sabato 6 giugno 2015

COME SIAMO CADUTI IN BASSO! - DI ANNALISA MINUTILLO




Non ci sono parole davvero, oppure ve ne sono molte che sarebbe meglio non scrivere qui..
Cercherò di essere educata e rispettosa anche se venire a conoscenza di episodi di questo tipo mi fa davvero provare tanta di quella rabbia che mi tremano le mani e digitare mi diventa difficile.
Viviamo in un paese che si definisce Cristiano e non siamo in grado di donarla questa cristianità, di farla nostra e di regalarla a chi ne ha bisogno .
Non accade a migliaia di chilometri da noi ma accede a Caste Bolognese .
Terminano le scuole , si allestiscono i campi estivi occasioni di socializzazione ed anche di aiuto alle famiglie che avendo spesso entrambi i coniugi che si recano al lavoro possono trovare un luogo sereno in cui mandare i propri figli per trascorrere dei giorni di relax dopo la maratona della scuola che dura tutto l’anno.
Ma poi ci si reca e ci si trova davanti a cartelli che parlano chiaro: “i campi estivi sono riservati solo a ragazzi normali”.
Ma stiamo scherzando? , ci vogliamo divertire con questa ironia che non fa ridere nessuno tanto meno chi (suo malgrado) la subisce?
E gli insegnamenti che la morale cattolica di accogliere tutti professa da secoli ormai dove sono andati a finire? Non so davvero se dare la colpa ai primi caldi a cui non siamo abituati oppure ad alcuni cervelli che sono andati in pappa ma qui di seguito potete leggere ciò che è accaduto.
Saverio Tommasi, papà di una bambina disabile, ha scritto una lettera aperta all’Istituto dei Salesiani, che per i suoi campi estivi nel Bolognese ha deciso di accettare allievi provenienti anche da altre scuole, «purché siano ‘normali’», come recita testualmente l’avviso visibile in foto.
Ecco il testo della lettera.

Caro istituto Salesiano,

sono Saverio, il babbo di Caterina. Ma sarei potuto essere il papà di Giulia, Marco, Sofia, Carolina, Gabriele, Lucia e tantissimi altri.
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Sono il papà di una bambina speciale, quella che nei vostri centri estivi non prenderete perché l’avete selezionata come ‘non normale’. Vi scrivo perché ho tanti altri amici ‘non normali’ e vorrei chiedervi con precisione cosa intendete per ‘non normale’.
Luigi porta gli occhiali, per esempio. Giulia ha quattro anni e mezzo e non parla bene, ma sta migliorando. Sofia ha otto anni e non parlerà mai, è sorda, però capisce tutto e si relaziona abbastanza bene, anche se già non sopporta gli stronzi.
Carolina ha sei anni ed è vanitosetta, le piacciono le codine e le mollette colorate, ma le piace anche prestare le sue mollette colorate alle bambine che non ce l’hanno (e questo in effetti non è tanto normale).
Gabriele ha sette anni e ha bisogno di essere imboccato; Lucia ne ha sei e mangia da sola da quando aveva due anni, però ogni tanto si blocca e inizia a tossire fortissimo, fa un po’ impressione perché poi è costretta a risputare il cibo sul piatto e rimane quella poltiglia lì nella scodella che fa un po’ schifo e allora guarda il suo babbo e gli dice: “puoi toglierla per favore?”
Alessio è bellissimo, con quei suoi occhioni a mandorla, è cinese. Agnese è bellissima, con quei suoi occhioni a mandorla, lei però ha la sindrome di Down. Poi c’è Lorenzo che non cammina anche se ha dodici anni, però si muove alla grande spingendo la sua carrozzina che sembra Alex Zanardi negli ultimi cento metri. Una volta ha provato a fare un salto con la carrozzina dalle scale e sono caduti tutti e due in terra. E io gliel’ho detto subito: ‘Lorenzo, ma non sei normale!’
Insomma, il concetto di normalità è molto relativo, e vorrei sapere quello del vostro istituto religioso. Perché Cristo gli invalidi li guariva. Non si pretende che voi facciate miracoli, per carità, però la possibilità della convivenza pensavo fosse il minimo sindacale, ma anche la cosa più bella che dei bambini e delle bambine possono imparare in un centro estivo. Ma forse mi sbaglio io, e la cosa più importante è ridurre al minimo le rotture di coglioni.
Sperando di aver toccato le corde giuste, un saluto cordiale,

