martedì 29 settembre 2020

Librerie in difficoltà per i testi gratuiti. Cedole in ritardo, pagamenti in ritardissimo.

 

In Italia, i testi scolastici per la scuola primaria sono gratuiti per le famiglie, nel senso che se ne fa carico lo Stato. Per farsene carico, lo Stato, si affida alle librerie e alle cartolerie che, come nella migliore tradizione italiana, anticipano i soldi per conto dello Stato per poi farseli ridare, ma con molta calma. Il sistema messo in campo per la fornitura gratuita dei libri scolastici mette ogni anno in gravi difficoltà i librai, particolarmente quest’anno in cui i problemi si sommano ai problemi per le cause che tutti conosciamo.

Vediamo come funziona: la famiglia di un bambino che frequenta le scuole elementari si reca dal proprio cartolaio di fiducia e ordina la fornitura dei libri per l’anno scolastico che sta per iniziare. Questo normalmente avviene in estata, preferibilmente subito dopo la chiusura dell’anno scolastico precedente. Il cartolaio si reca dai propri fornitori e effettua l’ordine dei libri in base a quanti libri gli sono stati richiesti. I Libri arrivano i il cartolaio li paga, di norma in contanti, ricevendo uno sconto che oscilla dal 12 al 15% sul prezzo di copertina.

È bene precisare che, con lo sconto ottenuto, il cartolaio realizza un utile molto vicino allo zero, considerando le spese e il lavoro che c’è dietro alla preparazione e fornitura dei libri. Voi vi chiederete chi glielo fa fare, ma la risposta è semplice: se il cartolaio vuole stare sul mercato, deve fornire questo servizio alla propria clientela. Quindi la fornitura dei libri non è vista come un lavoro remunerativo ma come un investimento promozionale per poi vendere gli altri prodotti del negozio.

Tornando al meccanismo: la norma vorrebbe che, una volta pronti i libri, le famiglie li ritirino consegnando al commerciante la famosa cedola. La  cedola è un documento, emesso dal Comune di residenza del bambino, che dà diritto al cartolaio di chiedere il rimborso del prezzo di copertina del libro, al quale va applicato uno sconto dello 0.25% che si fa lo Stato per conto suo. Quindi la norma dovrebbe essere che il cartolaio consegna il libro e riceve contestualmente la cedola. Ma non è così.

Le cedole arrivano sempre dopo, molto dopo, ad anno scolastico iniziato. Il cartolaio consegna i libri sulla fiducia, non ricevendo nulla in cambio. Se tutto va bene, il cartolaio finisce di ritirare tutte le cedole entro ottobre, per poi fatturare. I Comuni pagano normalmente entro 30/60 giorni. Ecco che il rimborso di quanto pagato a luglio o agosto arriva per Natale. Con una marginalità vicina allo zero, questo significa rimettere. Il tutto perché non viene rispettata la norma che, invece, se applicata, almeno farebbe avere tutte le cedole in negozio entro l’inizio dell’anno scolastico o poco dopo, con un anticipo sui tempi di pagamento notevole. È logico che i negozianti, in questo modo, vengono sottoposti a uno stress economico notevole e, oltretutto, contro la norma.

 

Luca Craia