lunedì 10 agosto 2015

Cinquestelle collaborativi? E l’opposizione? Tutti puntano sulle associazioni.



Se, da un punto di vista meramente teorico, l’atteggiamento adottato dal Movimento 5 Stelle di Montegranaro può essere considerato corretto, in pratica poi produce una serie di conseguenze negative che gli esponenti pentastellati dovrebbero iniziare a valutare. La posizione “collaborativa” assunta fin dall’immediato dopoelezioni dal movimento nei confronti della maggioranza finora ha solo danneggiato il movimento stesso e, di conseguenza, la cittadinanza che si vede rappresentata all’opposizione in modo poco incisivo. Ho avuto modo di manifestare queste considerazioni all’amico Carlo Pirro e torno a ribadirlo perché non è questione di poco conto. Il ruolo dell’opposizione è fondamentale nel processo democratico e va affrontato con la massima attenzione. Un’opposizione poco efficace è dannosa e pericolosa perché dà modo al governo di muoversi senza il controllo dovuto. I Cinquestelle dovrebbero averlo capito, dopo il trattamento subito con la proposta di istituzione di una commissione sui debiti fuori bilancio, ma inspiegabilmente continuano a proporsi come sponda su determinate questioni.
E una di queste questioni è legata al mondo associativo. I Cinquestelle propongono di studiare insieme una sorta di consulta delle associazioni per evitare che si verifichino incongruità e disparità di trattamento come recentemente avvenuto (e tutt’ora sta avvenendo). Giusto, ma le associazioni, in tutto questo sono state sentite? Non sarebbe stato più opportuno e coerente con le linee guida del movimento prima ascoltare il parere delle associazioni e poi, magari, avanzare proposte al Sindaco?
Il mio parere, in conclusione, è che l’opposizione debba fare l’opposizione e lo debba fare senza sconti, se vogliamo anche in maniera feroce perché, oggi più che mai, la politica è fatta anche di comportamenti che meritano la massima vigilanza, è fatta anche di azioni poco chiare e di interessi non proprio legittimi. Per questo l’opposizione non può essere collaborativa. Magari sia costruttiva ma collaborativa proprio no.

Luca Craia

Videosorveglianza fatto positivo a patto che si rispettino i cittadini.



È diventata consuetudine schierarsi, fare partito su ogni questione, stare col bianco o col nero, ignorando l’intera gamma di colori che c’è in mezzo. E, una volta fatto questo, è naturale spararsi addosso, non sempre solo in senso figurato. Tutto questo, poi, può essere abilmente manovrato dal potere che si rafforza quando alla base c’è divisione. Accade ormai su tutto, accade coi Marò, accade con la Tav, accade con l’immigrazione. Ignorare le sfumature, schierarsi irreversibilmente, sposare in toto teorie altrui crea i presupposti perché la soluzione non si trovi, perché rende impossibile avvicinarsi e trovarla in quanto la soluzione, di solito, sta in mezzo.
Nel nostro microcosmo politico cittadino questo sta avvenendo con la questione delle telecamere. Tra chi se ne frega e chi non se ne vuole occupare si stanno formando due fazioni ben distinte che sono, molto semplicemente, quella dei pro e quella dei contro. Mi hanno messo, mio malgrado e per altrui tornaconto, in quella dei contro e vorrei, con queste poche righe, cercare di far capire che, invece, contro non sono ma con dei distinguo importanti.
La telecamera di videosorveglianza, come ho più volte scritto in queste pagine, è uno degli strumenti che abbiamo a disposizione per combattere criminalità, vandalismo e degrado. Può essere un valido deterrente e può aiutare a scoprire gli autori di determinati atti. Certamente non è l’unica soluzione e va accompagnata con azioni di prevenzione, con progetti di recupero urbano, con iniziative di rilancio sociale. Inoltre il sistema deve funzionare, sia tecnicamente sia nel perseguimento dei reati. Qualora si capisse che, nonostante la videosorveglianza, eventuali infrazioni restassero impunite, le telecamere sarebbero più dannose che benefiche. E questo, vista le leggi in vigore, potrebbe capitare con una certa facilità.
C’è un altro punto, però, che mi preoccupa ed quello legato al diritto alla privacy del cittadino. Chi controlla le registrazioni? C’è qualcuno fisso davanti ai monitor? Chi ha accesso a monitor e dati? A questa domanda, posta da un cittadino sulla sua pagina Facebook, il vicesindaco ha risposto di non poter fornire queste informazioni perché riservate. Ecco, io credo che queste informazioni, invece, non dovrebbero essere riservate perché, con cinquanta e passa telecamere in giro per il paese, vorrei essere tranquillo sul fatto di non poter essere spiato da nessuno (specie in un momento in cui il mio vicesindaco si adopera in indagini per scoprire l’identità di cittadini rei di non essere d’accordo con lui).  Tra le tante chiacchiere che ho sentito sull’argomento “videosorveglianza” manca proprio quella tranquillizzante, quella che ci spieghi che nessuno potrà spiarci, che nessuno potrà visionare le immagini se non le forze dell’ordine, che nessuno potrà utilizzare un sistema di per sé utile alla collettività per altri fini che non siano la pubblica sicurezza.

Luca Craia

sabato 8 agosto 2015

Per l’esito del bando “immondizia” ci vorrà tempo. Basso finalmente ci informa.



Circolavano strane voci sul bando ormai scaduto per la raccolta dei rifiuti solidi urbani, voci che parlavano di qualche tipo di problema tecnico nel bando stesso che ne stesse causando il ritardo nell’esito. Oggi, finalmente, ho avuto modo di confrontarmi con l’assessore Roberto Basso che ha smentito ogni voce e ha spiegato che il ritardo nell’assegnazione della gara è dovuto a questioni burocratiche ma nulla più. “C’è stata la seconda seduta lunedì scorso” dice Basso, “seduta in cui si è entrati nel vivo cominciando la comparazione delle offerte tecniche. Ne serviranno almeno altre due che verranno fatte appena le ferie.” Quindi i tempi si dilatano. Ci sono stati anche altri inconvenienti che stanno ritardando l’assegnazione. “Il ritardo è dovuto al fatto che, oltre all'esclusione di una ditta che poi ha fatto ricorso, c'è stato il sorteggio di una ditta per produrre la documentazione per alcuni smaltimenti; avevano dieci giorni per farlo e se li sono presi tutti. Non è un bando a massimo ribasso, quindi non si deve trovare solo chi offre di meno.
A questo punto ho chiesto all’assessore se le voci che giravano fossero fondate. “Chi aveva problemi o dubbi sul bando ha posto quesiti e ha avuto risposta che ancora tutti possono vedere sulla pagina del bando. Una volta chiusi i giochi i rallentamenti sono stati quelli che ho detto prima, le voci sono voci”. Quindi si direbbe tutto bene e a settembre sapremo chi si è aggiudicato l’appalto per la gestione dei rifiuti montegranaresi e, forse, vedremo una Montegranaro un po’ più pulita. Auguramocelo.

Luca Craia