sabato 16 aprile 2016

Referendum: l’imbarazzante silenzio della giunta Mancini.



A parte l’uscita, se vogliamo, estemporanea del Presidente della Provincia nonché assessore ai Lavori Pubblici, Aronne Perugini, che si è detto propenso a votare sì al referendum sulle trivellazioni salvo poi rifugiarsi in un imbarazzante quanto imbarazzato silenzio, il resto dei componenti la giunta Mancini, Sindaco compreso, non hanno fatto un fiato sulla questione. Imbarazzante, senz’altro, perché denota tutte le contraddizioni ideologiche e politiche di questa strana accozzaglia che governa Montegranaro.
In linea di principio ci si sarebbe aspettato uno schierarsi per il sì da gran parte dei consiglieri di maggioranza, essendo di area Pd non propriamente renziana (lo stesso segretario, Roberto Basso, nonché assessore all’ambiente, se ben ricordo, durante la lotta per la segreteria nazionale sosteneva Cuperlo mentre Perugini, addirittura, Civati, o viceversa). Da ciò, per coerenza e onestà intellettuale, un po’ più di impegno era auspicabile. Perché questo silenzio, allora?
Potremmo pensare che il renzismo nel Pd abbia ormai trionfato annichilendo ogni pensiero discordante, come del resto cercano di fare gli stessi membri del governo montegranarese nei confronti del dissenso locale, minacciando addirittura azioni legali se uno soltanto osa criticare (vedi il caso mio specifico). Il punto, però, secondo me è un altro ed è dato dall’ingombrante presenza dell’estrema destra ubaldiana nella maggioranza. Ubaldi e Gaudenzi rappresentano la contraddizione più forte di questo schieramento, una visione politica e sociale molto distante da quella che dovrebbe appartenere a uomini culturalmente di sinistra (ammesso che ancora lo siano). Ecco allora l’ennesimo esempio di sacrificio della propria identità culturale per non urtare l’ingombrante e irascibile alleato di destra.

Luca Craia