martedì 7 agosto 2018

La solidarietà vera. Andrea Bocelli prova a far risorgere Muccia, donando e raccogliendo fondi.


Le Marche si fanno risorgere coi fatti. Di fatti, finora, se ne sono visti pochi, solo un sacco di chiacchiere un qualche canzonetta. C’è un cantante, però, che invece di cantare ha pensato a qualcos’altro: Andrea Bocelli, artista di caratura e spessore internazionale, ha lanciato un’iniziativa, tramite la sua Andrea Bocelli Foundation e con l’aiuto della Fondazione Mediolanum Onlus, per raccogliere fondi destinati alla costruzione di una nuova scuola a Muccia, in provincia di Macerata, uno degli epicentri dei vari eventi sismici che dal 2016 martorizzano le Marche.
Collegandosi su www.CharityStars.com/Bocelli fino al 25 agosto prossimo si potrà fare una donazione che sarà poi destinata a questo scopo. I tanti (si spera) generosi saranno invitati a partecipare al concerto "La Notte di Andrea Bocelli" all'Arena di Verona l'8 settembre, uno degli eventi organizzati dalla Celebrity Fight Night in Italy per la Bocelli Foundation e il Mohammed Ali Parkinson Center. Anche con donazioni minori si potrà partecipare a una lotteria con in palio la all'aperitivo pre-concerto o l’opportunità di incontrare Bocelli stesso. Andrea ha anche messo in vendita alcuni cimeli, sempre con lo stesso scopo.
È un modo concreto per aiutare le popolazioni terremotate. La scuola è uno dei fondamenti della comunità e per far rinascere Muccia, la ricostruzione dell’edificio scolastico è imprescindibile. Poche chiacchiere e fatti concreti.

Luca Craia

Con l’entusiasmo per Jovanotti salgono anche i conti. Tutti supereccitati, ma di terremoto non si parla.


Si sono ringalluzziti tutti, dopo il clamoroso successo del concerto di Jovanotti tenutosi domenica scorsa davanti a ben 70.000 persone, delle quali sarebbe interessante sapere quante hanno speso i propri soldi dalle parti di Matelica, magari per comprarsi un panino o una bibita. Chissà, magari qualcuno ci fornirà qualche dato ufficiale. Comunque sono tutti contenti, e ci mancherebbe pure, il successo è stato davvero grosso.
Sono contentissimi i 70.000 partecipanti che, anche con le vesciche ai piedi e i postumi di un’insolazione, ancora non riescono a placare l’entusiasmo. Ma non ce n’è uno che si ponga la domanda di come sia messa la ricostruzione. Magari se la faranno dopo, smaltite le endorfine.
È contentissimo Marcorè che è riuscito anche a non polemizzare con nessuno, stavolta, nella sua posizione difensiva a oltranza contro chiunque dica soltanto “a” o si ponga il minimo dubbio sugli effetti del suo festival per le terre terremotate.
È strafelice Ceriscioli che si sbottona e passa dall’ “evento a costo zero” alla versione “evento che costa caro ma ne vale la pena”, annunciando che i costi, che già avevamo sgamato noi da queste pagine, non sono nemmeno di 300 e passa mila Euro comep da delibera, ma arrivano oltre i 500.000 (fonte Picchio News), considerando il costo dei servizi dati dai dipendenti regionali. Va benissimo, ma non raccontateci più fregnacce.
È contento pure Jovanotti, abituato a folle oceaniche ma non per i prati dei Monti Azzurri, che loda i Marchigiani, le Marche ma si scorda completamente il motivo per cui sarebbe dovuto venire, ossia i terremotati.
Ma i terremotati se li sono scordati tutti, ormai. Ceriscioli è ben contento che non se ne parli, Marcorè preferisce così, meno polemiche che danneggiano la sua immagine. Il nuovo Governo tende a seguire le orme di quello vecchio, la De Micheli ci dice che va tutto bene e stanno ricostruendo a tutto spiano; di che ci vogliamo lamentare?
I telegiornali nazionali, del resto, fanno passare messaggi positivi. I giornali nazionali, unici accreditati ufficialmente all’evento, raccontano di cose bellissime. La stampa locale, che è la sola che potrebbe dire veramente come stanno le cose, non viene per niente accreditata, non gli viene dato lo spazio professionale, nemmeno una postazione per fare una foto decente, col rischio di farsi linciare dal pubblico se ci si alza per farla. I soli giornalisti locali sono quelli dello staff, e vuoi che si mettano a criticare?
Tutto bene, quindi. Ci siamo divertiti, abbiamo speso un po’ di soldi pubblici e, come per incanto, le Marche sono risorte. Forse. O forse Marcorè ha detto alle Marche: “alzati e cammina” ma le Marche hanno risposto: “ma non ci siamo già mosse abbastanza?”.

Luca Craia

lunedì 6 agosto 2018

Raffaele Ciccaleni sbarca in India. Un’opera dell’artista Monturanese in esposizione a Ranchi.


Che Raffaele Ciccaleni sia un artista di indiscutibile talento nel campo dell’acquarello è cosa ormai nota: estroso, creativo, inarrestabile, l’ex insegnante monturanese ha acquisito, negli ultimi anni, una fama internazionale sempre crescente, anche grazie alla sua collaborazione con In Watercolor, la rete internazionale che aggrega ben ottanta comunità artistiche. Una collaborazione nata con Inartefabriano che lo vede impegnato sempre di più negli eventi fabrianesi, spostandosi gradualmente verso l’estero.
Già da qualche anno un suo dipinto gira per le mostre d’Europa e oggi è in “tour” in Portogallo. Ora un’altra opera di Raffaele Ciccaleni varca i confini dell’Italia e anche del nostro continente per giungere in India, nella città di Ranchi, dove sarà esposta in una mostra internazionale che ospita opere rappresentative di Paesi come l’India, appunto, il Brasile, gli Emirati Arabi e l’Italia. Proprio per l’Italia è stato scelto uno dei lavori di Ciccaleni.
Ho sentito Raffaele per fargli i complimenti ed è molto soddisfatto, ovviamente, anche perché questa collaborazione sta portando frutti insperati, come il festival del disegno internazionale, The Big Draw, che avrà luogo proprio a Monte Urano nel prossimo ottobre e del quale torneremo a occuparci più in là. Intanto godiamoci la soddisfazione di avere un Marchigiano, anzi, un Piceno doc come Raffaele Ciccaleni a rappresentare il nostro Paese con la sua maestria.

Luca Craia