domenica 24 gennaio 2016

Arkeo alleggerisce la cultura e fa divertire il pubblico



La formula di “contaminare” e intrecciare vari aspetti della nostra cultura e presentarli con una forma leggera che mescola musica a poesia, storia a recitazione funziona e piace. Questo pomeriggio Arkeo, in collaborazione con il Gruppo Teatrale Montegranaro e il coro Crypta Canonicorum, ha riempito l’oratorio di San Giovanni Battista in Montegranaro di un pubblico esigente e colto che ha molto gradito e, soprattutto, si è divertito in questo viaggio nella storia e nella cultura marchigiana, con particolare attenzione per la figura femminile.
L’idea, partorita dal presidente di Arkeo, Graziella Marziali, e sviluppata in una splendida fusione di menti fertili con Maghì Allegri, Annalia Valentini ed Emiliano Finucci, ha mescolato l’arte, la letteratura, la poesia e la musica di un lungo periodo storico che parte dal 1200 e termina nel 1600. Molto gradita dal pubblico l’idea di servire le frittelle di fichi di cui è stata data lettura della ricetta antica del 1400.
Lo spettacolo culturale serve anche a dare il la a una serie di eventi intitolati “I venerdì di Arkeo” nei quali percorreremo l’arte e la cultura del ‘700, dell’800 e del ‘900 con appuntamenti mensili che partiranno dal 26 febbraio.
Un nuovo modo di divulgare la cultura, quasi giocandoci, rendendo l’esperienza culturale, oltre che momento di arricchimento interiore, anche occasione di svago e di divertimento.

Luca Craia

Il vicesindaco col silenziatore



Di tutta la bruttissima polemica innescata dall’amministrazione comunale sul presepe vivente, della quale, per quanto doloroso, è bene tenere memoria per avere un’idea precisa della qualità umana di chi decide per nostro conto, rimane un fatto positivo: il silenzio del vicesindaco. Ubaldi non parla più di politica, almeno non lo fa sui social, e questo, pur essendo per me un problema perché mi priva di una delle mie fonti di ispirazione predilette, è un fatto estremamente positivo perché fa cadere uno degli elementi principali che hanno causato l’avvelenamento della politica montegranarese.
Ubaldi ha sempre usato la sua pagina Facebook come la finestra del duce, dove affacciarsi e fare proclami. Ma la usava anche per tirare bombe mediatiche agli avversari e insultare i cittadini rei di essere critici nei suoi confronti. Quante accuse di gufaggio, quante persone trattate da “sfigato” su quelle righe. Ebbene, dopo la fantastica sparata contro il presepe vivente, prontamente rimosa dal provvidenziale ditino innocente di una creaturina, almeno secondo la spiegazione, invero un po’ risibile, data dall’autore della suddetta sparata, è calato il silenzio. Ora si parla di calcio, di spettacoli, d’altro insomma, ma non di politica nostrana.
Se questo silenzio sia la conclusione di un ragionamento fatto dal nostro vicesindaco, tramite il quale debba aver finalmente concluso che stava esagerando (a dir poco) o se sia un silenzio indotto dagli alleati di governo, forse stanchi di essere danneggiati dalle escursioni mediatiche della seconda carica cittadina, poco importa. Quel che conta è che possiamo goderci, finalmente, un po’ di calma e un po’ di distensione, che possiamo risparmiarci nuovi insulti e offese.
Ben inteso: il veleno non veniva solo da lì; anche il Sindaco non scherza e, ultimamente, il Presidente della Provincia di Fermo se la cava piuttosto bene a cattiverie e spocchia, ma la fonte primaria, al momento, non butta più. Un po’ mi dispiace, perché, confesso, mi manca molto la lettura quotidiana delle amenità ubaldiane. Ma va bene così, nella speranza che duri.

Luca Craia

sabato 23 gennaio 2016

Referendum scolastico: resta tutto com’è. Il silenzio dei delusi.



Credo che il risultato del referendum scolastico sia una grande delusione per chi sperava di modificare a proprio piacere (e tornaconto) l’orario scolastico anche e soprattutto a discapito della qualità dell’insegnamento e dei ragazzi stessi. La gente ha votato facendo raggiungere al quesito il quorum necessario per essere valido. Ha votato contro ogni previsione e ha votato per mantenere le cose come stanno. Ha vinto la proposta D, quella che non modifica niente perché non c’è niente da modificare se non per eliminare servizi e abbassare la qualità. E ha vinto nonostante trucchetti come quello di accorpare e sommare il quesito A e B che, invece, volevano stravolgere tutto. Ha vinto contro una campagna formidabile effettuata con ogni mezzo perché passasse il messaggio sbagliato che si doveva tornare all’antico, a quella settimana lunga che non ha una sola ragione positiva di essere. In sostanza ha vinto il buon senso e hanno vinto i ragazzi.
A perdere invece è la politica nella scuola, la strumentalizzazione di tutto, il pressappochismo di chi si lascia strumentalizzare. Ha perso quella brutta politica che da qualche tempo governa o vuole governare ogni respiro di Montegranaro e che ha cercato, fortunatamente senza riuscirci, di impossessarsi anche della scuola cercando di abbassarne la qualità e attaccando il futuro stesso dei nostri ragazzi. Ha perso la cattiveria, hanno perso le malelingue, hanno perso livore e intenti vendicativi.
La scuola ha bisogno di evolversi, non certo di involversi tornando a vent’anni fa. Ora speriamo si metta un punto a capo e si riparta. Coloro che hanno fatto crociate politiche laddove dovrebbe regnare solo l’intento educativo tornino finalmente sui propri passi, tacciano per un po’ e poi comincino a fare davvero l’interesse dei nostri giovani. E comincino a pensare a come migliorare e non a come accontentare il potente di turno. In quanto al potente, sarebbe ora che cominci a trarre le conclusioni del suo scellerato operato, visto che, ultimamente, Montegranaro sta chiaramente dicendo che non ne può più di arroganza e cattiveria.

Luca Craia