giovedì 5 novembre 2015

La malafede di vedere sempre la malafede.



Mi ha fatto sorridere la solita presa di posizione, gratuita, inopportuna e velenosa come d’uso ormai acquisito, da parte del Vicesindaco Endrio Ubaldi dopo la pubblicazione sulla pagina Facebook dell’Ape, domenica scorsa, delle foto che un amico mi ha inviato e che documentavano il rogo della macchina in via Rimembranze. Ve le riporto copiando e incollando, e questo lo farà arrabbiare perché lui non fa copia e incolla, non fa mai nomi, non è mai esplicito, quasi a volersi creare un alibi. Del resto è avvocato e sa come difendersi. Io che avvocato non sono, invece, i nomi li faccio senza paura. Ecco quanto scrive sul suo profilo Facebook:
“Solo per far capire dove arriva la malafede, un piccolo ma significativo episodio. I vigili urbani da sempre entrano in servizio alle ore 07;30 e smontano alle ore 19;30. Ieri in particolar modo notevole impegno con la festività di tutti i Santi. Ebbene ben oltre le ore 20;00 della giornata di ieri va improvvisamente a fuoco un'autovettura in Viale Rimembranze, invece di elogiare i Vigili del Fuoco, che sono il corpo preposto a tale situazioni ed i Carabinieri giunti celermente sul posto, facendo il turno serale, si cerca di gettare fango sui vigili urbani, che non sarebbero stati presenti sul posto. Le pattuglie serali il Comune può disporle solo nel periodo estivo quando ci sono 2 unità a tempo determinato, perchè attualmente, con le assunzioni assolutamente bloccate, con 5 unità a tempo indeterminato ed un solo agente a tempo determinato, è già un'impresa coprire 12 ore quotidiane. Per la cronaca, Sant'Elpiido a Mare che ha 10 unità a tempo indeterminato nle periodo invernale completano i turni alle ore 20;00. Quando si vuole sempre e solo far polemica, per strumentalizzare tutto, non si perde di certo occaione.”
Si riferirà a L’Ape Ronza? Secondo me sì ma, qualora non fosse, mi scuso in anticipo nella speranza di spiegazioni convincenti. Cosa si evince da queste parole? Prima di tutto, come al solito, si cerca di spostare il punto focale della questione non sul fatto che nessuno è intervenuto per tempo a parte i Vigili del Fuoco ma sulla critica (inesistente, la critica era verso il mancato intervento delle Polizia Municipale per regolare il traffico e scongiurare pericoli per i passanti) verso questi ultimi e i Carabinieri. Secondo: non si prende atto del fatto che un turno così breve per la Polizia Municipale possa rappresentare un problema ma si prende la solita scusa della mancanza di fondi e personale. Un buon amministratore non dovrebbe farsi scudo di un problema, dovrebbe cercare delle soluzioni.
Terzo: si risponde a una critica con la critica. Si fa opposizione all’opposizione. Non si fa tesoro della segnalazione di un disservizio ma ci si inalbera e si punta il dito contro chi segnala. Segnalare un disservizio è un servizio esso stesso e una persona intelligente e in buona fede dovrebbe accogliere la critica e cercare dialogo e soluzioni. Ma è molto più facile arrabbiarsi e digrignare i denti. Ed è molto più comodo continuare a esercitare il ruolo di oppositore piuttosto che di amministratore. Si fa opposizione all’opposizione ma anche alla società civile che chiede risposte.
Chiudo col pensiero di un amico venuto fuori durante una conversazione informale dietro le mura. Questo amico disse a un sostenitore dell’amministrazione Mancini (ebbene sì, nonostante tutto ancora ce ne sono): “se date retta a questo qui (indicava me) anziché arrabbiarvi, vi farà vincere le prossime elezioni”.