Saverio Tommasi
Sono caduti molti valori soprattutto quello del rispetto per le vite altrui, ci riteniamo preparati e formati ma poi tutto ciò che è differente da noi ci spaventa, non sappiamo come fare per interagirci ed invece di ammettere le nostre fragilità, le nostre difficoltà scegliamo la strada più semplice allontanando da noi ciò che non siamo in grado di accogliere come dovremmo.
Lo vediamo in differenti ambiti , consideriamo i gay delle persone “malate” da poter guarire addirittura con le preghiere (così come circola in questi giorni sul web).
Non sappiamo trovare punti di contatto fra le differenti culture che potrebbero insegnarci tanto ed a cui potremmo insegnare altrettanto.
Non riusciamo a guardare gli altri perché dovremmo guardare noi. Questo padre è stato ancora educato a scrivere in questo modo in questa lettera , ed è stato ancora fiducioso nel credere ancora in questo istituto cattolico ma è anche doveroso ricordare che molti sacerdoti proprio quelli che puntano il dito contro cose immorali per loro sono poi gli stessi che quelle cose immorali le fanno con i bambini che vengono loro affidati abusandone e non certo per fare loro del bene ma per rovinargli l’intera esistenza.
Non ci si dovrebbe ridurre a fare segnalazioni per ricevere accoglienza ed amore , queste cose non andrebbero richieste ma donate esattamente come ha fatto il Signore senza scegliere fra le persone quelle che ci sembrano più affini a noi o quelle che ci possono tornare utili (come va molto di moda ultimamente).
Se è vero che si è tutti sotto lo stesso cielo dimostriamolo, se non si è in grado di garantire il servizio perché occorre del personale formato e preparato procuriamoci questo personale e facciamo anche trovare un lavoro a chi lo sta cercando così le opere di bene diventano molteplici con un gesto solo.
Smettiamo di nasconderci e di isolare le persone , di creare ulteriori problemi a chi ne ha già di suoi, porgiamola l’altra guancia anche quando a toccare quella di questi “Don” saranno le mani di chi magari non è così solerte nell’apprendimento ma possiede lo stesso sangue che scorre nelle loro vene , smettiamo di far vergognare anche Dio con le brutture che non ha di certo creato lui ma la cattiveria degli “uomini”!

Lucentini ha ragione ma il municipio è prioritario



Incontro presso la sede di Arkeo durante la campagna elettorale 2014 per discutere della situazione del teatro Novelli. All'incontro era presente l'assessore Perugini.

