giovedì 30 settembre 2021

007 al gay pride


Sapevo che sarebbe avvenuto, come uno sa che prima o poi l’estate finirà, come è logico che finisca la giovinezza spensierata e si diventi adulti, come uno presagisce la fine di una bellissima storia d’amore ma vive come se la cosa non potesse mai accadere. E poi accade. E sta accadendo adesso, l’ineluttabile, quello che non vorremmo mai ma che diventa inesorabilmente realtà: vogliono fare 007 omosessuale. Gia si vociferava da tempo su una proposta di un James Bond donna e ora, con l’addio al personaggio di Daniel Craig, lo 007 più muscoloso della storia, si apre la diatriba sul successore e, oltre alla suddetta proposta di un agente segreto con licenza di uccidere in versione femminile, arriva quella del James Bond versione omosessuale.

Ora, nulla in contrario a fare film con protagonista un agente segreto di Sua Maestà Britannica femmina, gay o, come si dice oggi, fluido. Ma, signori miei, non è James Bond. Bond è stato ideato da Ian Fleming con delle caratteristiche precise, e se quelle caratteristiche non le ha più, non è James Bond, è un altro. Già con Craig lo abbiamo stravolto mica poco, e ce ne passa da quest’ultimo a quello più vicino all’idea di Fleming, il magnifico Sean Connery. Se ora lo vogliamo far diventare pure omosessuale, mi pare che si esagera. James Bond è nato come sciupafemmine e sempre lo sarà, con buona pace dei politicamente corretti che possono sempre andarsi a vedere un altro film.

Ecco, fatevi un altro film, inventatevi un altro personaggio. Lasciate stare Fleming e il nostro immaginario collettivo. Lo state facendo a pezzi, il nostro immaginario. Tra un po’ farete pilotare Goldrake a un transessuale e trasformerete Tarzan in una bandiera lgbt (e consonanti varie). Liberissimi di inventarvi nuovi personaggi, uomini scimmia con l’asterisco alla fine del nome, agenti segreti in smoking e calze a rete, ma lasciate stare la nostra fantasia. Siate buoni.

 

Luca Craia