sabato 13 ottobre 2018

BANDI PER DISOCCUPATI OVER 30 – UN INVITO A PARTECIPARE E CON PROGETTI CHE RILANCINO AL MEGLIO LA CITTA' DI PORTO RECANATI


ELENA LEONARDI: IL COMUNE SIA PROGETTUALMENTE COMPETITIVO E SOSTENGA PERSONE A RISCHIO DISOCCUPAZIONE CRONICA.

Comunicato integrale

Il capogruppo regionale di Fratelli d'Italia, Elena Leonardi, interviene sulle opportunità offerte dal bando del Fondo Sociale Europeo dedicato ai disoccupati cosiddetti "over 30", invitando il Comune di Porto Recanati ad attivarsi. Si tratta, afferma la rappresentante del partito della Meloni, di cogliere l'occasione per aiutare concretamente i disoccupati portorecanatesi e per avviare progetti di rilancio della nostra città.
Penso ai molti laureati che dopo i percorso di studi non riescono a trovare un'occupazione e si ritrovano a superare i 30 anni senza riuscire ad impostare il proprio futuro, a coloro che hanno perso il lavoro  e non riescono ad essere ricollocati, a coloro che sono ad un passo dalla pensione e potrebbero così trovare un sostegno, seppure temporaneo, che li qualifichi ulteriormente senza pensare a forme di assistenzialismo ma ad azioni innovative e sperimentali, una sorta di "start up" che abbiano prolungamento nel tempo, così come afferma anche il bando regionale.
Porto Recanati da questo punto di vista ha notevoli potenzialità, afferma Elena Leonardi, in ambito turistico, dei beni culturali e del patrimonio urbano ed extraurbano. Utilizzare persone per valorizzare ed innovare il concetto di accoglienza, diversificando l'offerta che non sia solo balneare, arricchisce la città e la rende più "appetibile" anche in mesi non estivi. Penso ad esempio alle visite al Castello Svevo, alla Pinacoteca o al sito archeologico di "Potentia", ad un potenziamento dell'ufficio IAT, allo sviluppo culturale e al decoro urbano cittadino, alla valorizzazione ambientale di spiagge libere, di alcuni quartieri lasciati indietro, di aree a verde o agricole anche di pregio paesaggistico.
Si abbia la voglia di fare – conclude Leonardi - e di proporre per poter creare, e questi fondi, seppur una goccia nel mare delle richieste di lavoro cui la nostra comunità non è purtroppo esente, possono essere occasioni ulteriori di promozione turistica "spalmate" nel corso dell'anno oltre che in estate.

Caso Bischi: assolti Gismondi e Berdini. Anni di fango ingiustificato.


È contento, Gastone Gismondi, come è normale sia contento chi si senta sollevare da un peso che ha gravato sul proprio petto per anni. Il caso Bischi è stato una vicenda pesante sia per l’ex Sindaco di Montegranaro (e l’ex assessore al bilancio, Luigi Berdini) ma anche per l’attività politica montegranarese degli ultimi anni, avendo senza dubbio influenzato alcune vicende che hanno segnato la storia recente del paese, forse anche lo stesso tradimento dei “bassiani” nei confronti della Giunta Gismondi.
I fatti sono questi, semplificando molto: nel 2004, per seguire le vicende legate agli accordi con la Calepio Scavi, vicende che sappiamo aver avuto esiti estremamente infausti, l’allora Sindaco, Gianni Basso, incaricò l’avvocato Sparnanzoni dandogli anche facoltà di avvalersi di collaboratori terzi, tra cui, appunto, la dottoressa Barbara Bischi. Successivamente, terminato il contratto tra il Comune di Montegranaro e l’avvocato Sparnanzoni, l’avvocato Bischi chiese il saldo di quelle che riteneva essere le sue spettanze, spettanze che, però, non erano stabilite da alcun contratto scritto. Da qui il rifiuto di Gismondi, nel frattempo eletto Sindaco, e dell’assessore al bilancio Berdini, di soddisfare le richieste della Bischi.
Ne partì un procedimento legale duplice, sia penale che civile, che soltanto ieri è giunto alla sua conclusione. Dopo le due assoluzioni in sede penale, infatti, ieri Gismondi e Berdini sono stati assolti anche in sede civile. Una sentenza che solleva molto l’ex Sindaco anche perché stabilisce in maniera netta e precisa la mancata responsabilità di Gismondi mentre indica nel comportamento dell’allora Sindaco Basso dei rilievi di responsabilità. Il dispositivo di sentenza, infatti, recita: “assumono senz’altro rilievo la condotta del sindaco pro-tempore, Giovanni Basso, e quella del responsabile di settore”.
Sollievo, quindi, per Gismondi, ma anche il legittimo desiderio di ristabilire la verità, anche in funzione dell’utilizzo politico che è stato fatto di tutta la vicenda, utilizzo che ha senz’altro influenzato, come dicevamo, gli ultimi mesi dell’amministrazione da lui guidata ma anche l’esito delle successive elezioni amministrative. Sono molti, credo, quelli che dovranno scusarsi con Gastone Gismondi, anche se penso che nessuno lo farà. Poi, se Gismondi vorrà agire legalmente per avere la giusta soddisfazione, anche legale, per il torto e il danno subiti, ci sta tutto. Rimane il fatto che la popolarità dell’ex Sindaco non è stata minimamente intaccata da questa storia. Basti paragonare la passeggiata che Gismondi ha fatto ieri alla Fiera di San Serafino, letteralmente bloccato dai cittadini che lo salutavano e gli stringevano la mano, a quella triste e solitaria dell’attuale Sindaco.  

