venerdì 26 ottobre 2018

Fratelli d'Italia: Regione Marche: una sanità senza guida – il presidente Ceriscioli arroccato sul controllo di potere della sanità.


Comunicato integrale

Ancona. “La sanità regionale senza guida se non sulla gestione politica degli appalti sui nuovi ospedali e sulle carriere apicali dei servizi. Cioè scegliere solo dove fare gli ospedali unici di Area, gestire le procedure di affidamento, nominare più primari amici possibili.” Questa è la denuncia dei vertici regionali di Fratelli d'Italia esposta in una conferenza stampa tenuta in Consiglio Regionale.
CARLO CICCIOLI – COORDINATORE REGIONALE DI FRATELLI D'ITALIA:
“Sui nodi veri – dichiara Carlo Ciccioli Portavoce regionale - che sono il reclutamento del nuovo personale medico in previsione di migliaia di pensionamenti dal prossimo anno, la riduzione dei tempi delle liste di attesa delle prestazioni (le Marche sono penultime in Italia davanti solo alla Campania) e sulle eccellenze nessuna capacità politica. Solo gestione burocratica attraverso funzionari e stretti collaboratori di Ceriscioli. Quest’ultimo, da buon professore di matematica, ha ridotto la sanità marchigiana, ad una questione di “algoritmi”. Dopo 3 anni e mezzo di Giunta e a poco più di un anno dalle elezioni in Regione è tempo di bilanci e quello sulla Sanità è assolutamente negativo. Molti operatori se ne vanno nel privato perchè hanno perso la motivazione nella Sanità pubblica. Tutto questo – continua Ciccioli - non lo diciamo solo noi ma lo dice anche il Consigliere Regionale del PD Fabrizio Volpini, medico, che è anche Presidente della Commissione Sanità. Avuta la delega di gestire i problemi dal Presidente Ceriscioli, se ne è andato dicendo di “aver dato indietro una delega farlocca” dove non poteva decidere niente né prendere alcun provvedimento sanitario. Guarda caso sostituito da un Consigliere regionale del PD, Federico Talè, anch'egli di Pesaro come il Governatore, geometra, senza alcuna competenza sanitaria che così certamente non potrà disturbare il “manovratore”. Uno che ha addirittura patrocinato un convegno contro le vaccinazioni obbligatorie. In realtà grazie a Dio con grandi sforzi del personale medico e paramedico, le strutture cercano di autogestirsi senza guida, ma spesso mancano materiali sanitari, attrezzature e soprattutto gli organici sono ridotti all'osso perchè le nuove assunzioni, pur decise, vengono procrastinate all'infinito per contenere la spesa. “
ELENA LEONARDI – CAPOGRUPPO REGIONALE DI FRATELLI D'ITALIA: In questa sede, come più volte affermato, si intende denunciare la grave assenza di strategie e programmazione. Voglio ricordare la mia interpellanza di un anno fa che rimarcava l'assenza del rinnovo del Piano Socio-Sanitario, strumento indispensabile per la corretta pianificazione e programmazione della sanità di una Regione. Mi è stato risposto che è un metodo obsoleto e che bastava applicare le linee Ministeriali del cosiddetto Decreto Balduzzi.
Oggi invece si muovono, a distanza di un anno dal mio atto regionale, con una serie di audizioni e presentazioni di una bozza di Piano Socio Sanitario che non si sa quando vedrà la luce, a distanza da quello scaduto ormai quattro anni fa.
Come Vicepresidente della Commissione Sanità ho denunciato più volte il problema della lunghezza delle liste di attesa: è necessario che lo si affronti concretamente perchè sino ad ora ha condotto al ricorso forzato alla sanità privata oppure a strutture sanitarie fuori Regione, o, peggio ancora, alla rinuncia a potersi curare. 
Questa Giunta Regionale ha disatteso il suo stesso programma elettorale quando si prometteva di ridurre le liste di attesa e di avere una sanità più equa. Rivendico, come consigliere regionale di Fratelli d'Italia, il blocco della proposta di legge numero 145 del 2017 nella quale si prevede un ingresso, a parere della sottoscritta senza adeguate garanzie, dei privati nella sanità pubblica.
Ricordo infine che Fratelli d'Italia è sempre in prima linea su tutti i territori in materia di sanità, soprattutto quelli dell'entroterra e quelli colpiti dal sisma. Il vulnus del nuovo Piano Socio-Sanitario è quello dell'inserimento delle aree disastrate dal terremoto come capitolo specifico e degno di rilevanza nella nuova pianificazione e programmazione sanitaria marchigiana. Un aspetto da curare e sviluppare è quello della telemedicina, che colmi le distanze orografiche e anche quelle psicologiche che si sono create tra i cittadini e le istituzioni che governano la sanità.
FRANCESCO ACQUAROLI – PARLAMENTARE ELETTO ALLA CAMERA DEI DEPUTATI 
E' doveroso fare una premessa: quella della sanità è una materia nella quale occorre essere costruttivi e responsabili senza strumentalizzare, linea che noi di Fratelli d'Italia stiamo seguendo a tutti i livelli politico-istituzionali. Ma è doveroso anche evidenziare come sono anni che si dibatte nella Regione Marche senza un'idea definita e condivisa con i territori della sanità stessa, soprattutto nel rapporto tra pubblico e privato. Manca un confronto serio, alla luce del sole, di tutta la politica marchigiana.
Intendo far presente con forza che col superamento della Riforma Fornero si rischia di vedere velocemente 25.000 medici in Italia andare in pensione, 2000 nelle Marche. Senza un adeguato e pianificato turn over con personale preparato ed adeguato soprattutto in settori chiave come l'emergenza-urgenza, la chirurgia e così via. Questa è una problematica che sollevo con forza sia verso la Regione sia verso il Ministero della Salute. Un aspetto del quale si parla troppo poco e che, se non preso in tempo, esploderà da qui a poco.



