mercoledì 12 agosto 2015

Ristoranti chiusi. Fare turismo senza servizi? Fare turismo senza un progetto?



Ieri sera ho ricevuto questa mail da un lettore dell’Ape che, visto il clima intimidatorio nei confronti di chi osa criticare, preferisce restare anonimo:

Caro Luca
Stasera ti voglio dare lo spunto per uno dei tuoi articoli pungenti che appaiono sul tuo blog.
Mai visto questo paese così disastrato. Stasera ti volevo rendere partecipe di quanto mi è successo insieme a qualche altro sventurato che cercava un locale aperto per cena.
Dopo aver girato tutti e tre i quartieri del paese ho constatato che tutti i ristoranti e pizzerie sono CHIUSI !!!
In barba agli assessori alle attività commerciali, sindaci, vicesindaco è tutti coloro che pensano solo a farsi fare fotografie con le fasce tricolori e se ne sbattono i "cosiddetti" delle attività di paese.
Ciao e scusami dello sfogo
Buona serata

Non voglio avventurarmi in ulteriori analisi dell’operato dell’assessorato al turismo montegranarese, ma vorrei sottolineare che, proprio ieri, l’associazione accreditata, per conto del Comune di Montegranaro e dell’Assessorato al Turismo, accompagnava alcune persone in visita al paese in orario preserale. Dove li avranno indirizzati per cena? Perché, vedete, se il turismo non genera economia, non è poi così utile. E un assessore un piano in questo senso lo dovrebbe avere, altrimenti si sprecano solo tempo e soldi.

Luca Craia

Se questo è sport



Non commento, perché ogni volta che commento su questi fatti ci sono i soliti mentecatti che mi rovesciano addosso tutta la rabbia e le psicosi che hanno dentro con insulti e minacce (e anche questo dovrebbe far riflettere, ma non lo fa). Vi posto la foto dell’articolo del Corriere Adriatico di oggi sperando che qualcuno lo legga e che noti alcuni particolari. Sono sette i denunciati, non uno o due. C’è voluta l’identificazione fotografica da parte della vittima, non ci sono state testimonianze, non ha parlato nessuno. Io non dico altro. Fate voi.

Luca Craia

martedì 11 agosto 2015

Piccionman e la conta dei piccioni



Gotham City, 3,45 am, a telephone is ringing.

- Hallo?
- Pronto, Piccionman!
- Ahò, chi ssi?
- Non ha importanza, so un amico de Montegranà.
- Che cazzarola voli a st’ora? Lo sai ch’ora ad’è qua?
- No, ch’ora ad’è là? Qua ad’è le 10 de matina.
- Ecco, qua no, porcazzozza!
- Stavi a dormì?
- A le tre e tre quarti? Nooooo, stavo a jocà a rutola in mezzo a la strada.
- Ah sci? E perché non dormi?
- Ma vaff….. Vavè, dimme che voli cuscì me reppuglio.
- C’emo un problema. L’assessore a lo centro storico è convinto che ci sta cinquecento picciù. Quilli che vive dentro lo centro storico dice che ce ne sta almeno dieci orde tanti. Non ce se capisce più cosa. Bisogna che ce veni tu e ce juti a contalli.
- Ma famme capì… quisso non li po rcontà per esse sicuro?
- Ma vanne, ha ditto che ne d’è cinquecento e cinquecento ne dev’esse. S’è fatto jutà pure da lo vetrinario, mica scherzi.
- A Montegranà cinquecento picciù ad’è solo quilli che sta sotto lo tetto de lo Comune. Vavè, rvengo tra mpar de jorni e li contemo.
- Ma come fai a contalli?
- Li metto tutti in fila indiana e li conto uno per uno, come voli fa?
- Non c’ero pensato.
- Sci però diglie all’architetto che deve sta loco co me a contà, e se se sbaglia rcumincia da capo. Addè rvaco a dormì. Bonanotte.

La promozione turistica montegranarese ai tempi dell’Architetto


Lo stand di Arkeo a Villa Vitali durante uno spettacolo del trio Macchini, Gallucci e Rocchi nel 2014.


Parto incensandomi un po’; visto che i meriti non te li riconosce nessuno facciamo self service. L’associazione che ho fondato e che presiedo dal 2011, Arkeo, fa promozione turistica fin dai primissimi giorni di vita. Lo fa attraverso diversi canali: il web, i contatti con altri operatori, gli accordi con le associazioni turistiche e delle guide abilitate, lo scambio tra gestori di siti rilevanti e, infine, attraverso la presenza fisica sul territorio. I nostri volontari, negli scorsi anni, si recavano presso altri comuni della zona dove si svolgevano manifestazioni di richiamo per distribuire materiale promozionale su Montegranaro ai turisti. Il risultato è che, se prima di Arkeo a Montegranaro venivano duecento persone, nel 2014 ne abbiamo contate oltre 3000. Mi pare notevole.
Arkeo ha rallentato la sua azione promozionale nell’ultimo anno. Lo ha fatto perché, pur avendo messo a disposizione della nuova amministrazione comunale le nostre competenze, la nostra organizzazione e il nostro impegno, il governo montegranarese ha preferito avvalersi della collaborazione dell’Archeoclub locale, sicuramente più blasonato di noi ma con nessuna esperienza in materia. Si potrà obiettare che, se davvero amiamo la nostra terra dovremmo continuare a lavorare come abbiamo sempre fatto. In parte lo stiamo facendo, garantendo le aperture di Sant’Ugo e organizzando numerose iniziative che promuovono la nostra città. Però, visto anche l’atteggiamento dell’Archeoclub, molto impegnato a caricarsi di meriti e risultati che appartengono a noi (anche grazie alla confusione che ancora regna tra i due nomi delle nostre associazioni) e a mettersi costantemente in posizione concorrenziale e ostile rispetto alla nostra associazione (a proposito, andate a leggervi come ricostruiscono la nascita della loro associazione sul loro sito, con una sequenza di invenzioni e falsità incredibili) abbiamo umanamente creduto opportuno rallentare perché lavorare a favore di chi ti prende a pesci in faccia sarebbe stupido.
Nel contempo chi fa promozione? L’assessore al turismo no. L’architetto Beverati, molto impegnato a trovare sempre nuovi spunti per comparire sul giornale, non ha preparato un volantino da distribuire sulla costa (noi li avevamo fatti a spese nostre), non ha fatto un manifesto, una brossure. C’è la splendida occasione del Veregrantuor che porta il nome di Montegranaro in giro per le Marche ma non c’è nessuno del Comune a fare promozione, a distribuire materiale, a invitare la gente a visitare Montegranaro. Poi si attende che il turista venga da sé. Forse verrà, anche perché, comunque, il lavoro intenso che abbiamo fatto in passato non è certo sparito nel nulla, ma se questa è l’idea di turismo che ha l’assessore Beverati forse sarebbe il caso che torni a occuparsi di architettura.

Luca Craia