martedì 19 ottobre 2021

Cronaca di una disfatta annunciata

 

Sbaglia Giorgia Meloni quando dice che è una sconfitta ma non una disfatta: il risultato dei ballottaggi delle amministrative 2021 è decisamente una disfatta. Ma non solo per il centro destra. Sicuramente per il centro destra, sempre più destra e sempre meno centro, che sta sbagliando tutto quello che c’è da sbagliare cavalcando cavalli brocchi che nistriscono più degli altri, difendendo l’indifendibile, disputando in solitaria il campionato dell’arrampicata sugli specchi per dimostrare di non essere fascisti ottenendo l’effetto contrario Ma il problema della disfatta del centro destra sta nell’altra disfatta, quella ben più grave della rappresentatività dell’elettorato maggioritario.

L’elettorato maggioritario, in Italia, non va più a votare. Non è rappresentata la classe media, la gente moderata, il popolo culturalmente cattolico, la gente che vive di lavoro, famiglia e valori che, per quanto ci vogliano far credere che siano obsoleti, sono ancora alla base della società italiana. È quella gente che non urla, che non sbraita, che non ama la bava alla bocca e che si muove seguendo buon senso e ragionevolezza, cose che, in politica, non trova più. E non va più a votare.

Un’affluenza di poco superiore al 40% è spaventosa, significa che ci stiamo giocando la rappresentanza democratica. Significa che l’operazione di smantellamento della democrazia iniziata dopo Tangentopoli, conclamata che i tentativi in parte riusciti da parte di Renzi di eliminare una Camera e poi esplosa con il suicidio degli Italiani stessi che hanno votato contro il proprio diritto a essere rappresentati diminuendo il numero dei parlamentari, sta funzionando.

A votare c’è andato lo zoccolo duro del PD, che non manca mai e sul quale l’ex sinistra italiana può sempre fare affidamento, e quell’elettorato comparabile di destra che evidentemente è minoritario. Manca la maggioranza degli Italiani, quella maggioranza che a volte viene definita con disprezzo ma che rappresenta quel centro di cui tutti si riempiono la bocca ma che nessuno interpreta. In Italia manca la moderazione, da una parte e dall’altra. Manca a tal punto che addirittura sembra che Berlusconi abbia cominciato a dire cose sensate. Ci sono le assurdità ideologiche dell’ex sinistra che ha abbandonato i lavoratori per sposare la causa delle lobby LGBT e degli affari legati all’immigrazione e c’è la politica urlata e gli slogan di Salvini e Meloni. In mezzo c’è solo Draghi che non fa politica ma economia, e non è esattamente quello che ci serve. I moderati craxianamente vanno al mare.

 

Luca Craia