I dati sull’immigrazione e lo spostamento del problema.


Tirano un sospiro di sollievo, quelli convinti che non abbiamo un problema di immigrazione e quelli che col problema di immigrazione ci mangiano: è stato presentato ad Ancona il Rapporto Immigrazione Marche 2018 e i dati ci illustrano una situazione rosea, fatta di imprenditori stranieri che creano posti di lavoro, evidentemente più bravi di quelli italiani che, invece, soffrono la crisi; ci parlano di lavoratori stranieri sovraistruiti e di studenti stranieri bravissimi. Ci parlano di numeri in calo tra i nuovi arrivi, numeri che smentirebbero la fondatezza della preoccupazione dei tantissimi italiani che, invece, percepiscono tutt’altro. A leggere il rapporto parrebbe che siamo tutti matti, che gli spacciatori, gli stupratori, i delinquenti, la gente che bivacca per strada senza fare null’altro che percepire sostegni sociali non pagati ce li siamo sognati. Eppure siamo in molti a essere certi che esistono, e ne sono certi anche i genitori di Desiree, quelli di Pamela, quelli che quotidianamente, non avendo al fortuna di vivere in quartieri residenziali pieni di radical o in ville ben recintate, devono fare i conti con una realtà in cui il rapporto con gli immigrati sta degenerando ogni giorno che passa.
Il problema è che, nel rapporto, ci sono solo gli immigrati regolari: i clandestini che spacciano, i delinquenti col foglio di espulsione in tasca, quelli che occupano abusivamente stabili abbandonati, quelli non ci sono, perché non possono figurare in nessuna statistica in quanto, numericamente, non esistono, non sono calcolabili, computabili. È facile, quindi, per chi pensa di utilizzare i dati statistici per fini politici far passare per matto chi, invece dei numeri, cita la realtà dei fatti. È facile e irresponsabile, direi delinquenziale.
Perché il problema c’è, è evidentissimo, e negarlo significa solo vivere nella bambagia o essere in malafede. Magari tutte e due le cose. Negarlo significa anche non trovare soluzioni, e le soluzioni sono urgenti e necessarie, anche per quegli immigrati fotografati dalle statistiche, quelli bravi, quelli che si integrano, quelli che non creano problemi ma sono i primi a subirne quando altri immigrati, irregolari e criminali, portano alta la tensione. Promulgare i dati senza analizzarli perché fa comodo così, sia a certi giornalisti che a certi politici, senza citare quelli che campano con questa situazione, è davvero un atto criminale.

Luca Craia

Incredibile a Ussita: la società elettrica rivuole gli arretrati in due giorni!


L’Arera, autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, aveva prorogato i pagamenti delle bollette di luce, acqua e gas al 1 gennaio 2019, lo scorso giugno, per tutte le utenze relative a fabbricati dichiarati inagibili. Stavano tutti tranquilli, quindi, a Ussita, sapendo che per pagare gli arretrati c’era ancora tempo. Invece, tra ieri e l’altro ieri, arriva la doccia fredda: la Società Elettrica Comunale, che gestisce le reti elettriche del territorio di Ussita, in cui è entrata la Society’s di San Severino Marche, ha inviato le fatture relative a consumi e conguagli a oltre 2000 utenze, sia seconde case che residenti, con scadenza da qui a pochi giorni, alcune addirittura scadono domani. Potete immaginare la preoccupazione dei residenti e non che, tra i tanti problemi, ora si ritrovano somme ingenti da pagare con un preavviso pari a zero.
È un comportamento incredibile, quello dell’Azienda Elettrica Municipale di Ussita che non ha alcuna spiegazione, a meno che non si abbia l’intento di mettere ulteriormente in difficoltà i cittadini ussitani e i possessori di seconde case. L’ennesima situazione assurda che viene a manifestarsi proprio nel secondo anniversario della seconda scossa del 2016, quella definitiva. Un comportamento che va a sommarsi ai tanti assunti dalle varie amministrazioni pubbliche che sembrano confermare sempre di più la volontà di mandare via la gente dal territorio.

Luca Craia