lunedì 15 febbraio 2021

Non esistono totalitarismi buoni e totalitarismi cattivi. Proposta di legge monca e ideologica.

 


C’è una proposta di legge, su idea del Sindaco di Stamezza, luogo versiliano dove sorge il Parco della Pace e teatro di uno dei più efferati eccidi della seconda guerra mondiale, che vorrebbe stabilire norme che combattano “la propaganda e la diffusione di messaggi inneggianti a fascismo e nazismo e la vendita e produzione di oggetti con simboli fascisti e nazisti”. Ne parlo perché, ovviamente, la proposta del sindaco piddino ha suscitato un vivace dibattito che sto seguendo con gusto. Per esempio, anche il Comune di Monte San Giusto, nella sua pagina Facebook, invitando i cittadini a firmare per promuovere l’iniziativa di legge, ha stimolato un interessante botta e risposta.

In linea di principio sono d’accordo. Tollero davvero male quei gadget nostalgici tipo souvenir dall’oltretomba, i busti di Mussolini e la simbologia del ventennio che dovrebbe servirci solo da monito per non commettere più gli stessi errori, piuttosto che da stimolo per una nostalgia farlocca in persone che non possono avere nostalgia di quel periodo perché semplicemente non c’erano. Ma l’iniziativa di legge mi suscita pesanti perplessità, per non dire preoccupazioni.

Innanzitutto, ogni volta che si va a legiferare per stabilire la liceità di opinioni, per quanto discutibili, si rischia di andare a ledere delle libertà fondamentali e io ci andrei molto piano. Il PD, invece, mi pare molto disinvolto nel trattare la materia, e questo mi pare piuttosto preoccupante, molto più dei busti di Mussolini.

Mi irrita, sinceramente, il fatto che si voglia combattere l’apologia di totalitarismi che tanto male hanno generato, ma se ne dimenticano altri che pure di male ne hanno fatto moltissimo. Penso ai tanti regimi comunisti nel mondo, a partire da quello che abbiamo conosciuto direttamente come Popolo Italiano, quello Jugoslavo la cui furia ha ucciso moltitudini di nostri connazionali. Ma penso all’Unione Sovietica e i suoi gulag, alla polizia politica, alla violenza di certe dittature asiatiche o arabe o sudamericane. Questi totalitarismi non sembrano interessare chi propone il testo di legge, eppure non sono da considerarsi meno crudeli ed efferati di quelli oggetto dello stesso.

Ferma restando la delicatezza del legiferare su reati di opinione, come dicevo pocanzi, una proposta di legge per evitare l’apologia di ogni totalitarismo sarebbe perfettamente condivisibile. Ma non è questo il caso. Qui si indicano due orrori dell’umanità ma se ne dimenticano altri, forse perché ideologicamente gli altri sono più vicini culturalmente alle idee della sinistra, forse perché politicamente il gioco delle parti ha utilità nel sottolineare un male e dimenticarne altri. Così però si scade, si perde di credibilità, e si rischia davvero di creare una sorta di censura commisurata alle proprie esigenze politiche. E questo è molto pericoloso.

 

Luca Craia