martedì 16 giugno 2015

Le storie di Monte Franoso – Il giornaletto del Comune e i ragazzi in vacanza



L’amministrazione comunale di Monte Franoso era molto preoccupata. Già aveva vinto le elezioni per un pelo, con poco più del trenta percento, e quindi si sentiva piuttosto minoritaria in paese. Inoltre non aveva brillato per iniziative. Infine alcuni suoi esponenti sembrava si impegnassero per rendersi antipatici alla popolazione. Conseguenza evidente era un forte calo di popolarità, percepibile in maniera molto chiara. Per ovviare a questo decise di dare alle stampe un giornalino.
Si trattava del classico giornalino elettorale, che enumera le iniziative prese e pronuncia un sacco di buoni propositi per le iniziative future. Un giornalino elettorale strano, però, perché le elezioni non c’erano e, soprattutto, era pagato con le casse comunali, quindi coi soldi di tutti. Si disse che era un’indispensabile forma di informazione verso la cittadinanza e si fece fede sul fatto che i Montefranosini si arrabbiano solo se nomini la locale squadra di bocce, altrimenti puoi fargli quello che vuoi. Così il giornalino fu realizzato. E l’incarico di gestirne la grafica fu dato a persona di massima fiducia: il figlio del Sindaco in persona.
Ovviamente il ragazzo, molto dotato il questo campo, fece il lavoro gratis. Ma qualcuno fece notare che, per fare il lavoro di preparazione della pubblicazione, il ragazzo si era appoggiato nelle stanze comunali utilizzando i computer comunali e che tali computer potenzialmente danno accesso a un sacco di atti che non dovrebbero essere disponibili alla visura per un cittadino qualsiasi. E il figlio del Sindaco, per quanto figlio del Sindaco, è pur sempre un cittadino qualsiasi. Qualcuno si domandò come mai questo fosse stato possibile, poi cominciò il torneo estivo di bocce e la sagra della frittella fritta e tutti sorvolarono sulla questione.
Una nonna però disse: “mio nipote ha finito la scuola e sta a casa a grattarsi tutto il giorno. Quasi quasi lo mando in Comune a fare qualche lavoretto. Gratis, ben inteso. Basta che gli diano qualcosa da fare. Se così è stato per il figlio del Sindaco, non vedo perché mio nipote non lo debba fare”. La nonna accompagnò il nipote in municipio e si sentì dire che non si poteva, perché il ragazzo avrebbe potuto visionare atti coperti dal riservo di ufficio. La nonna disse semplicemente “e allora il figlio del Sindaco?” e tutti dovettero tacere. Il ragazzo fu messo a giocare al solitario col computer del Segretario Comunale.
La storia si seppe in giro. Altre nonne pensarono ai propri nipoti. Alcune mamme ai propri figli. Alcune mogli ai propri mariti sfaticati. In men che non si dica il Comune di Monte Franoso fu invaso da ragazzotti e uomini sfaticati che giocavano a tetris o andavano su Facebook coi computer degli impiegati. E gli impiegati? Furono mandati al mare, a spese del Comune e col pulmino del Comune. Passarono l’estate in spiaggia e presero lo stipendio senza intaccare le ferie.

Luca Craia

Ogni riferimento a fatti e personaggi reali è puramente casuale
 

Montegranaro, la pioggia e i topi



Quanti danni fa la pioggia a Montegranaro. Fa smettere di funzionare le telecamere di videosorveglianza (non funzioneranno mai: ogni tanto piove e se ogni volta vanno fuori uso per oltre una settimana ce ne facciamo poco). Fa franare le strade, fa allagare i campi, fa esondare i fiumi, ammucchia legname sotto i ponti come ci fossero i castori e nessuno la va a togliere, causando tappi che poi fanno esondare i di cui sopra fiumi. Entra nel tetto del municipio e infradicia la volta del teatro Novelli. Spacca l’asfalto appena fatto per la campagna elettorale.
Quello che non sapevamo è che la pioggia favorisce il proliferare dei ratti. Lo apprendiamo, per caso, sbirciando nell’albo pretorio del Comune, dove viene pubblicata una determina del Servizio Ecologia che annulla il pagamento di una fattura relativa alla derattizzazione perché questa non è mai stata effettuata. Il motivo è semplice e comprendibile: pioveva e mettere le esche con la pioggia è, logicamente, inutile. Ben fatto, allora, il non pagare un servizio non svolto. Ma non mi risulta abbia piovuto in continuazione per mesi e mesi. Perché, una volta finita la pioggia, non si è provveduto a dare il servizio?
A Montegranaro ci sono ratti grossi come i gatti. Più volte ho ricevuto segnalazioni e pubblicato foto di roditori di dimensioni preoccupanti. Dire che la derattizzazione è necessaria e urgente è dire poco. Che si aspetta? Che smetta di piovere?

Luca Craia