giovedì 11 agosto 2016

Casa di San Serafino e festa patronale: il problema è più complesso



Condivido e rilancio quanto contenuto nell’articolo odierno del Corriere Adriatico relativamente allo stato di abbandono della casa natale di San Serafino. Sono anni che pubblico foto e articoli denunciandone il vergognoso degrado che testimonia anche una certa ipocrisia tutta montegranarese nella devozione al proprio Santo Patrono, fatta di fuochi e cantanti ma di pochissimo rispetto per la figura del Santo stesso.
Il problema, però, è ben più articolato di quanto riporta il giornale. La casa ovviamente non è più quella di Felice Piampiani, il nostro San Serafino. Negli anni ha subito tanti rimaneggiamenti da essere completamente stravolta da quella che poteva essere un’abitazione del XV secolo. Ma insiste nel luogo dove il Santo nacque e, solo per questo, dovrebbe avere trattamento molto migliore. La casa è privata, ma credo che il proprietario non farebbe difficoltà di fronte a un progetto della comunità cittadina per realizzarci qualcosa di importante, come un museo sul Santo o sui tesori d’arte montegranaresi, oggi sparsi in ogni dove.
Occorre quindi pensare a un progetto e finanziarlo. Da anni suggerisco l’idea di utilizzare parte dei fondi raccolti dal Comitato Festeggiamenti. Il Comitato opera da tempo e ogni anno raccoglie fondi ingenti che vengono destinati all’organizzazione della festa ottobrina. Non so se i soldi raccolti vengano spesi tutti o se vadano a formare un eventuale fondo di emergenza. Purtroppo i bilanci del comitato non sono mai stati resi pubblici, anche se sono al corrente di reiterate richiesta da parte dei vecchi parroci in questo senso. Se ci sono avanzi di bilancio degli anni passati essi possono essere utilizzati per un progetto di recupero della casa. Altrimenti si potrebbe razionalizzare la spesa annuale e trovare lì dei fondi.
E veniamo alla festa patronale: è una festa ormai sorpassata, antica, non richiama più il pubblico di una volta. Siamo il paese di Veregra Street, una delle attrattive più innovative e imitate delle Marche, e abbiamo una festa patronale che ci riporta agli anni ’50. Credo che dovremmo ripensare all’organizzazione degli eventi in modo da aggiornarli e renderli più appetibili, sia per i Montegranaresi che per gente di fuori. Così facendo si potrebbero anche incrementare le entrate da destinare alla casa.
In quanto al Comitato, che per anni ha lavorato impegnandosi fortemente per la riuscita della festa e che per questo merita plauso e gratitudine, prima di tutto il Presidente Marino Stizza, ritengo che sia giunto il momento che si apra alla società e faccia entrare forze nuove, fresche e con idee innovative. Tutto questo andrebbe nella direzione di creare una festa civile (quella religiosa va più che bene com’è) che testimoni devozione al Santo ma che sia anche occasione di incontro per la comunità cittadina e sia utile per creare qualcosa di importante e duraturo, proprio utilizzando la casa natale di San Serafino

Luca Craia