mercoledì 16 marzo 2016

Passaparola: vogliamo creare il museo dei ricordi



L’idea è venuta chiacchierando con un amico del Gruppo di Discussione de L’Ape Ronza, su Facebook. Questo amico si trova per casa alcuni oggetti che fanno parte della storia montegranarese e si domandava quanti altri nostri concittadini ne abbiano, magai in cantina o in soffitta: lettere, fotografie, oggetti, utensili, cartelli, manifesti e qualsiasi cosa possa portare la nostra mente nel passato. Perché non raccoglierli e allestire un piccolo museo della nostra memoria, dei nostri ricordi? Questo amico metterebbe anche a disposizione uno spazio per creare l’allestimento.
Così, in qualità di consigliere e presidente emerito di Arkeo, ho girato la proposta al nostro presidente che l’ha accolta con entusiasmo. Creare una sorta di esposizione dell’archeologia moderna montegranarese è pienamente in linea con gli scopi sociali del nostro sodalizio. Per cui eccomi qua a lanciare un appello ai lettori dell’Ape: se avete in casa o da qualche parte oggetti che possano essere esposti in questo progetto fatecelo sapere. Contattateci per e-mail (laperonzablog@gmail.com) o al telefono di Arkeo: 342.5325172). Costruiamo insieme il museo dei ricordi dei Montegranaresi.

Luca Craia

Gli industriali montegranaresi e il Cristo redentore dell’acquedotto.



Era stata posta in cima alla torre dell’acquedotto all’inizio degli anni ’50 e lì era rimasta finchè, cedendo agli attacchi delle intemperie, si era sbriciolata precipitando a terra nei primi anni ’90. La statua del Cristo Redentore, voluta da un gruppo di montegranaresi di buona volontà che la finanziarono a suo tempo, era rimasta al suo posto per oltre quarant’anni, ed era diventata uno dei simboli di Montegranaro perché da lontano la si poteva scorgere quasi in antitesi al “palazzaccio” posto sull’altro lato del crinale.
Oggi è ancora una volta un gruppo di Montegranaresi, per lo più industriali, a voler rimettere in cima alla torre una statua del Cristo in tutto simile a quella che andò perduta circa venticinque anni fa. Una cordata di persone innamorate del proprio paese che hanno deciso di ricollocare una statua in materiale sintetico in cima alla torre. Si stanno già muovendo, hanno preso contatti con chi la produrrà, hanno i preventivi. Ora si tratta di ottenere i permessi dalla proprietà della costruzione.
Un’unica remora: la presenza di quell’accozzaglia di antenne telefoniche poste lungo i lati della torre. I finanziatori di quest’opera reputano la massiccia presenza di ripetitori, al di là della loro pericolosità per i cittadini che vivono lì intorno, un fattore antiestetico importante tanto da poter vanificare l’effetto positivo della statua. Sarebbe, quindi, un ulteriore buon motivo per toglierli o, quantomeno, ridurli di numero.
In ogni caso c’è da augurarsi che l’iniziativa vada a buon fine e che Montegranaro riacquisti uno dei suo simboli perduti.

Luca Craia

Ma quanto sono impegnati in piazza?



Devono essere davvero oberati di lavoro i nostri amministratori. Devono averne talmente tante da seguire che, alla fine, non riescono a seguirle tutte. Perché sennò non si spiega come sia possibile che tanta roba non la vedano, gli sfugga, accada senza manco che se ne accorgano. Per esempio il piano antenne richiesto dal Movimento 5 Stelle e approvato il 10 aprile di un anno fa. E dopo quasi un anno nessuno ci ha messo meno. Va bene i tempi tecnici, ma un anno… E nel frattempo che succede? Succede che qualcuno approfitti della cosa e ceda un terreno in pieno centro abitato a un gestore telefonico che ci sta erigendo un antennona megagalattica che sparerà onde elettromagnetiche sulla testa (e anche altrove) degli abitanti di mezza San Liborio. Un qualcuno che vive altrove, evidentemente, magari in un altro paese e non si pone il problema perché, tutto sommato, non lo riguarda.
Ma il problema se lo dovrebbe porre l’assessore Basso. Quello stesso Basso che ci aveva promesso i cestini per le deiezioni canine, ricordate? Le avete viste voi? Quello stesso Basso che ancora non è stato in grado (mica per colpa sua) di far partire la nuova gestione dei rifiuti a quasi un anno dalla gara di appalto. Quello stesso Basso che era interlocutore dei 5 Stelle per le Consulte di Quartiere e per il baratto amministrativo, tutte cose di cui si sono perse le tracce.
Allora io mi chiedo: ma quanto sono impegnati questi nostri amministratori, se non riescono a portare avanti nemmeno gli impegni presi? E quando ci promettono qualcosa, quanto tempo passerà prima che la realizzino, sempre che la realizzino? Perché andare sul giornale con buoni propositi e promesse è facile, mantenerle un po’ meno. Specie quando si preferisce occupare tempo in opere procrastinabili ma che danno visibilità piuttosto che preoccuparsi, per esempio, della salute dei cittadini, visto che le antenne tanto bene non dovrebbero fare.

Luca Craia