domenica 5 febbraio 2017

Rissa in pieno centro. Società malata.

È successo stamattina presto, verso le 6.30, in via Gramsci a Montegranaro. Un gruppo di giovanissimi, forse anche minorenni, probabilmente alterati dall’alcool, sono venuti alle mani in maniera violenta. Pare fossero appena usciti da un locale della zona. La rissa è durata piuttosto a lungo tanto che qualcuno deve aver avvisato anche degli adulti, forse dei genitori, che sono sopraggiunti ma, invece di portare la calma, si sono inseriti nella colluttazione. Questo è quanto ho raccolo stamane da testimoni oculari.
Della cronaca precisa se ne occuperà la stampa e a capire cosa sia successo realmente penseranno le forze dell’ordine. Io mi limito a fare un paio di considerazioni: cosa ci fanno dei giovanissimi ancora in giro a quell’ora? Perché i locali notturni debbono stare aperti fino a quell’ora? Che tipo di società stiamo costruendo se i nostri giovani si picchiano selvaggiamente in mezzo alla strada all’alba dopo una notte di bagordi? E le famiglie che ruolo hanno in tutto questo? Non voglio fare il moralista, ho figli anche io e so quanto sia difficile il ruolo dell’educatore. Ma mi pare evidente che ci sia una degenerazione nella nostra società e la cosa è davvero preoccupante.
                                      
Luca Craia

La rabbia delle associazioni



Traspare molto chiaramente dagli articoli usciti dopo la conferenza stampa di venerdì sera, la rabbia che noi responsabili delle tre associazioni che si occupano di centro storico, Arkeo, Città Vecchia e Labirinto, proviamo. Del resto era esattamente quello che volevamo comunicare: rabbia, senso di impotenza, sentimento di sconfitta dopo anni di impegno, sacrificio, lavoro duro e a volte ingrato per poter ridare vita a un centro storico moribondo. La proviamo perché cominciamo a non vedere la via d’uscita, di fronte a un nulla reale, a una totale assenza di un piano, un progetto, una visione di insieme.
Con l’assessore Beverati sembra inutile parlare. Città Vecchia ha sicuramente un dialogo migliore del mio, ma si sta arrendendo, visti i risultati, le promesse mancate. Del resto lo abbiamo visto subito dopo la prima conferenza stampa delle tre associazioni consorziate, quando l’assessore rispose a mezzo stampa parlando di un fantomatico progetto per il centro storico che i fatti hanno dimostrato non esistere: un progetto che non è finanziato non esiste, e né sul bilancio né sul piano triennale delle opere pubbliche troviamo traccia di quanto affermato dall’assessore che, quindi, o sognava o mentiva.
Stiamo davvero toccando il minimo storico per quanto riguarda l’impegno del Comune per il centro. È proprio questo che ci ha fatto accantonare le divergenze e ci ha fatto rimettere a lavorare insieme. Un fatto positivo, senz’altro, ma certamente non per merito di Beverati che se ne vantava. Il vero motivo è che ci siamo resi conti che i problemi sono diventati talmente gravi che le cose che ci dividevano ora appaiono irrilevanti.
Ma dobbiamo tenere accesa la speranza. Noi continueremo a lavorare su una proposta, continueremo a studiare il problema e a cercare la soluzione. Ci auguriamo che Beverati e l’Amministrazione Comunale cambino atteggiamento e si mettano a lavorare con noi. Altrimenti sarà la fine per il nostro centro storico. È l’ultima occasione.
                                      
Luca Craia

sabato 4 febbraio 2017

Pericolo di crollo, transennata mezza via Pascoli



I danni del terremoto a Montegranaro ci sono eccome e, a distanza di mesi dall’ultimo evento rilevante sul territorio comunale, si aprono nuove emergenze, forse anche per i ritardi coi quali si è proceduto ai sopralluoghi. In via Pascoli, quartiere San Liborio, un edificio è stato oggetto di ordinanza contingibile e urgente da parte della Polizia Municipale in quanto “presenta lesioni diffuse sulle pareti verticali e notevoli fuori piombo nelle muratore tanto che sussiste un reale pericolo di crollo”.
La casa sarà quindi transennata nelle sue immediate vicinanze, riducendo così la carreggiata e i posti auto. In particolare un posto riservato ai disabili sarà spostato perché troppo vicino all’immobile.
                                      
Luca Craia