mercoledì 19 giugno 2019

La storia del Bartali eroe arriva all’esame di maturità.


Gino Bartali, in grande campione del ciclismo italiano, un mito dello sport di casa nostra per le sue immense imprese sportive e per la nota rivalità agonistica, che faceva da contrappeso all’amicizia e al rispetto personale, con l’altro campione dell’epoca, Fausto Coppi. Ma Ginaccio non era soltanto un campione di sport, era un campione di umanità. Solo che la sua nobiltà d’animo ci ha fatto scoprire questo suo lato solo da poco tempo, anche e soprattutto all’impegno che la nipote, Gioia Bartali, ha profuso per far conoscere questo aspetto importante di suo nonno.
Bartali, durante l’ultima guerra mondiale, quando lo sport era fermo a causa del conflitto, salvò ottocento italiani di religione ebraica dalle deportazioni. Lo fece rischiando la propria vita, percorrendo migliaia di chilometri in bicicletta per portare documenti falsi da Assisi, dove venivano stampati da una tipografia clandestina, a Firenze, dove il vescovo li distribuiva agli ebrei evitando loro di finire nei lager nazisti. Se il campione toscano fosse stato scoperto, molto probabilmente sarebbe stato condannato a morte. Ma Bartali non si curò della sua vita e mise a disposizione il suo talento per salvare vite umane.
Una storia rimasta sconosciuta fino a poco tempo fa, quando il figlio Andrea, con cui si era confidato, la raccontò pubblicamente. Da allora la figlia di Andrea, Gioia Bartali, sta raccontando questa bella fiaba vera ogni volta le viene data la possibilità. Una bella fiaba vera, dicevo, di quelle di cui abbiamo tanto bisogno in questo tempo di barbari e di cattiverie equamente distribuite.
Così la figura del Gino Bartali campione di umanità è diventata nota, tanto nota da essere una traccia dell’esame di maturità del 2019. Il titolo “Gino Bartali, tra sport e storia”. Non è una cosa di poco conto: una traccia del tema di italiano alla maturità è sempre un argomento che dovrebbe essere culturalmente assimilato, acquisito nella coscienza culturale del nostro popolo. Ecco, quindi, la figura di Gino Bartali sportivo ma anche uomo coraggioso, giusto ed eroico, assume piena dignità storica anche grazie a questo episodio.
Ne sono felice per la mia concittadina, Gioia Bartali, per il suo impegno e l’amore per questo nonno importante, ma sono molto più felice per il messaggio che, dal racconto delle gesta di Bartali, arriva fino ai giovani maturandi, un messaggio di grande umanità, di giustizia, un esempio di come il coraggio di scegliere la cosa giusta, piuttosto che quella facile e comoda, faccia la differenza tra l’uomo comune e l’uomo speciale. Aspiriamo a diventare uomini speciali.

Luca Craia


martedì 18 giugno 2019

MACERIE DEL SISMA. ELENA LEONARDI (FRATELLI D'ITALIA): CHE FINE FA IL RICAVATO DELLE VENDITE?


INTERROGAZIONE REGIONALE PER CONOSCERE IL PERCHE' DEL MANCATO INDENNIZZO AI COMUNI.

Comunicato integrale

La questione delle macerie del sisma finisce in consiglio regionale grazie ad un'interrogazione del capogruppo Elena Leonardi, di Fratelli d'Italia, la quale esordisce ricordando il decreto Legislativo 189 relativo al sisma il quale stabilisce che il Piano per la gestione delle macerie è redatto anche allo scopo di limitare il volume dei rifiuti, recuperando i materiali che possono essere utilmente impiegati come nuova materia prima da mettere a disposizione per la ricostruzione conseguente ai danni causati dagli eventi sismici del 2016.
Leonardi ricorda che l'articolo 28 di questo decreto specifica che questi rifiuti, derivanti dai danni dovuti ai crolli, se non utilizzati, possono essere venduti “ed il loro ricavato è ceduto come contributo al Comune da cui provengono”. La norma è chiara – continua la rappresentante del partito di Giorgia Meloni – e di conseguenza il Soggetto Attuatore del Sisma, ha affidato il servizio di rimozione, trasporto, trattamento e successivo avvio a recupero o smaltimento delle macerie ed altri materiali derivanti dal crollo degli edifici, alla Società Cosmari del maceratese.
Nel mese di ottobre 2017 il Servizio Protezione Civile regionale ha emesso così il Piano Operativo Regionale per la Gestione Macerie sisma 2016, in esso si ribadisce che per i materiali non utilizzati, il ricavato della loro vendita è ceduto come contributo al Comune da cui provengono tali materiali.
Tutti i comuni del cosiddetto Cratere non hanno visto sinora un euro di “contributo” a seguito dell'applicazione dell'articolo 28 della legge 229/2016 – il consigliere Elena Leonardi – ricorda, ad esempio, i sindaci di Arquata del Tronto e di Acquasanta Terme, che la stampa ha definito “stanchi” ed "al limite.. perchè in tre anni non stato fatto quasi nulla”.
Nell'interrogazione della Leonardi pertanto si chiede che fine hanno fatto i fondi di cui al ricavato della vendita delle macerie che dovrebbero andare ai comuni: nella sola provincia di Ascoli Piceno difatti i quantitativi di macerie rimosse hanno superato i 305 milioni di Kg, in quella di Macerata siamo a pari livello (circa 306 milioni di Kg).
Si chiede di rendere conto delle motivazioni che stanno portando al mancato risarcimento ai comuni dei ricavati previsti dal Decreto 189/2016, inoltre come intende agire la Regione Marche, in qualità di soggetto attuatore del sisma 2016, affinché si applichi velocemente l'articolo in oggetto. Infine, nello specifico, a quanto ammonta, sinora, il ricavato delle vendite del materiale di risulta di cui al medesimo articolo 28 del Decreto Legislativo 189/2016.

Terremoto: blogger per il rilancio delle Marche. Ancora fuffa su fuffa.

Cinque blogger, accuratamente selezionati, accompagnati da altrettanti “influencer” locali, immagino ben selezionati pure loro, faranno cinque tappe nelle zone terremotate delle Marche per conoscere e capire la bellezza dei luoghi e promuoverla sui canali social. Ecco la proposta di Confcommercio Marche, nell’ambito dell’iniziativa “Marche Express” giunta alla seconda edizione. Non abbiamo traccia dei benefici arrivati nel cratere dopo la prima edizione dello scorso anno, però la si ripropone, magari sperando che quest’anno vada meglio.
Continua, quindi, la ricetta secondo la quale bisogna fare promozione come soluzione ai problemi delle zone terremotate, pur non sapendo esattamente cosa si promuove, visto che nemmeno le strade si riesce ad aprire in maniera certa e visto che, per il resto, non si è ricostruito nulla ma, in compenso, le macerie sono ancora tutte lì o quasi.
Io ho un’idea diversa del servizio che un blog dovrebbe fare in situazioni come questa, ma si sa, la mia idea piace a pochi, non è piaciuta nemmeno a molti terremotati. Ciò non vuol dire che sia sbagliata. La mia idea è che un blog dovrebbe prima esporre i problemi, aiutare a farli conoscere per aiutare a trovare una soluzione. Sempre che una soluzione la si voglia trovare. Poi possiamo fare promozione, ma solo quando abbiamo realmente qualcosa da promuovere.
Comunque, questo blog, nonostante qualche lettore ce l'abbia, non partecipa all’iniziativa, non mi hanno nemmeno contattato. Va a capire perché.

Luca Craia