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giovedì 18 febbraio 2016

Cambia il comunicatore ma non cambia la comunicazione



Dei due comunicati comparsi quasi in contemporanea sulla pagina Facebook del Comune di Montegranaro ho già parlato ieri e non intendo tornare sui temi trattati, per quanto questi meritino approfondimento. Attenderò le reazioni ufficiali di Gismondi e del Movimento 5 Stelle per fare eventuali ulteriori commenti. Quello che ora mi interessa sottolineare, invece, è il dato che sta sotto la comunicazione passata attraverso questi due dispacci. Mi riferisco all’atteggiamento bellicoso assunto ancora una volta dall’amministrazione comunale, un atteggiamento che nulla ha a che vedere con la calma del forte, con la serenità di chi sa di stare dalla parte della ragione.
Un comunicato spara addosso ai Cinquestelle accusandoli, cattivi cattivi, di fare opposizione. L’altro scarica le responsabilità del pignoramento sull’attuale minoranza come se al governo ci fosse ancora Gismondi. Insomma: ancora una volta si alza la voce, si punta il dito, si dà la colpa agli altri ma non si spiega cosa sia realmente successo. Non si attribuisce importanza all’informare i cittadini dei fatti preferendo fare una propaganda contro l’altra parte politica, metodo che, invece, dovrebbe appartenere a chi si oppone e non a chi governa. Si pensava che, con l’istituzione della figura dell’addetto alla comunicazione, si fosse passati quantomeno a un livello più elevato ma siamo sempre lì, a manifestare la sindrome dell’oppositore perenne.
Qualche beneficio, da quando è arrivata la figura di Andrea Braconi in Comune a gestire la comunicazione della Giunta, c’è stato. Ad esempio le famose intemperanze del Vicesindaco sono improvvisamente cessate e c’è stata una drastica diminuzione del grado di violenza degli interventi pubblici della maggioranza. Ma tutto ciò è durato poco e ieri, coi due comunicati, si è data la stura a una molla che si è caricata nel tempo, con reazioni fuori misura e argomentazioni incredibili alle quali siamo, purtroppo, abituati. E questo nonostante quella che dovrebbe essere una gestione maggiormente oculata delle uscite ufficiali del governo cittadino. In sostanza, se abbiamo avuto un miglioramento nella forma della comunicazione, più misurata e centellinata, la sostanza è rimasta uguale.

Luca Craia

venerdì 9 ottobre 2015

La discordia tra le opposizioni da carta bianca al governo



Ho letto con una certa tristezza la nota apparsa su una spalla della Pravda di ieri dove Gastone Gismondi si lamentava di una mancata telefonata da parte di Carlo Pirro sull’eventualità di concordare un tavolo per studiare le modalità di applicazione del baratto, una tristezza non tanto dovuta a una presunta permalosità che traspare dalle parole pubblicate dal giornale relativamente alla telefonata che non ci sarebbe stata, quanto alla difficoltà di comunicazione tra le varie opposizioni in Consiglio Comunale.
La telefonata sembra quasi un pretesto per rimarcare le distanze senza scendere nello specifico della proposta. La telefonata d’altronde non ci sarebbe stata ma avrebbe potuto esserci nel giro di poche ore, visto che la dichiarazione dei Cinquestelle era di martedì e quella di Gismondi di giovedì e, quindi, di tempo ne è passato ben poco. Del resto, poi, stasera c’è Consiglio Comunale e c’è quindi occasione di incontrarsi e parlare a quattrocchi.
Però questi toni poco concilianti non aiutano a fare una opposizione efficace. La forza dell’attuale schieramento di maggioranza, quando era all’opposizione (e, ricordiamolo, all’epoca erano due gruppi distinti), era proprio nell’azione coordinata e concertata. Invece, nell’attuale Consiglio, siedono ben tre gruppi di opposizione (considerando opposizione anche Basso che, però, nei fatti opposizione non è) e se non riescono a concordare delle azioni comuni e sprecano tempo ed energie in scaramucce come questa, la maggioranza ha gioco facile, e non solo per il baratto amministrativo ma anche per la questione Calepio e altri argomenti forse più pesanti.

Luca Craia