Luca Craia

Vatileaks e come vanno le cose in questo Paese



Non che io creda che non sia vero che, per esempio, il cardinal Bertone viva in un appartamento i extralusso e magari l’abbia pagato con soldi che non gli competessero. E credo anche che, in linea di massima, esista un clero corrotto, arrivista, cinico che, di fatto, zavorra e affossa ogni sforzo di riformare e rendere più credibile la Chiesa Cattolica. Del resto, come ho più volte detto, la Chiesa è l’organizzazione più grande e complessa che esista al mondo ed essendo umana racchiude in sé tutto il male e il bene del mondo.
Ciò che dovrebbe quantomeno meravigliare è il fatto che tutto questo venga agli onori delle cronache in momenti ben precisi. Tipo questo. Papa Francesco fa politica e la fa bene. È progressista nel modo giusto, sta riformando la Chiesa partendo dai suoi gangli più nascosti ma sta anche comunicando in maniera perfetta fornendo una nuova immagine che piace e conquista anche i laici e i non credenti. Ma, soprattutto, parla di temi socialmente e politicamente importanti e lo fa in un modo spesso molto più moderno dei politici. Evidentemente questo a qualcuno non piace.
Una volta i Papi scomodi li ammazzavano. Benché ancora non ne esista la prova, siamo tutti convinti che Giovanni Paolo I sia stato fatto fuori. Oggi non li ammazzano più, almeno non fisicamente. Oggi li delegittimano con la diffamazione, il discredito, facendogli terra brucata intorno, dando un’immagine distorta che, mano a mano, diventa reale nelle coscienze della gente. E così oggi sappiamo che ci sono cardinali che si fanno appartamenti principeschi con i soldi dei bambini malati. E lo sappiamo dopo la falsa notizia che il Papa ha un male al cervello che, badate bene, è sì benigno ma lo fa sragionare. E questa notizia falsa viene diffusa da giornalisti indegni all’inizio dell’ultimo Sinodo, quasi in contemporanea col cardinale omosessuale che fa coming out. Insomma, è in corso un papicidio senza spargimento di sangue. Come, del resto, oggi si fa in politica, anche a livelli molto bassi, anche nei nostri paesini. Non uccideranno papa Bergoglio, ma cercheranno di distruggerne l’immagine e le dignità. Ma non sarà facile.

Luca Craia

mercoledì 4 novembre 2015

Il centro storico che muore. Forse è ora di arrabbiarsi di nuovo.



Vorrei fare una brevissima analisi della situazione del centro storico montegranarese allo stato di oggi. Me ne occupo da decenni ma la mia azione si è intensificata nel 2009 con la nascita del blog L’Ape Ronza che, tra i vari argomenti trattati, ha sempre posto la questione del degrado del nostro centro storico come prioritaria e principale. Ho lavorato nell’associazionismo culturale per rivalutare il nostro patrimonio artistico e storico, ma sempre con l’occhio rivolto verso le problematiche della città vecchia e cercando, tramite il recupero culturale delle nostre radici, di portare nuova linfa al morente quartiere antico.
Ebbene, ad oggi devo dire che non ho, anzi, non abbiamo ottenuto nulla. Nel senso che, se all’inizio la spinta era forte e potenzialmente in grado di produrre effetti, col tempo si è affievolita anche per una sorta di assuefazione da parte degli stessi cittadini montegranaresi. Va anche detto che, nel frattempo, il degrado si è esteso ad altri quartieri e oggi Montegranaro vive una situazione di profondo disagio urbanistico dove il centro storico è, comunque, la problematica più seria.
Non abbiamo prodotto un grande risultato. Questo per molti motivi, il principale dei quali è forse il forte e costante inquinamento dell’azione spontanea e popolare da parte di personaggi legati alla politica che hanno condizionato i rapporti tra le persone e la loro azione. La continua tessitura di trame da parte di taluni personaggi che hanno giocato con la questione per trarre vantaggio politico e visibilità ha deteriorato l’entusiasmo con cui, nel 2010, nascevano tante iniziative per rilanciare il centro. Oggi queste persone sono, fortunatamente e finalmente, piuttosto emarginate dal panorama del volontariato associativo e forse possono esserci i presupposti per riprendere qualche buona iniziativa.
Nel frattempo, però, c’è la politica che, se ha sempre fatto poco e male, oggi fa niente e peggio. A parte le comparsate sui giornali di qualche assessore che si bea di proposte illusorie fatte nell’assenza di un progetto globale, assistiamo a un disinteresse pressochè totale da parte degli amministratori verso il problema, forse troppo complesso e sicuramente poco remunerativo da un punto di vista elettorale. Così, a parte le case a 1 € tanto sbandierate ma sostanzialmente naufragate, le politiche per il contenimento dei piccioni mai decollate, tocca constatare che, nonostante ci sia una delega specifica con tanto di assessorato per il centro storico, l’attuale amministrazione propone il nulla, non ha un progetto, non ha la minima idea di che fare sempre che si sia mai posto il problema. Forse è il caso che i cittadini tornino ad arrabbiarsi.

Luca Craia