sabato 16 aprile 2016

L’orienteering di Rossetti e i piccoli grandi gesti per il paese.



Ci sono tanti modi per dimostrare amore per il proprio paese e per fare qualcosa di buono per migliorarlo. Uno di questi è senz’altro l’impegno che l’insegnate di educazione fisica delle scuole medie montegranaresi, Gino Rossetti, profonde ogni anno nell’organizzare l’ormai tradizionale gara di orienteering all’interno del centro storico. Vedere questi giovanissimi studenti correre lungo i vicoli, scoprire gli angoli più nascosti, imparare a riconoscere gli edifici storici è estremamente gratificante per chi, come me, vive nel centro storico e da anni si impegna per il suo recupero.
È stato bellissimo stamane assistere alle ricerche di questi ragazzi. Uno mi ha chiesto se quel palazzo fosse l’ospedale vecchio, altri realizzavano come fosse costruita la vecchia Montegranaro correndo su e giù per le stradine e ritrovandosi più volte nello stesso posto. Divertente e commovente.
Il centro storico, purtroppo, è una parte di paese sconosciuta a tanti. Uno di questi ragazzi, parlando con un altro, stamattina ha detto, giustificandosi per aver sbagliato strada: “ma io sono di San Liborio”. Ecco, il centro storico è la nostra memoria e l’abbiamo dimenticata. E un paese che dimentica la propria memoria non ha futuro. Per questo l’opera di Rossetti, nella sua semplicità, è importante e merita un grande plauso. E un sincero ringraziamento, da cittadino residente nel centro storico.

Luca Craia

Referendum: l’imbarazzante silenzio della giunta Mancini.



A parte l’uscita, se vogliamo, estemporanea del Presidente della Provincia nonché assessore ai Lavori Pubblici, Aronne Perugini, che si è detto propenso a votare sì al referendum sulle trivellazioni salvo poi rifugiarsi in un imbarazzante quanto imbarazzato silenzio, il resto dei componenti la giunta Mancini, Sindaco compreso, non hanno fatto un fiato sulla questione. Imbarazzante, senz’altro, perché denota tutte le contraddizioni ideologiche e politiche di questa strana accozzaglia che governa Montegranaro.
In linea di principio ci si sarebbe aspettato uno schierarsi per il sì da gran parte dei consiglieri di maggioranza, essendo di area Pd non propriamente renziana (lo stesso segretario, Roberto Basso, nonché assessore all’ambiente, se ben ricordo, durante la lotta per la segreteria nazionale sosteneva Cuperlo mentre Perugini, addirittura, Civati, o viceversa). Da ciò, per coerenza e onestà intellettuale, un po’ più di impegno era auspicabile. Perché questo silenzio, allora?
Potremmo pensare che il renzismo nel Pd abbia ormai trionfato annichilendo ogni pensiero discordante, come del resto cercano di fare gli stessi membri del governo montegranarese nei confronti del dissenso locale, minacciando addirittura azioni legali se uno soltanto osa criticare (vedi il caso mio specifico). Il punto, però, secondo me è un altro ed è dato dall’ingombrante presenza dell’estrema destra ubaldiana nella maggioranza. Ubaldi e Gaudenzi rappresentano la contraddizione più forte di questo schieramento, una visione politica e sociale molto distante da quella che dovrebbe appartenere a uomini culturalmente di sinistra (ammesso che ancora lo siano). Ecco allora l’ennesimo esempio di sacrificio della propria identità culturale per non urtare l’ingombrante e irascibile alleato di destra.

Luca Craia

venerdì 15 aprile 2016

Questione Cura: Arkeo parte con le ricerche



Allo stato attuale non si sa esattamente se la questione dell’appartenenza storica dell’area circostante la frazione Cura Mostrapiedi a Montegranaro sia leggenda o realtà. Abbiamo raccolto numerose testimonianze e, visto che i fatti non sono poi così lontani nel tempo, crediamo credibile l’ipotesi da cui partiamo, ossia che tali territori fossero stati ceduti al Comune di Sant’Elpidio a Mare per consentire di raggiungere la dimensione minima per ottenere il tribunale, con una scadenza precisa o, come abbiamo riscontrato ultimamente da altre testimonianza, con la restituzione qualora fosse venuta meno la motivazione, ossia la presenza stessa del tribunale. In entrambi i casi la condizione per l’annullamento dell’accordo e il rientro di tali aree nel territorio montegranarese si sarebbe verificata.
Chiarendo ancora una volta che siamo nel campo delle ipotesi se non delle leggende paesane, rimane comunque la possibilità che tutto questo possa essere vero. È per questo che Arkeo ha deciso di cercare di chiarire la questione nell’unico modo possibile, ossia cercando i documenti di quel periodo. Così già lunedì il nostro Presidente, Graziella Marziali, protocollerà la richiesta per avere il permesso di accedere all’archivio comunale di Montegranaro e poter ricercare le prove a favore o contro. A occuparsi della questione sarà Luana Damen, nostra socia ed esperta nelle ricerche di archivio. Non sarà un lavoro facile, forse non darà nemmeno frutti, ma Arkeo crede che sia giusto e doveroso occuparsene.
Ovviamente confidiamo nella collaborazione di tutti, prime fra tutte le Istituzioni cittadine, ma anche i Montegranaresi che siano a conoscenza di fatti relativi a queste vicende sono pregati di farcene partecipi. Vi terremo informati.

Luca Craia