venerdì 15 gennaio 2016

Il Sindaco e la scuola. Cambi di opinione repentini - da Viviamo Montegranaro



Apprendiamo con piacere che, dopo tanto parlare, dopo immense riunioni, confronti e dibattiti, finalmente il problema della mensa alle scuole elementari potrebbe non esistere più perché il Sindaco, con dichiarazione al Resto del Carlino di ieri, ha dichiarato che “…non rappresenta un problema per l’amministrazione il discorso mensa, visto che funziona quotidianamente per la scuola dell’infanzia… se viene utilizzata anche per le scuole elementari, cambia poco…”. Condividiamo con il Sindaco che all’Amministrazione garantire il discorso mensa per un giorno a settimana costerebbe pochissimo (poche migliaio di euro al massimo) mentre, siamo abbastanza stupiti della tardività dell’intervento e dell’assoluta mancanza di sensibilità che vi è stata dall’amministrazione da 8 mesi a questa parte.
Perché il Sindaco prima d’ora ha sempre dichiarato che l'ente non poteva farsi carico della mensa per tutti a causa delle ristrettezze del bilancio comunale, innescando in tal modo preoccupazioni tra i genitori, alimentando polemiche, riunioni e confronti all’arma bianca quando la soluzione era così agevole ed a portata di mano? Certo è che, con il senno di poi, tante battaglie potevano essere evitate e che poteva essere rispettata la volontà dei genitori manifestata anche lo scorso settembre, quando, per il tramite di un questionario distribuito alle famiglie, una grande maggioranza di essi si erano espressi per la settimana corta. Perché tanta poca sensibilità per le famiglie, per gli studenti e per i cittadini?
Nel referendum del prossimo 22 e 23 gennaio tutte le esigenze sono state contemperate: quelle degli insegnanti (con due proposte di settimana lunga), quelle degli autisti dei pulmini (che hanno generato, rispetto agli attuali, nuovi orari di inizio e termine delle lezioni), quelle del dirigente scolastico (che ha esaminato qualsiasi norma e regolamento); speriamo ora, dopo 8 mesi, che ne escano tutelati anche gli interessi degli studenti.

Viviamo Montegranaro

Jemo a fa du vasche derete le mure



Ve le ricordate le estati di tanti anni fa, negli anni ’80, con i giardini di viale Gramsci nuovi nuovi? C’era tutto il paese a passeggio per quei viali, tutte le sere che ha fatto Iddio. Le panchine stracolme di ragazzi, seduti in doppia fila sulla spalliera e sulla seduta. E le guardie che si arrabbiavano ma non ci facevano niente. Si cominciava già dalle sei e mezzo o sette del pomeriggio a ritrovarsi dietro le mura, prima era improponibile perché il sole ci picchiava da ore e potevi cuocere un uovo sul selciato. Ma la sera arrivava la brezza da Civitanova e tutta Montegranaro andava a godersi il fresco, i ragazzi a vedere le ragazze passeggiare, le ragazze a farsi ammirare, gli adulti a fare lo struscio o, come si diceva allora, a farsi qualche vasca avanti e indietro.
Ci si incontrava, si chiacchierava, si prendeva il gelato seduti davanti a Tropical (incredibile ma vero, c’erano persino i tavoli fuori e si sacrificavano posti auto per metterli) o, nel pomeriggio, la pizza da Don Pepe, la pizzeria di Peppe Testatonda. Il fine settimana d’estate si chiudeva la corsia di marcia per le auto più vicina ai giardini e tutta la strada si riempiva di gente. In agosto era così tutti i giorni. Era il luogo di ritrovo dei Montegranaresi. Poi le cose sono cambiate.
La strada non è stata più chiusa. La gente ha cominciato a uscire e andare altrove. Le vasche dietro le mura sono rimaste vuote. Persino i pesci se ne sono andati dalle fontane. Ritornare a quei tempi? Si può, ma non servono nuovi marciapiedi, nuove aiuole, nuove panchine. Serve ricreare lo spirito di coesione e comunità che c’era allora. Serve far vivere Montegranaro non come la cornice per il passeggio ma serve il paese, inteso come organismo vivo e pulsante. È questo quello che abbiamo perso e che dobbiamo recuperare.

Luca Craia

Il lavatoio ai vandali e niente telecamere


Foto Pinocchio

Del lavatoio di via Martiri d’Ungheria ho anche qualche remora a parlare ancora, perché mi sento un po’ pedante per quante volte ne ho scritto. Ma, ciononostante, e nonostante se ne siano occupati persino i giornali più di una volta, i vertici montegranaresi ignorano bellamente in problema. E il problema è serio e non si limita ai danni, gravi, che costantemente vengono arrecati alla struttura e alle suppellettili, e nemmeno a quelli che vengono cagionati alle abitazioni circostanti.
Il problema diventa sociale quando uno spazio pubblico diventa spazio privato e intoccabile per piccolo o grandi delinquenti, perché questo sono quelli che bivaccano sotto la tettoia del lavatoio. Quello spazio diventa potenziale zona franca per qualsiasi tipo di attività illegale. E diventa anche pericoloso, perché se qualche malcapitato dovesse passare di lì nel momento sbagliato potrebbe succedere di tutto. E ricordiamo che lì c’è un collegamento pedonale tra via Martiri d’Ungheria e viale Zaccagnini.
E i residenti? Costretti a vivere nel terrore? Con le loro case che si svalutano? Per quanto servirebbe a poco sarebbe già qualcosa metterci una delle tanto sbandierate e decantate telecamere di videosorveglianza, magari che funzioni anche. Ma queste sono riservate, a quanto pare, alle zone dove risiedono i vip, e in quella zona vip non ce ne sono.

Luca Craia