È molto bella la nuova veste voluta dal Sindaco Ubaldi e dalla sua Giunta per la sala del Consiglio Comunale di Montegranaro. Ridare nuova forma estetica alla sede istituzionale dell’Assise cittadina era necessario data la vetustà evidente presentata dalle pareti e dai tendaggi, installati quasi cinquant’anni fa e mai rinfrescati. Ora, pur rimanendo la stessa mobilia, peraltro ormai storica, essendo la stessa che arredava la vecchia sala posta al piano terra del Municipio, la sala si presenta più consona e dignitosa.
E quella in quella sala stasera si terrà la prima seduta del Consiglio Comunale dopo l’intervento di ristrutturazione, all’inizio della quale l’organo di rappresentanza istituzionale dei cittadini di Montegranaro saluterà ufficialmente don Sandro Salvucci che, da domenica prossima, diventerà Sua Eccellenza Sandro Salvucci, Arcivescovo Metropolita di Pesaro. Immagino che verrà interpretato in pieno il sentimento di profonda gratitudine che provano i Montegranaresi nei confronti del loro ormai ex parroco per il lavoro svolto in questa comunità e per la profonda umanità che ha profuso in mezzo ai Montegranaresi. Un saluto sicuramente triste perché Montegranaro perde un parroco amatissimo, ma anche pieno di orgoglio per un altro Montegranarese (ormai possiamo considerare don Sandro uno di noi) che va a servire Dio e la Chiesa a un livello superiore.
Poi ci sarà la parte politica della seduta, una parte che si occuperà di un ordine del giorno piuttosto tecnico che però potrebbe rivelare momenti di tensione, sia per gli argomenti che per il clima che si è respirato e ancora si respira in questi giorni in paese, un clima ancora una volta pesante, in cui non si riesce a instaurare un dialogo costruttivo e rispettoso tra le forze politiche, continuando così a generare attriti nella comunità. È facile immaginare, come del resto è accaduto nelle ultime sedute, che le scaramucce registrate durante le ultime settimane, in particolare negli ultimi sette giorni, possano arrivare anche tra i banchi del Consiglio Comunale anche se non pertinenti. Speriamo di no e che si riesca alla fine a cercare il bene comune più che la propaganda di partito e il consenso.
Luca Craia

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