mercoledì 24 novembre 2021

Montegranaro e i suoi tesori da scoprire: il Barocci di SS.Filippo e Giacomo.


Non sappiamo (ancora, ma ci stiamo lavorando) come ci sia finito un Barocci a Montegranaro, ma c’è e tanto basta. Rappresenta un tema piuttosto insolito per una chiesa cattolica, la circoncisione di Gesù, e lo fa in maniera piuttosto cruenta rispetto a come il tema viene normalmente trattato nei rari casi in cui compare. Ad esempio, la circoncisione di Rubens, presente a Genova, mostra l’atto chirurgico ma nascondendolo dietro le mani del circoncisore. Stessa cosa fa il Signorelli nella sua opera esposta a Londra. Nella tela montegranarese, invece, il Barocci non esita a mostrare sia l’atto dell’incisione, mettendo in primo piano la lama, che addirittura il sangue del Bambino, dando all’opera una connotazione peculiare.

Federico Barocci è uno dei più importanti, se non il più importante esponente del manierismo italiano. Le sue opere sono esposte nei maggiori musei del mondo, come ila National Gallery di Londa o al Del Prado a Madrid. C’è da dire che il dipinto non sembra essere completamente opera di Federico, piuttosto si possono riconoscere mani diverse, il che significherebbe che si tratta di un’opera di bottega a cui il Maestro ha messo mano solo parzialmente. Ma questa mano è riconoscibilissima inequivocabilmente nel volto della Madonna, inconfondibilmente baroccesca. Viene datato tra il 1590 e il 1599 e lo troviamo in un buono stato di conservazione.

È una tela importante per dimensioni, misurando in altezza 270 centimetri e in larghezza 161. È sprovvisto di cornice, segno questo che era la pala di un altare, forse dell’antica e cinquecentesca SS.Filippo e Giacomo, poi smontata e portata nella cosiddetta cripta quando, nel 1770, fu edificata l’attuale chiesa.

A corredo della stessa chiesa c’era anche, molto probabilmente, la natività seicentesca che oggi alloggia  di fronte, ed entrambe finirono a Sant’Ugo, dimenticate da tutti. Immaginate semplicemente che, quando entrai a Sant’Ugo dopo anni di oblio, nel 2010, per riaprirla e renderla finalmente fruibile sistematicamente al pubblico com’è oggi, trovai la preziosa tela del Barocci buttata a terra rivolta verso il pavimento.

Oggi finalmente ha una collocazione consona e può essere ammirata nelle occasioni di apertura della chiesa, che oramai è un complesso unico con Sant’Ugo e ne segue il calendario di apertura, o nei tour che organizzo insieme ad Arkeo. Il prossimo sarà programmato a breve per una delle due domeniche che precedono il Natale.

 

Luca Craia