sabato 6 agosto 2016

Il mio ricordo di Stella



Sono molto triste per la scomparsa di Stella. Sono anche un po’ arrabbiato, perché la sua malattia ci ha privato della sua mente lucida e della sua piacevole intelligenza già da tempo, e ora avere la consapevolezza di non poterci più parlare, di non potersi più far raccontare le sue storie, tutti quegli aneddoti sulla Montegranaro bella, quella che anche lei aveva contribuito a creare, fa male. Di Stella ricordo le chiacchierate a casa sua, quando non si riusciva più a smettere di farsi narrare, di farle domande. La passione che metteva nel ricordo e nella coltivazione della memoria era tangibile e contagiosa. Tante volte ho collaborato con lei per portare la nostra piccola storia locale ai nostri bambini, tante volte l’ho consultata per togliermi un dubbio, tante volte la andavo a trovare solo per il piacere di parlare con lei.
Ma ricordo anche la sua passione civile per Montegranaro, in particolare per il centro storico dove anche lei ha sempre vissuto e per il quale tanto soffriva vedendolo ridotto com’è ridotto. La ricordo a fianco di mio padre, quando ancora entrambi erano piuttosto giovani, quando formarono i primi comitati per sollecitare la politica a interessarsi al problema del paese antico. La ricordo a casa di mio padre a discutere, guardare le carte, scrivere lettere.
Una donna colta, intelligentissima, acuta, capace di passione civile e di amore per i suoi. Mi mancherà, Stella, come mancherà a quei suoi concittadini che davvero amano questo nostro paese, pieno di contraddizioni e di problemi, ma al quale non possiamo smettere di voler bene.

Luca Craia

venerdì 5 agosto 2016

Il Sindaco farà rispettare il codice alla lettera. Ergo a Montegranaro non si parcheggia più





La maestra-sindaco ancora una volta fatica a svestirsi del ruolo di insegnante e tratta i suoi amministrati come fossero alunni, tra l’altro non sveglissimi. Nella sua risposta alle istanze sollevate prima da me su queste pagine e poi da altri residenti del centro storico circa le recenti ordinanze di divieti di sosta, il sindaco prende tutti per scemi. VI spiego perché.
Prima di tutto se è vero quello che la dottoressa Mancini spiega, ossia che non sono stati emessi divieti di sosta in quanto la sosta era già vietata, mi dovrebbe spiegare allora perché vengono emesse due ordinanze. Se la sosta era già vietata bastava far rispettare il divieto. Le ordinanze a che servono?
Non è vero che nel tratto di via Solferino interessato dall’ordinanza c’era già un dissuasore: c’era solo per pochi metri. Nel reato del tratto di strada si è sempre parcheggiato. Così come a Porta Romana i parcheggi che si vanno a vietare erano addirittura previsti nel progetto di ristrutturazione realizzato dall’ultima giunta Basso.
Il Sindaco mi accusa e accusa chi si è lamentato di non conoscere i nomi delle vie. Mi sa che si sbaglia e parla per se stessa.
Infine il nocciolo: se si vuole far rispettare alla lettera il codice della strada lo si faccia per tutto il paese e non solo dove fa comodo al Sindaco. Codice alla mano, a Montegranaro di zone dove si potrebbe parcheggiare senza violare alcuna norma sono davvero poche. Se il Sindaco vuole glie le indico una per una.

Luca Craia

Politici coreografi e gente che necessita di ferie



Ancora una volta sono stato oggetto di un attacco di haters sulla pagina Facebook. Ci sto facendo l’abitudine, piano piano, anche se la cosa non è mai piacevole, anche perché talvolta, come questa volta, le motivazioni sono di una stupidità disarmante. Ho pubblicato un collage di foto che ritraevano da una parte il pubblico del concerto di Anastacia a Monte Urano e dall’altra quello al concerto degli Africa Unite a Montegranaro. Sopra la prima foto ho scritto che erano presenti 2500 persone (secondo l’organizzazione) e sull’altra 2000 persone (secondo il Comune di Montegranaro). Sotto il tutto la scritta, evidentemente scherzosa “nommeroporta” (non mi tornano i conti, per i non marchigiani). L’intento era di evidenziare, tramite il confronto tra le due foto, entrambe raccolte online sulle pagine ufficiali degli eventi, come la stima fatta dal Comune di Montegranaro fosse un tantino troppo al rialzo, senza nulla togliere alla manifestazione e a chi l’ha organizzata. Non mi pare si possa vedere in questo una qualche sorta di delitto.
Invece apriti cielo: arrivano i soliti ragazzotti (sono sempre ragazzotti) che me ne dicono di tutti i colori: uno dice che non sono capace di contare (voglio vedere lui a contare su una foto sfocata, ma a occhio pare evidente che 2000 persone lì non c’erano), un altro mi accusa di “non volè vè a Montegranà (non volere bene a Montegranaro) che suona un po’ come quando Berlusconi se la prendeva con chi faceva film sulla mafia perché sputtanavano la Sicilia. L’ultimo, il migliore, mi invita ad andare a vivere a Monte Urano perché a Montegranaro gente come me non ce la vogliono.
Sostanzialmente verrebbe da ridere, visto che non mi sono permesso di criticare alcunché, ma limitato soltanto ad evidenziare una cifra divulgata forse un po’ troppo alla leggera. Ma il fenomeno è preoccupante: ogni volta che parlo di cose che riguardano i giovani montegranaresi arrivano di questi attacchi e, francamente, la cosa non mi lascia indifferente. Il giovane è per sua natura irruento, ma lo sono stato anche io e non mi sono mai sognato di insultare una persona che avesse il doppio dei miei anni solo perché avesse detto una cosa su cui non ero d’accordo. Magari si discute, ma arrivare dritti dritti all’insulto è una forma di violenza che, da parte delle nuove generazioni, non fa sperare un granchè bene.
C’è un dato, poi, che fa pensare: tutti i ragazzi che mi hanno apostrofato così amabilmente sono amici, quanto meno virtuali, della cricca di un noto politico locale, coreografo e organizzatore di danze. Magari non c’entra niente ma, come diceva Andreotti, a pensar male si fa peccato ma… Comunque, per essere chiari ancora una volta, chi viene sulla pagina a insultare, a mancare di rispetto, a provocare e chi utilizza profili falsi, chi sfoga le proprie frustrazioni lì piuttosto che andare da un buon psicologo viene bannato. Dittatoriale? Si, forse ma, come ho più volte specificato, a casa mia faccio come mi pare.

Luca Craia