/2016 e protocollata in data 13/02/2016, firmata da 269 persone, tutti cittadini godenti dei diritti civili, per manifestarLe il mio profondo rammarico per non ver ricevuto, a tutt’oggi e a oltre due mesi dalla presentazione della stessa, alcun riscontro da parte Sua né di alcun altro rappresentante l’Amministrazione Comunale.
     Credo che 269 persone che presentano un’istanza meritino quantomeno il rispetto di una risposta, quandanche questa sia di rigetto motivato. Il rispetto sarebbe dovuto anche qualora l’istanza sia presentata da un singolo cittadino ma, a maggior ragione, si dovrebbe tenere conto della manifestazione di volontà di un numero piuttosto elevato di cittadini. La mancanza di un riscontro fa pensare che tali cittadini non siano ritenuti degni della considerazione dell’Amministrazione Comunale da Lei presieduta.
     Mi auguro, quindi, che questa assenza di risposte sia dovuta a cause diverse da quella che presumo e che a breve si possa conoscere il pensiero dell’Amministrazione Comunale sulla proposta sollevata dai firmatari della petizione. Sarebbe un atto apprezzabile e apprezzato.

In fece

                                     Luca Craia


Quelli che non hanno votato almeno stiano zitti



Sarebbe quantomeno opportuno il silenzio. Dopo non aver adempito al proprio dovere, dopo aver buttato stupidamente nel cesso il proprio diritto, dopo aver legittimato questo manipolo di imbecilli disonesti che ci governano, almeno occorrerebbe avere la decenza di tacere. E invece eccoli là, quelli che capiscono, ti prendono pure per i fondelli.
Ti dicono: che ne capisci tu di petrolio? Beh, in realtà poco, ma capisco che una trivella davanti alla spiaggia inquina il mare che potrebbe valere, per noi Italiani, molto di più del petrolio, anche in termini economici. Non ci vuole un grande studio e una grande intelligenza per capirlo.
Vogliamo parlare della lobby dei petrolieri e del fatto che la legge li tuteli? Vogliamo parlare che, non votando, gli avete dato la vostra santa benedizione?
E poi ti dicono: quanto ci è costato? Molto, e forse anche per questo motivo avreste dovuto esercitare il vostro diritto. Ma io giro la domanda. Chi mi sa dire quanto ci costerà il fallimento del referendum? Lo sapete quantificare il danno per il turismo in futuro? Lo sapete quantificare il danno ecologico?
E parliamo del danno per la democrazia. Parliamo di quell’imbecille del presidente del consiglio che sfotte chi ha votato, dimostrando disprezzo per la Costituzione e per il Popolo Italiano, come se stessimo parlando di una partita di pallone. Perché poi, alla fine, di quello si tratta: l’ennesima partita di pallone, con le due tifoserie schierate e l’arbitro che, come spesso accade, favorisce il più forte. Dateci le partite e toglietecelo ‘sto voto. Tanto, finora, lo abbiamo sempre utilizzato male. Non è che non siamo capaci di capire qualcosa di petrolio: non siamo capaci di capire la democrazia.  

Luca Craia