venerdì 22 luglio 2016

Il Campo dei Tigli non fa dormire i Montegranaresi



A Montegranaro c’è il culto della notte. La notte è fresca, silenziosa, permette di fare cose che di giorno sono più complicate. Permette, per esempio, di giocare a calcetto senza sudarsi pure l’anima. E, visto che le luci al campetto del Campo dei Tigli sono accese tutta la notte, con buona pace della bolletta dell’Enel pagata dai cittadini, perché non organizzare tornei estemporanei fino alle quattro del mattino con grida, imprecazioni e tutto il chiasso che ci viene in mente fare? Tanto poi al mattino i ragazzi possono dormire. Quelli che vivono (e dormono) nei paraggi, però, no.
Questo è quanto accade, e molti cittadini se ne lamentano. I nostri amministratori hanno spiegato che le luci accese servono per consentire alle telecamere di vigilanza di inquadrare la zona anche di notte. Si potrebbe tranquillamente obiettare che, con quello che si risparmia di corrente, si possono acquistare delle telecamere a infrarossi che non necessitano di fari da concerto rock.
Purtroppo la maleducazione regna sovrana a Montegranaro, e quando chi ti amministra sostanzialmente tollera, il problema non è destinato alla soluzione. Consentire che si faccia fracasso in pieno centro fino al mattino con la scusa di poter inquadrare eventuali traffici illeciti è una stupidaggine: i traffici illeciti probabilmente si spostano in qualche altro angolo più buio e di un problema ne abbiamo fatti due.
E buona notte al vicinato.

Luca Craia

A Montegranaro il defibrillatore dove sta?



Il Decreto 24 aprile 2013 e successive modifiche obbligano i proprietari e gli utilizzatori di impianti sportivi a dotarsi di defibrillatore. Si tratta di una delle poche cose buone introdotte dal Governo Italiano negli ultimi anni in quanto va nella direzione di salvare vite umane, troppo spesso spezzate durante attività sportive. La Regione Marche ha messo a disposizione una cifra importante, nel complesso 700.000 euro, finanziando il 60% della spesa per l’acquisto del defibrillatore. Il bando è aperto agli enti pubblici che debbano dotarsi di questo importante macchinario salvavita. Per fare domanda c’è tempo fino al 31 ottobre.
A quanto ne so a Montegranaro non ci sono defibrillatori di proprietà pubblica. Ce ne sono di proprietà di alcune società sportive ma questi, essendo privati, sono ad uso della società proprietaria. Il che significa che, qualora la società avesse un impegno in trasferta e dovesse portarsi dietro il defibrillatore, l’impianto sportivo di casa ne sarebbe sguarnito.
A parte l’obbligo di legge, dotare gli impianti sportivi di defibrillatore è un fatto di civiltà e rispetto per la vita. La macchina dovrebbe essere sempre presente e pronta all’uso in ogni luogo dove si fa sport, anche al Campo dei Tigli, dove si fanno tornei sportivi per tutta l’estate o quasi. La domanda che mi pongo, quindi, è questa: quanti defibrillatori possiede il Comune di Montegranaro, proprietario di tutti gli impianti esistenti sul territorio comunale? Ha disposto l’acquisto di macchinari? Ha presentato la domanda per l’ammissione al contributo regionale? Sarebbe interessante conoscere la risposta, magari dall’assessore allo sport sempre molto presente sulla stampa.

Luca Craia

I ragazzi del ’66 festeggiano i cinquant’anni



Cinquant’anni e sentirsene venti. Capita più o meno a tutti, magari con qualche acciacco ma con l’animo del ragazzo che è sempre lì, pronto a spuntare tra preoccupazioni e impegni. Il traguardo è importante, una specie di seconda maturità, e va affrontato con lo spirito giusto perché cinquant’anni non li compi tutti i giorni.
Parte da lontano la preparazione dei festeggiamenti, ma i ragazzi del ’66 vogliono celebrare i loro cinquant’anni alla grande. Quattro coetanei hanno iniziato a preparare la festa già dallo scorso gennaio, intrecciando gli elenchi con i ricordi, i dati anagrafici di Comune e scuole con i visi impressi nella memoria. Il tutto sboccerà in una grande festa questa sera. Sono più di cento le adesioni e non è più possibile prenotarsi.
Al ristorante Villa Bianca, dopo la messa celebrata appositamente per loro da don Sandro, ci saranno tutti, ci sarà la musica di Roberto Bora, il cibo, le risate e i ricordi. Si incontreranno quelli che si frequentano abitualmente con quelli che occupano solo uno spazio nei ricordi, “ricordi che già sono affiorati piacevolmente durante i preparativi” dice Stefania, una degli organizzatori. Nostalgia e ancora tanto entusiasmo per i prossimi cinquant’anni. Poi ne riparliamo. Per il momento, auguri!

Luca Craia