giovedì 26 gennaio 2017

Modello Ussita, la fiscalità dal volto umano



“Una fiscalità dal volto umano, capace di rilanciare il sistema imprenditoriale del territorio e di essere attrattiva verso nuovi capitali attraverso una detassazione da applicare sul reddito prodotto nelle zone di insediamento”, questo è il concetto espresso da un documento, che verrà inviato al Presidente della Repubblica e a quello della Camera dei deputati dal Comune di Ussita. È il frutto di un ragionamento iniziato nel Comune dei Sibillini colpito dal terremoto ed elaborato in collaborazione con l’Università di Macerata dove domattina, nel corso del convegno dal titolo “Recuperare il valore del territorio dopo il sisma”, ne verrà presentato il testo.
È un composto grido di dolore ma non la supplica di chi ha bisogno, bensì l’espressione della necessità che venga riconosciuto uno stato di estrema difficoltà di cui l’intera Comunità Nazionale debba farsi carico per raccogliere, in un futuro prossimo, i frutti della ripresa economica di queste zone potenzialmente ricchissime.
Si guarda al futuro, nei paesi colpiti dal terremoto, e questo è un segnale molto positivo, un segnale in controtendenza, perché le politiche fin qui attuate vanno in tutt’altra direzione, vanno verso la desertificazione e l’affossamento dell’attività economica nelle aree colpite dall’evento. Il documento, di per sé condivisibile e da sostenere, è anche la testimonianza della volontà di andare avanti che c’è nella gente dei Sibillini, del coraggio di progettare il domani e di superare il disastro naturale e politico attuale. Sotto trovate il testo integrale.
                                      
Luca Craia

mercoledì 25 gennaio 2017

Due Montegranaresi al vertice di Confindustria. Complimenti a Ciccola.



Innanzi tutto vorrei fare i miei complimenti ed esprimere soddisfazione per l’elezione di Enrico Ciccola alla guida della Sezione Calzaturieri locale. Ciccola, come ho già avuto modo di esprimere in passato, ha enormi capacità imprenditoriali e riesce a coniugarle con una grande passione in tutto ciò che fa (lo ricordiamo battagliero leader del comitato per la salvezza dell’ospedale montegranarese) accompagnata da una non trascurabile onestà, bene che sta diventando sempre più raro. Il suo ruolo non sarà certo facile, come si vede chiaramente degli albori del suo incarico disturbati da dichiarazioni velenose e dannose per tutta la categoria, ma non ho dubbi sulla sua fermezza e determinazione. Del resto se ha deciso di spendersi in questo ruolo importante è perché evidentemente conta di portare un contributo rilevante.
È un momento particolare per la calzatura in generale e per il distretto fermano, patria e culla di questa produzione industriale e artigianale così importante per l’export italiano. Siamo in una fase estremamente difficile, forse come mai nella storia è stato registrato. Per questo ritengo che avere due concittadini ai vertici, l’ottimo Giampietro Melchiorri che già sta dando bella prova di sé da qualche tempo, e il nuovo eletto Ciccola, sia un fatto molto positivo per la città. Certo, nessuno dei nostri due imprenditori possiede la bacchetta magica, ma se sapranno lavorare in sinergia, come credo sia nelle cose, porteranno senz’altro effetti positivi alla nostra economia cittadina prima e territoriale poi. Servono idee, iniziative, propositività e la coppia Melchiorri-Ciccola pare avere tutte queste caratteristiche.
Per cui auguro a entrambi di trovare la giusta sintonia e andare avanti a testa bassa per il risultato, incuranti dei giochetti dei poteri forti che già stiamo vedendo in azione, e dei tentativi di strumentalizzazione di basso conto come il prossimo inutile Consiglio Comunale montegranarese sulla crisi. Il mondo della calzatura ha bisogno d’altro.
                                      
Luca Craia

I ladri di merendine e l’utilità della videosorveglianza



La videosorveglianza serve a poco se non c’è un operatore in tempo reale a controllarla. E a Montegranaro non c’è. La videosorveglianza serve a poco se, una volta identificato il delinquente, questo rimane a piede libero. Questo accade nella stragrande maggioranza dei casi. Non dico che la videosorveglianza non serva, dico che serve a poco se non ci sono azioni e politiche concomitanti e di supporto, e queste non ci sono.
La dimostrazione l’abbiamo avuta oggi, con la notizia dell’ennesimo furto del “ladro di merendine”, per citare Camilleri, in Comune. Questa banda di piccoli delinquenti, probabilmente minori, colpisce ormai da tempo e sempre con le stesse modalità. Attacca edifici pubblici, entra rompendo qualche infisso debole, svaligia la macchinetta delle merendine e racimola gli spiccioletti che trova in giro lasciando tutto sottosopra.
L’ultimo colpo prima di quello al Municipio lo hanno compiuto poche settimane fa alle scuole elementari rosse. Stesso modus operandi, sono molto probabilmente sempre loro. Solo che, alle scuole elementari, ci sono diverse telecamere a monitorare il perimetro dell’edificio. Come mai questi delinquentelli sono ancora a piede libero? Come mai ancora possono compiere i loro misfatti? La domanda, ovviamente, è puramente retorica.
                                      
Luca Craia