Luca Craia

Dal Casentino a Visso la solidarietà a tavola


Avevano già donato 6000 Euro alla Proloco di Visso l’anno scorso, i volontari del Comitato Casentino per la Lotta Contro i Tumori. Domani torneranno, da Pratovecchio, nell’Alta Valnerina per portare di nuovo la loro solidarietà agli abitanti di questa regione martoriata dal terremoto. Dopo una visita a Norcia di primo mattino, giungeranno nella capitale dell’Alto Nera per pranzare nella nuova struttura del Centro Artigianale insieme ai loro amici vissani. Sempre a Visso acquisteranno dei prodotti tipici che porteranno con loro per offrili in una cena a Spello.
Un bellissimo esempio di solidarietà attiva e concreta, che non si traduce soltanto nella donazione ma che diventa dinamica nel momento in cui si parte appositamente per fare acquisti e sostenere in maniera diretta il commercio della Valnerina. Ed è anche il frutto dell’attività costante e appassionata della Proloco di Visso, che non ha mai smesso di lavorare per valorizzare e rendere visibile la propria città. In un momento in cui i fari sul terremoto sembrano essersi spenti, questa è una storia che rincuora e dà speranza.

Luca Craia

venerdì 12 ottobre 2018

Affollatissimo il flash mob fotografico di Paese Mio. Il centro storico è un problema condiviso.

I membri del comitato Paese Mio possono ritenersi molto soddisfatti della riuscita del flash mob fotografico allestito per l'occasione della fiera di San Serafino. Fin dalla mattina presto lo stand allestito in viale Gramsci ha accolto un'autentica moltitudine di visitatori incuriositi dalle foto e attratti dal tema trattato. E questo andamento è stato costante fino a sera.
La gente che è venuta è rimasta esterrefatta dalle condizioni del centro storico di Montegranaro così come ritratte dalle immagini in esposizione. Ma allo sbigottimento è corrisposta una pari indignazione. È evidente che la questione centro storico è molto sentita dai Montegranaresi e non è più un problema circoscritto ai soli residenti ma è percepita come un qualcosa che investe tutta la città e che necessita di urgente e concreta soluzione.
Se il segnale dalla cittadinanza ci è giunto forte, chiaro e confortante, dal mondo politico non abbiamo avuto un buon riscontro. Fatta eccezione per Gianni Basso, chi si è lungamente intrattenuto con noi osservando con attenzione le foto, altri esponenti politici montegranaresi, men che meno gli stessi amministratori, hanno ritenuto opportuno farci visita. È un peccato perché l'intento del comitato è proprio quello di aprire un dialogo con le forze politiche per far comprendere a loro quello che i cittadini di Montegranaro hanno dimostrato di aver perfettamente compreso.
In ogni caso possiamo archiviare l'iniziativa come perfettamente riuscita in quanto i nostri concittadini ci hanno significato sostegno e appoggio. Non dubitiamo che anche la politica possa presto comprendere quanto sia importante per Montegranaro che il centro storico diventi finalmente e seriamente una priorità per chi andrà ad amministrare il paese per il quinquennio a venire.

Luca Craia