Passata la festa gabbato lo santo ma non sempre. Le polemiche sul 25 Aprile montegranarese ancora non si placano (l’ultima, sulla mia pagina Facebook, ieri sera tardi da parte di un candidato piddino sconfitto alle ultime elezioni, tanto per dire che i rodimenti non fanno prendere sonno) e lo stesso Sindaco continua a essere preso di mira dalle bandiere rosse. Così, alla fine, Ubaldi si sfoga, con signorilità ed educazione da par suo, ma non le manda a dire e si toglie qualche sassolino dalle scarpe sempre su Facebook.
Ringraziando i colleghi di giunta Beverati e Gismondi, che sono intervenuti nei giorni scorsi in sua difesa, Ubaldi ricorda che “quando abbiamo deciso di fare tutti un passo in avanti per Montegranaro, è stato proprio per evitare che i cultori del pensiero unico e presunti depositari della verità, sempre di parte, che non amano Montegranaro, continuassero a governare la nostra amata comunità come fosse il loro partito”. E specifica: “Chi non si adegua va epurato, oggi come allora. Ciò accadeva nell'Unione Sovietica ed infatti si vedono foto di nostalgici con quella bandiera anche dai giornali nazionali e si è tentato di farlo anche a Montegranaro, facendo fuori Beverati, che ha sempre militato in quell'area. Ma è andata male, nonostante i vergognosi tentativi di fare campagna acquisti nella mia componente civica”.
E come dargli torto: tutta la polemica montata ad arte dal PD mascherato da lista civica è stata incentrata sul fatto che gli altri non hanno fatto quello che il PD avrebbe voluto facessero. Una visione piuttosto fascista della libertà e della democrazia, ma i fascisti sono sempre gli altri. Che poi è quello che ha detto anche Giacomo Beverati sul 25 aprile: “Già la libertà....molte le riflessioni da fare su questa parola oggi: dopo anni di stato d'eccezione e con la guerra che incombe su tutti noi; dopo l'utilizzo retorico e opportunistico di questa magnifica parola, il più delle volte strabico - i fascisti sono sempre gli altri e i buoni possono tranquillamente bastonare chi non la pensa come loro”.
Non manca una stoccata all’ex Sindaco, che non ha rinunciato alla sigaretta nemmeno nella foto di rito: “Continuate pure se questi sono i risultati, ma non date lezioni di democrazia a nessuno e, soprattutto, quando si è un luogo sacro come il giardino dove c'è il monumento ai caduti ed il busto di Giuseppe Mazzini e ci si fa fotografare, si eviti di stare con la sigaretta in mano, è poco rispettoso, almeno secondo me”. Direi che, quanto meno, non farcisi la fotografia sarebbe stato intelligente.
Luca Craia

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