martedì 15 dicembre 2020

La risposta di Giacomo Beverati all’intervento del Sindaco di Montegranaro, Ediana Mancini

Comunicato integrale.

 

Ediana Mancini ha dimostrato oggi, con l'attacco violento alla mia persona, la sua attitudine autoritaria e la totale incapacità di mediazione: il gruppo civico purtroppo aveva  preso coscienza di ciò già dai primi mesi del suo secondo mandato. Per la verità in questo ultimo anno il suo comportamento fazioso completamente schiacciato sulla parte politica della coalizione, il PD, ci ha mostrato una donna che anziché tenere i fili del dialogo ha sempre alimentato la litigiosità interna gettando sale sulle ferite. Non è un caso che oggi accanto a lei sedevano i più importanti esponenti di quel partito che hanno condiviso la sua gravissima responsabilità di aprire una crisi amministrativa in questo delicato momento. E non è neppure un caso che gli ex assessori Ubaldi e  Puggioni abbiano rassegnato le dimissioni e non condividano la sua ricostruzione partigiana del clima che negli ultimi mesi si è creato in giunta.

Mi sia concesso di spendere poche parole ma ferme sull'attacco personale, questo si al limite dell'insulto, di cui sono stato oggetto da parte della Mancini: usare frasi come “gravissimo insulto” , “sotto ricatto e minaccia da parte di un assessore” sono gravi e pesanti soprattutto se riferite per sentito dire. Sembra quasi che io, perdendo il senno, abbia in qualche circostanza proferito insulti gratuiti e offensivi alla sua persona o al suo onore. Queste frasi offendono profondamente perché non sono dette in un momento di rabbia ma sono meditate e diffuse impropriamente sulla pagina FB del Comune. Ricordo bene il caso a cui Mancini fa riferimento, risalente all'inizio di luglio, cinque mesi prima della mia cacciata: accanto a me c'era il Vicesindaco Ubaldi ed il Segretario Generale, successivamente è sopraggiunto anche Perugini. Cè stato un alterco telefonico ma non con lei che era assente e se l'ho criticato aspramente  con parole forti l'ho fatto su questioni prettamente politiche e amministrative nell'esercizio del mio diritto di critica, scagliandomi sulla sua evidente scarsa attitudine al confronto e al rispetto dei ruoli e la sua tendenza autoritaria al limite della provocazione, più volte denunciata anche da altri in verità, a scavalcare gli assessori mettendoli difronte al fatto compiuto e ingenerando problemi di coordinamento con gli uffici. Invito quindi il sindaco a specificare la natura del presunto insulto e il contesto in cui sarebbe stato pronunciato.

Appare infantile ed ipocrita dissimulare le vere ragioni che hanno condotto Mancini ad aprire la crisi in piena pandemia prima di Natale, con motivazioni personali quasi che i confronti anche aspri possano costituire un valido motivo per spaccare una maggioranza: dalla sua ricostruzione pare quasi che io sia impazzito e altrettanto abbiano fatto un uomo di esperienza come Ubaldi e altri tre consiglieri che hanno osato non prendere le sue difese. Chi ha un po' di esperienza politica sa che le discussioni forti sono all'ordine del giorno e il sale della democrazia. La verità che adombra la stessa Mancini è che non si è tollerato l'accordo della parte civica come se la cosa ledesse la sua autorità o l'egemonia che il PD voleva avere sulla coalizione: non è un mistero che questo partito avesse fin dall'inizio preteso un assessore in più e che più volte noi civici ci siamo sentiti dire, Perugini in testa, che le nostre componenti, cioè la mia e quella di Ubaldi, non potevano unirsi modificando, ci si diceva gli equilibri interni: divisi si uniti no insomma! Discorsi di una politica che avremmo voluto morta e sepolta! E la maldestra operazione giocata sulle spalle di Montegranaro forse nella fase più delicata della sua storia recente proprio a quello mirava: dividere la componente civica e di questo si che abbiamo autorevoli testimoni! Ora questa conflittualità si è protratta a lungo ed è assolutamente vero che ormai la situazione era logora: non esito a dire che noi assessori civici siamo stati oggetto di vero e proprio bullismo politico, io personalmente anche di pesanti “sfotto'” e da ultimo Ubaldi col meschino mercanteggio sul nome del mio successore ma i tempi di questa “spallata” sono stati, almeno per noi, inaspettati ed improvvidi. Negli ultimi mesi ad ogni confronto sull'attività amministrativa il sindaco ci invitava a dimetterci e aggiungeva che, nel caso la maggioranza fosse mancata, si sarebbe ricandidata: non vorrei che questa pagina triste della vita politica cittadina sia stata scritta sulla pelle dei montegranaresi per consentire a Mancini di avere pieni poteri nel suo eventuale terzo mandato.

 

 

GIACOMO BEVERATI