mercoledì 23 settembre 2020

Montegranaro, Sant’Elpidio a Mare e il turismo. Tutti sotto lo stesso cielo plumbeo di assenza di progetti.


Della politica, anzi, della non politica turistica di Montegranaro parlo spesso. Una politica che non esiste, o che esiste solo nei comunicati stampa, nelle foto sorridenti dei politici nostrani, nella propaganda fuffosa, ma che naufraga nei fatti, con un’estate appena conclusa che vede un bilancio prossimo allo 0 per le iniziative promosse dall’amministrazione comunale e con investimenti pubblici diretti al nulla. Addirittura promuoviamo il cicloturismo con le mappe dei percorsi che sono visionabili, secondo la consigliera Ercolani che se ne occupa, solo nell’atrio del Comune, come se internet non fosse mai stato inventato.

Ma il male è comune, per quanto il gaudio molto meno, e i paesi limitrofi non hanno migliori visioni e migliori progetti per quanto riguarda il turismo. Sant’Elpidio a Mare, paese ben più attrezzato di Montegranaro a livello di siti culturali, si ha una visione dell’economia legata al turismo raffazzonata né più né meno che quella che si ha nel paese dirimpettaio. Basti pensare che vogliono costruire un impianto per la cremazione delle salme a Cura Mostrapiedi, una delle colline più belle e solari del territorio, abortendo così ogni pensiero di investimento in campo turistico.

Sempre nel territorio di Sant’Elpidio a Mare insiste una delle vestigia storiche del Piceno più preziose e importanti, la Basilica Imperiale di Santa Croce al Chienti. Il sito era, fino a pochi anni fa, nient’altro che una dipendenza agricola, pieno di fieno e attrezzi in disuso. Dopo un robusto intervento di restauro è stato riportato alla luce e reso visitabile, per quanto privato e quindi dipendente dalla buona volontà dei proprietari, soprattutto grazie alla caparbietà dell’associazione Santa Croce i cui soci hanno lottato come leoni per ridare il giusto valore a questo tesoro. Oggi, quindi, la Basilica è uno dei siti turistici più importanti della zona e andrebbe adeguatamente promossa e sostenuta. Invece, a parte il nulla o quasi da parte delle autorità, neanche ci si preoccupa della stradina che vi arriva, completamente abbandonata a se stessa, piena di buche e quasi impraticabile. Eppure di gente a Santa Croce, nonostante tutto, ne va tanta. Come è possibile tanta ottusità? Ah, già! Siamo marchigiani, siamo la regione che promuove il cicloturismo con spottoni televisivi costosissimi senza avere un’infrastruttura ciclistica decente. Che ti vuoi aspettare?

 

Luca Craia