Sono d’accordo su quasi tutta la linea, riguardo a quanto affermato dal coordinatore della Lega Nord a Montegranaro, Mauro Lucentini, nel corso della sua conferenza stampa. In effetti Montegranaro non è mai stata così degradata, anche se va detto, per onestà, che il degrado non è cominciato l’anno scorso. Un anno di amministrazione Mancini, che a parole aveva promesso svolte epocali nella gestione del Comune e nei fatti denuncia inconsistenza, scarsa capacità ed una estrema leggerezza. e la conseguenza è che il degrado ha assunto proporzioni bibliche. Al già annoso problema del centro storico, per il quale non è stato effettuato alcun intervento se non alcuni di facciata, tanto per comparire sui giornali, si sono sommate situazioni già latenti che sono esplose in tutta la loro gravità in ogni zona urbana. Tutto questo mentre i nostri amministratori perdono il loro tempo (tempo pagato dai contribuenti) per fare campagne elettorali contro questo o quello, per mettere zizzania tra le associazioni, per insultare i cittadini su Facebook.
C’è un punto, però, che mi trova in totale disaccordo ed è quello in cui si invita l’amministrazione comunale a non intervenire sul municipio. Il palazzo comunale vede il proprio primo piano, quello che contiene, tra altri vani preziosi, anche quello splendido teatro Novelli oggetto di una lunga battaglia da parte mia e della mia associazione, versare in condizioni disastrose. Il tetto è un colabrodo e l’intero piano è diventato una piccionaia. Se non si interviene più che subito si rischia di perdere tutto.
L’Amministrazione Mancini aveva, già in campagna elettorale, indicato come prioritario un intervento sul municipio, salvo poi farlo scorrere almeno per il primo anno. Questo sicuramente avrà aggravato la già seria situazione. Nel programma elettorale c’era scritto che i soldi erano reperibili, che si sapeva come e dove prenderli. Quando si è scritto il programma si era (o si doveva essere) perfettamente a conoscenza della situazione economica del Comune, per cui oggi è lecito aspettarsi che un intervento in questo senso non debba gravare sull’amministrazione generale del paese e, quindi, non dovrebbe inficiare interventi in altri luoghi.
Mi auguro, quindi, che la ristrutturazione del Palazzo Comunale parta quanto prima e, comunque, che venga conclusa prima che passi un altro inverno e che i danni si sommino ai danni. L’assessore Perugini lo ha promesso anche poco tempo fa a mezzo stampa. E mi auguro che questo non vada a giustificare mancati interventi altrove perché situazioni di emergenza non ve ne sono state, si è solo tralasciata l’ordinaria manutenzione. In quanto alle casse comunali, pur non capendo come sia possibile che un giorno ci si lodi per tesoretti ritrovati e il giorno dopo ci si lamenti dei debiti (per aumentare le tasse), se i conti fatti nel programma elettorale erano esatti non dovrebbero soffrirne. La situazione economica, ripeto, era nota già ai tempi del Commissario e mostrarsi sorpresi e scandalizzati oggi equivale a dichiarare che, in cinque anni di opposizione, si sono soltanto scaldate le sedie.

Luca Craia

venerdì 5 giugno 2015

Lucentini convoca la stampa e spara ad alzo zero



Ci dà giù pesante, senza giri di parole, Mauro Lucentini, coordinatore della Lega Nord montegranarese ma anche consigliere comunale d’opposizione eletto nelle file di Viviamo Montegranaro con Gastone Gismondi nella conferenza stampa convocata per oggi. Accusa l’amministrazione Mancini di incapacità e immobilismo, di occuparsi di frivolezze e non di problemi seri: “mentre in amministrazione c’è chi si preoccupa di fare il presidente della provincia di Fermo (ammesso che esista), chi si incaponisce a fare le analisi del dopo voto (Roberto Basso) e farci credere che hanno vinto, chi si preoccupa di mandare sms per far votare Cesetti ed avere più spazio, Montegranaro cade a pezzi”. Accuse pesanti e, per la prima volta in una conferenza stampa di questo genere, suffragate da una serie di cartelloni 70X100 riportanti ognuno diverse zone di Montegranaro che versano in situazioni preoccupanti.
Ha gioco facile Lucentini, tra erbacce, strade sconnesse e disconnesse dalla realtà, sporcizia e degrado. Montegranaro non è mai stata un gioiello urbanistico ma negli ultimi tempi si registra un sensibile peggioramento.  E, mentre si assisteva all’asfaltatura elettorale “a toppe”, ampie aree urbane venivano completamente dimenticate da Comune e Provincia.
Non tralascia anche considerazioni politiche, il coordinatore della Lega montegranarese. “La maggioranza non dovrebbe stare molto tranquilla, perché se i partiti del centrodestra hanno totalizzato il 52,15%, i 5 stelle il 14,82%, è rimasto ben poco. Con lotte intestine a più non posso”. Del resto la matematica non è un’opinione, checchè ne dica il segretario del Pd. Roberto Basso o il Vicesindaco.
La Lega Nord Montegranaro si vuole occupare solo di problemi reali. Magari se tra sindaco ed assessori ci fosse stato qualche laureato in meno ed avessero fatto un po’ di vita associativa nella loro vita, secondo me oggi le cose sarebbero molto diverse”, chiude Lucentini. E, al di là delle lauree, forse un po’ di umiltà in più e qualche manica rimboccata non guasterebbero.

Luca Craia