martedì 10 luglio 2018

Linus sputtana Rolling Stone e gli idioti dell’odio sul web. Lo sfogo del DJ su Istagram


Linus, noto direttore di Radio Deejay, non ci sta a essere utilizzato propagandistici, nemmeno da una rivista famosa e seguita come Rolling Stone che lo ha inserito a tradimento nella lista di quelli che “non stanno con Salvini”. Affida a Istagram il suo sfogo umano e la sua spiegazione, anche perché, a seguito dell’iniziativa del magazine musicale, il dj è diventato oggetto dei soliti idioti che non hanno nulla di meglio da fare che insultare la gente sui social. Linus ha chiesto di far girare il suo scritto e io lo accontento volentieri. Leggetevelo integralmente qui sotto:

“Ragazzi, adesso mi sono rotto il cazzo. Vi racconto come stanno le cose.
Due settimane fa Rolling Stone mi chiede due righe su Salvini. Scrivo che i migranti sono un problema, che fa bene a farsi sentire, ma che non mi piace il modo e il tono con cui lo fa.
A mia insaputa, vengo messo in un calderone per lanciare una campagna paracula contro di lui. Non lo voterei mai, ma allo stesso modo non avrei mai accettato, sapendolo, di entrare in questo giochino.
Il secondo capitolo è che, in conseguenza di questo, come tutti quelli presenti sul giornale, consapevoli o no, divento obiettivo degli speculatori del web. Tra questi il Tempo, che mi fa una telefonata stile Ciao Belli in cui mi chiedono come se si parlasse di gattini se voglio un migrante a casa. Siccome lo faccio di mestiere capisco che è uno scherzo e riattacco.
Da un paio d’ore questa seconda carognata (la prima, ripeto, è quella di Rolling Stone) gira su Facebook ed è partito il linciaggio.
A quelli che mi stanno insultando gratuitamente e con grande piacere, se avete avuto la pazienza di arrivare fino qui, chiedo di far girare allo stesso modo quello che ho scritto adesso.
Poi magari continuate ad odiarmi perché sono della Juve o cagate simili. Ma non fatemi passare per quello che non sono. Grazie”

Luca Craia

Una app per informare i cittadini. Una proposta per il Comune di Montegranaro.


La stanno utilizzando con successo e soddisfazione in molti comuni del Piceno. Per esempio nella vicina Monte San Giusto, da qualche mese i cittadini vengono puntualmente informati con questo sistema, così come si fa a Civitanova Marche o a Morrovalle. Si tratta di una applicazione per il telefono tramite la quale il Comune può inviare direttamente sul cellulare dei cittadini tutte le informazioni utili che si renda necessario divulgare con celerità.
Ovviamente serve per qualsiasi tipo di comunicazione, ma diventa davvero utile in casi di emergenza come quello dei giorni scorsi, in cui l’incendio divampato in una ditta che smaltisce rifiuti pericolosi a Piediripa ha sviluppato una nube potenzialmente pericolosa. Le informazioni e le istruzioni relative a questo tipo di emergenza potevano essere inviate direttamente sul telefonico agli utenti, con una diffusione decisamente più capillare che tramite i semplici social. Infatti non tutti, per quanto in molti lo facciano, utilizzano i social, mentre si può affermare che, al giorno d’oggi, uno smartphone ce l’abbiano, se non tutti, quasi. Ecco quindi l’efficacia.
Il problema è che il Comune di Montegranaro, nel caso della nube di Piediripa, in realtà non ha fornito alcuna informazione utile, anzi, in genere risulta restio a informare con tempestività i cittadini di situazioni che possano interessare sicurezza e salute, basti pensare all’antenna di San Liborio, opportunamente tenuta nel silenzio più assoluto finchè non sono stati i cittadini stessi a informarsi e muoversi. Da qui il dubbio: se a Montegranaro utilizzassero questo sistema, è molto probabile che arriverebbero sui telefoni dei cittadini soltanto i soliti comunicati dell’Istituto Luce de Noatri. La propaganda è molto seguita, la pubblica sicurezza un po’ meno.

Luca Craia

lunedì 9 luglio 2018

Risorgimarche parla di politica. Intanto la terra trema sotto il palco per ricordare a tutti del terremoto, casomai lo dimenticassero.


Risorgimarche, lo abbiamo detto più volte, è una bellissima iniziativa che sicuramente offre una gradita possibilità di divertimento a un sacco di gente, anche grazie alla generosità dei cantanti che si prestano a esibirsi gratuitamente. Però c’entra poco col terremoto, a parte le dichiarazioni e i luoghi di ambientazione, tutti all’interno del cratere. Sono in molti a pensare che l’iniziativa di Marcorè non aiuti le popolazioni colpite e che, in qualche caso, addirittura ne complichi un po’ la vita, vedi il caso del concerto in contemporanea con la fioritura che ostacolava il normale flusso turistico a Castelluccio, o piccoli casi di disagio per residenti e commercianti locali, alle prese con divieti e ostacoli vari senza ricevere nulla in cambio.
Possiamo discutere all’infinito sull’utilità dell’iniziativa nel contesto del terremoto, tanto, mi pare di capire, per lo più ognuno resterà della sua opinione. Purchè non si sfoci in altre cose come capitato sabato al concerto di Mario Biondi in cui Neri Marcorè ha preso il microfono e si è lanciato in un’invettiva contro chi parla dei costi dell’evento. Siccome l’unico, mi pare, ad averne parlato sono io, suppongo ce l’avesse con me, e non sarebbe la prima volta. Fatto sta, però, che Marcorè ha appellato i responsabili di aver diffuso tali informazioni che, a quanto pare, era meglio non circolassero, come populisti, il che ha fatto un po’ arrabbiare il Capogruppo al Consiglio Regionale del Movimento 5 Stelle, Gianni Maggi, come ci riferisce Picchio News (leggi l’articolo). Comunque pare che Marcorè si sia impegnato a fornire il dettaglio dei soldi spesi, il che è cosa buona e giusta e se siamo riusciti a ottenerlo non possiamo che compiacercene.
Per ricordare a tutti, soprattutto al pubblico, che si dovrebbe parlare di terremoto e delle sue conseguenze, oggi ci ha pensato il terremoto stesso, facendo tremare la terra sotto il palco e tutto intorno alle 13.11, con una piccola scossa di magnitudo 2.3 ed epicentro a Ussita. Visto che Alex Britti suonava a Frontignano poco dopo, il promemoria è stato consegnato a tutti.

Luca Craia