martedì 18 maggio 2021

Gli sprechi della politica e i costi che costano a tutti: l’esempio di Montegranaro.


La politica costa, ci hanno detto, e ci hanno convinto che il costo della politica e il costo della democrazia siano la stessa cosa, tanto che siamo andati in massa a suicidare la democrazia con un referendum che ha ridotto la nostra rappresentatività democratica per risparmiare quattro spiccioli. Nel frattempo la politica continua a costare, e anche tanto. E il costo reale della politica non sta nello stipendio dei parlamentari o nei costi generali della rappresentanza istituzionale, bensì risiede negli sprechi, piccoli grandi sprechi quotidiani che, sommati uno sopra l’altro, tolgono linfa vitale al Paese e forza per andare avanti, per evolversi, per guardare al futuro.

È come l’acqua in Sicilia. Dicono che in Sicilia non ci sia acqua ma non è vero, in realtà c’è. Solo che ci sono acquedotti che sprecano acqua, goccia dopo goccia, ne buttano via tantissima e, alla fine, nelle case l’acqua non arriva. Così è per i costi della politica: piccoli sprechi, in ogni Comune, in ogni apparato, che si sommano e diventano cifre esorbitanti. Voglio fare l’esempio di quello che sta accadendo a Montegranaro, il mio paese, per farvi capire come certe politiche locali dissennate possano produrre danni a livello nazionale.

A Montegranaro la vecchia Amministrazione Comunale, decaduta e sostituita da un Commissario Prefettizio fino alle prossime elezioni, s’era messa in testa di costruire, anzi, di terminare di costruire il palasport iniziato anni fa e rimasto incompiuto a causa del fallimento della ditta incaricata. La scelta politica di investire in questa struttura, nonostante la crisi economica e il fatto che la squadra di basket cittadina militi in categorie per le quali basta il palas esistente, in questo momento non ci interessa. Ci interessa invece raccontare come si è evoluta questa scelta e quanto è costata alla collettività tutta, non solo a quella cittadina, ma a quella nazionale.

Secondo l’amministrazione comunale, terminare la struttura sarebbe costato 3 milioni di Euro. Ne erano talmente convinti che lo hanno comunicato alla Regione, chiedendo aiuto per trovare i soldi. Eravamo alla vigilia delle elezioni regionali, e in Regione devono aver pensato che finanziare un’opera di questo genere avrebbe portato un bel consenso. Così la Regione Marche ha messo a bilancio circa la metà della somma, più o meno 1 milione e mezzo di Euro, per realizzare il palasport di Montegranaro. Si badi bene: tutto questo senza sapere esattemente quanto il tutto sarebbe realmente costato, senza uno studio di fattibilità.

Lo studio di fattibilità, nel frattempo, viene richiesto dal Comune, viene finanziato e dei professionisti si mettono all’opera. Intanto, però, i soldi sono già stati stanziati dalla Regione e messi nel programma delle opere pubbliche dal Comune. In sostanza sono stati impegnati. Intanto, però, l’amministrazione comunale, come dicevo, per questioni interne si sbriciola, decade e arriva il Commissario. E sul tavolo del Commissario, poco dopo, arriva lo studio di fattibilità del palasport. E, sorpresa sorpresa, il palasport non costa 3 milioni di Euro come si pensava ma per realizzarlo ce ne vogliono 11, di milioni.

Il Commissario capisce subito che, con le potenzialità economiche del Comune, il progetto non si potrà mai realizzare, Così prova a vedere se, con lo stesso finanziamento regionale, si possa ristrutturare e ammodernare il vecchio palas, risparmiando un sacco di soldi, evitando di perdere il finanziamento, e alla fine avendo un’opera utile, probabilmente più utile e concreta di quella che si voleva realizzare.

 C’è un problema, però: per tenere in piedi il finanziamento in atto occorre realizzare il progetto definitivo del nuovo palasport. Questo progetto verrà pagato coi soldi dello Stato, non quelli del Comune, ma costerà 500 mila Euro circa. Il tutto per progettare una struttura che già si sa che non verrà realizzata perché troppo costosa. Solo che, se non si fa questo progetto, se non si spende questo mezzo milione di Euro, si perderanno pure i soldi per realizzare il progetto di recupero, quello per ristrutturare il vecchio palas.

Questo è quello che intendo per spreco. È un piccolo spreco (se consideriamo buttare via mezzo milione un piccolo spreco). Ma se lo sommiamo ad altri piccoli sprechi come questo, e in Italia è lecito immaginare che ce ne siano tanti, ecco che capiamo dove vanno a finire i nostri soldi.

 

Luca Craia