giovedì 30 settembre 2021

È il mondo del blogger, baby. Benvenuti nel mio mondo.

 

Ogni tanto capita che qualcuno si metta a fare il blogger senza manco saperlo. Oppure magari lo fa per emulazione, pensando “se lo fa lui lo posso fare pure io”. Capita ogni tanto, specie sotto elezioni, quando sono tutti molto sensibili a certi temi e hanno tutti una gran voglia di dire la loro. Però è un momento pericoloso per mettersi a fare il blogger, perché non solo vogliono dire tutti la loro, ma anche perché la gente è incattivita più del solito, e di solito è molto incattivita.

Perché, vedete, fare il blogger non è così facile come sembra. Non è soltanto scrivere quello che si pensa e metterlo lì, in una vetrina, senza alcuna voglia di mettersi a discutere, solo per mostrare il proprio pensiero. Non è necessario avere voglia di discutere per fare il blogger, anzi. Per discutetere basta andare a commentare quello che scrivono gli altri. Se fai il blogger è perché vuoi condividere quello che pensi tu, non metterlo in discussione.

Per questo bisogna essere attrezzati per fare il blogger. Perché la gente ti sbrana, quando fai il blogger, e tu ti devi difendere. E scopri, pensa un po’, che anche tu ti difendi come facevano altri blogger quando a sbranarli ci andavi tu. Provo un misto di compassione e gratificazione nel vedere certi personaggetti intermittenti della politica che si risvegliano da letarghi quinquennali a ridosso delle elezioni, durante i quali letarghi ogni tanto fanno incursioni nelle pagine altrui a dispensare insulti, e improvvisamente sentono la legittima necessità di condividere i propri pensieri per poi immancabilmente trovarsi a loro volta sommersi dagli insulti. Solo che, se prima invocavano la democrazia contro il blogger che si difendeva da loro, ora invocano il diritto di libera espressione e azzannano, giustamente, chi li critica. Solidarietà piena, ma almeno adesso capite che significa.

È il mondo del blogger, baby. Benvenuti nel mio mondo.

 

Luca Craia